Archivio mensile:marzo 2014

Il lavoro nobilita l’uomo.. sicuro?

Ieri mi è stato detto da alcuni veneti che a noi qui al sud ci piace così: non lavorare e prendere l’assegno di disoccupazione. Quando sento queste frasi qualunquiste, superficiali e con un leggero ghigno razzista mi scatta una specie di istinto manesco che riesco a domare solo con l’ironia.

È difficile far capire a queste persone che lavorare senza percepire uno stipendio non è facile, cioè ad un certo punto è pressoché impossibile. È difficile far capire loro che pagare un nido e un mutuo e le bollette e fare sacrifici per coprire turni a lavoro senza ricevere il giusto compenso mensile è frustrante e demotivante, è impossibile mettere nella testa di uno che crede che qui a sud siamo solo “butroni” senza speranza, che la voglia di lavorare non è mai mancata ma quello che manca sono le condizioni tali per cui il posto che vai a coprire sia degno di essere chiamato lavoro.

Quand’è che si è smesso di regalare dignità ai lavoratori? Quand’è che la fantomatica “crisi” è diventata l’unica ragione in virtù della quale tutto si muove o non si muove? Quand’è che abbiamo cominciato ad accettare qualsiasi condizione lavorativa perché “tanto fuori da qui non c’è niente?” quand’è che chi ci offre un lavoro ha pensato bene di offrircelo quasi sempre gratis o molto vicino alla miseria perché “megghj cuss d nudd”?

Mi facevano rabbia quelle che restavano incinte e si mettevano in maternità dal primo giorno di gravidanza  fino all’anno del bambino usufruendo di tutto l’usufruibile per non tornare a lavoro.

Mi facevano rabbia finché non è capitato a me. Che sono mancata dal lavoro solo per 6 mesi , 3 per gravidanza a rischio e 3 obbligatori post partum.

Sono tornata a lavoro che mia figlia era uno scricciolo. La mattina mentre la allattavo mi tiravo il latte. Se quel biberon non bastava (non bastava quasi mai!) mio padre ad un certo punto mi portava Bianca in ufficio per allattarla.

Oggi, col senno di poi, quando penso al fatto che mi sono separata da lei così presto e per tornare a lavoro dico: “ma chi me l’ha fatta fare???”.  Non è che qualcuno mi abbia detto grazie o mi abbia mai chiesto: “ma tua figlia dov’è? con chi sta? dove sta?”. Era semplicemente scontato che andasse così. Io l’ho potuto fare perché ad aiutarmi c’erano 4 nonni in salute e in pensione. Ma come fanno quelli che non hanno nessuno??

Non voglio rovinarmi la domenica di sole con questi loschi pensieri ma il lavoro è ovviamente una parte centrale nella vita delle persone, sia che lo si abbia sia che lo si stia cercando. E questa storia, non totalmente autobiografica, ci ricorda che forse è finita l’epoca del “megghj cuss d nudd”. Almeno  per me.

p.s. se vi va sentitevi ‘sta canzone. io l’adoro. ciao mamme!!

1,191 Visite totali, nessuna visita odierna

Baby Teeth & Breast Milk Jewelery : i ricordi delle mamme diventano gioielli!

Se dovessimo attribuire un valore ai ricordi che l’essere genitori ci permette di collezionare, quanto varrebbero? Il prezzo è difficile da stimare e in molti casi la risposta ci lascerà interdetti. Niente paura: dall’America arrivano due tendenze che promettono di fare dei nostri ricordi dei veri  e propri gioielli. E non parlo di polverose bomboniere nè di portafoto analogici o digitali.

Il trend più in ascesa (in America, da noi naturalmente non sono ancora arrivati nemmeno gli articoli di giornale, anche se Repubblica ha inaspettatamente anticipato qualcosa qui) ci parla di gioielli che al posto delle pietre preziose ruotano intorno alla lavorazione del nostro latte. Sì…proprio quello che produciamo durante l’allattamento! Basta raccoglierne un po’ in un contenitore, sigillare per bene ed inviare all’artigiano di turno o chi per lui: grazie ad un processo particolare che sfrutta resina e altri materiali, il nostro prezioso liquido si plastificherà assumendo la forma che più desideriamo.

1476535_465005160276775_1191325178_n

La cosa può far piacere o far innorridire, ma sta di fatto che è un’autentica novità ed ha attecchito in fretta, se in Inghilterra per 65 dollari è già possibile richiedere un gioiello/ricordo che al suo interno contiene del vero latte materno. Ho guardato un paio di siti chiedendomi di tutto, specialmente cosa ne pensano le Moms di una delle più grandi community d’America e tra tutte le curiosità del caso vi anticipo che pare che no, il nostro latte non diventa rancido quindi il gioiello rimane intatto nel tempo. Una sorta di Graal da passare di generazione in generazione, che finalmente ricordi – soprattutto ai NON allattanti ehm ehm – che dietro la nostra misura in più di reggiseno ci sono anche occhiaie, momenti difficili ma incredibilmente preziosi, e per molti versi inenarrabili? Eccone alcuni esempi, mi sembra incredibile che la parte “customizzata” che vedete siano le nostre gocce di latte, ma a quanto pare hanno inventato anche questo!

milk jewels

Sulla falsariga dei Breast Milk Jewels – ma sicuramente più utile a detta di chi scrive- l’ancora più recente “contagio” del baby teeth jewelery. La moda nasce dalla frontiera del fai-da-te di Etsy, dove la proprietaria dell’attività Rock My World afferma di aver realizzato su commissione di una Mom americana la realizzazione di alcuni gioielli in cui al posto di pietre preziose c’erano dei veri e propri dentini da latte!! Dopo aver pubblicato il suo primo lavoro, Jackie Kaufman di San Pietroburgo ha ricevuto in un solo giorno 100 ordini per gioielli simili, e così il meme è diventato presto chiacchierato, tanto da far parlare di nuovo trend per le mamme d’America.

baby tooth jewels

In effetti il dentino è una cosa di cui spesso non si sa cosa farsene ed anche se io non ci ho ancora pensato (il primo dentino di Argentina dovrebbe cadere almeno dopo che le sono spuntati tutti gli altri, per cui ce ne vuole), sicuramente non comprerei uno di quei “sarcofagi” d’argento che ho visto regalare in un paio di battesimi (questione di gusto personale, naturalmente!) Alla fine, invece che avvolgerlo in fazzoletti di seta o buttarlo nel dimenticatoio (o semplicemente nella spazzatura a cambio di 20.000 lire, come è rimasto nei miei ricordi) perché non trasformare questo ricordo che segna un’epoca in un vero gioiello e regalare un “dodo” tutto personale (più che personale!) alla mia principessa? Credo di poterci pensare almeno altri 4 anni, fino ad allora magari i dentini da latte verranno digitalizzati e basterà una radiografia sull’iphone a ricordarci com’era.

Se pensate che la moda si fermi qui, vi anticipo solo che c’è anche chi crea anelli esclusivi con la prima e più importante ciocca del proprio piccolo, come Whispadornment, e che la stessa moda dei gioielli a base di denti  non risparmia neanche quelli..del proprio cane (l’esempio è nella foto) !!il_570xN.342713264

A me questo nuovo artigianato ricorda tantissimo – farà ridere lo so-  il museo Ridola o giù di lì: in pratica mi sembra proprio che, se da un lato la tecnologia avanza, dall’altro si stia ritornando a una nuova visione tribale del rapporto con i propri cari, al punto da indossarne una parte per portarla sempre con sé. Voi cosa ne dite care Moms? Indossereste dei gioielli realizzati con i dentini dei vostri bimbi?

4,254 Visite totali, nessuna visita odierna

Tiramisu’ alle fragole

di Felicia Zuccaro

Visto che non manca molto all’arrivo delle fragole sulle nostre tavole, iniziamo a fare scorta di ricette per utilizzarle in ogni modo. Oggi vediamo come si prepara il tiramisu’ alle fragole.

Foto di Antonio C.

INGREDIENTI:
2 tuorli
3-4 cucchiai di zucchero
250 gr di mascarpone
250 ml di panna fresca
3 confezioni di pavesini
latte qb
½ kg di fragole
zucchero a velo qb

PREPARAZIONE:
Mettere i tuorli e lo zucchero in una terrina e sbatterli. Aggiungere il mascarpone e mescolare fino a ottenere una crema. Montare la panna e incorporarla alla crema. Tagliare le fragole a pezzetti piccoli. A questo punto incominciare a comporre il tiramisù: in una tortiera rettangolare spalmare la base di crema al mascarpone, poi sovrapporre il primo strato di pavesini, inzuppati velocemente nel latte. Ricoprire di crema al mascarpone e completare con le fragole rimanenti. Lasciare riposare alcune ore in frigorifero.

1,127 Visite totali, nessuna visita odierna

Una chioma perfetta

Ieri mi è successa una cosa stranissima che mi ha fatto pensare e sorridere …

sai quando vai in giro e vedi queste mamme belle belle con i capelli sempre sistemati della serie che tu pensi, ma è parrucchiera o il marito è parrucchiere e prima di svegliare i bambini si fona i capelli … ma comunque riesce a tenerli abbassati anche dopo aver affrontato la colazione dei piccoli … come fa????

e allora tu immagini che la loro colazione la mattina sia cosi

col

mentre tu urli muovetevi e spicciatevi eddai che è tardiiiiiiiiiiiiiii …. e i tuoi capelli si alzano per forza!!!!!

allora ieri ho passato una notte da incubo: prima di cominciare la mia mistica nottata ho fatto doccia e capelli fonati al naturale (come al solito) ma non mi sentivo bene quindi ho velocizzato il tutto anche perché avevo il nano piccolo da docciare e da aiutare la grande con i capelli … vabbè …

mattedblondeR

stavo male e ho passato la notte di capa nel wc grazie al virus che mi è stato gentilmente offerto dai bambini… con i capelli belli puliti puliti li ho dovuti legare con una coda bassa e sotto un “tipo tuppo” … la mia nottata è andata avanti così tra letto e nei ritagli tra una poppata e l’altra di corsa nel bagno …

La mattina dopo non avevo nemmeno la forza di respirare … ma dopo una sana (nel vero senso della parola) colazione ho ripreso un po’ di forze e verso fine mattinata mi sono guardata allo specchio … Oh My God! o.O avevo dei capelli fantastici … una piega invidiabile, ero bianca come la morte ma sembravo uscita da una di quelle pubblicità anni 60 in cui la mamma bellissima, curatissima, con il caschetto lungo e le punte in su. Certo io davo ancora un po’ sul verdastro ma i capelli erano proprio così, vaporosi e con le punte un po’ in su … tipo questa ….

casal

si si ero tipo lei anche il colore era quello … tranne il sorriso …
Mi sono guardata e ho sorriso al pensiero che dall’esterno qualcuno avrebbe pensato che magari mi ero alzata ed ero andata al parrucchiere … senza sapere che ero reduce da una nottata da incubo!!!!

Ora quando vedrò queste mamme belle belle con i capelli sempre sistemati penserò che alcune di loro sono parrucchiere o mogli di parrucchieri e che altre magari hanno passato una notte da incubo e che un elastico è bastato per una messa in piego lampo!!!!!

W LE MOM … imperfette!!!!!!

1,265 Visite totali, nessuna visita odierna

Cosa sussurra Dio alle mamme

Regalo di S. Valentino di mio marito: un libro! Finalmente un regalo degno di nota!

Ma, unico neo, anche se io amo leggere, ora non ho proprio il tempo di dedicarmi alla lettura perché quando potrei leggere sono in conflitto con un altro bisogno: quello di recuperare il sonno perduto durante le mie notti insonni. Quando apro il pacchettino, però, vedo che il libro che mio marito ha scelto per me è piccolino, maneggevole ed entra facilmente nella mia borsa alla Mary Poppins. Anche il titolo mi piace: “Cosa sussurra Dio alle mamme”. Mi intriga!

Così, dovendo andare dal dottore da sola senza i bambini, lo porto con me e durante l’attesa inizio a leggerlo..bello! mi prende! Per l’argomento che tratta e quello che dice potrei anche averlo scritto io!

È la storia di una mamma, come me, come tutte, che si ritrova a vivere la sua vita fatta di gioie e dolori, di compromessi e di vittorie insieme alla sua famiglia. Una mamma che pur ritrovandosi ad essere cuoca, lavandaia, stiratrice, governante, maestra, infermiera, educatrice ecc ecc., non rinuncia a riflettere sulla sua condizione, sulla sua vita, a cercare il perché degli avvenimenti e come quegli avvenimenti li può “dirigere” al meglio per una vita  familiare più bella e piacevole.

Essere mamma è un lavoro impegnativo perché una mamma, quando si prende cura del suo bambino, getta le basi della vita dell’uomo futuro, lo aiuta a trovare il suo posto nella vita e col suo amore e le sue cure cementa le fondamenta della sua personalità.

Mentre lo leggevo mi sentivo un po’ meno sola, un po’ più compresa perché la mamma protagonista si pone degli interrogativi che io per prima mi sono spesso posta.

Certe volte, perché negarlo, mi è capitato di sentirmi “stretta” nel mio ruolo di madre. Nel senso che a volte mi sono sentita persa senza aver più la libertà che avevo prima di dedicarmi al mio lavoro, ai miei hobbies, di trascorrere del tempo in libertà e “solitudine” con mio marito… Oppure mi sono capitati momenti di “crisi” vedendo  ragazze a passeggio con abiti e accessori super glamour..ormai io non riesco più ad uscire in un certo modo, perché se no il passeggino coi tacchi come lo “guido”…e se poi devo correre con mia figlia (o, più spesso, rincorrerla)? Se poi metto qualcosa di “particolare” subito mio figlio ne è attratto e inizia a toccare e a tirare e mia figlia lo vuole per sé. Quindi rinuncio..

Per non parlare del tempo uguale a zero da dedicare a se stessa con cui ogni mamma da sempre combatte…c’è sempre qualcosa che viene prima delle esigenze di una mamma e che è più importante: le esigenze dei figli.

Però poi penso: quanto sono sciocca! Quante persone conosco che vorrebbero avere “le catene” che ho io e invece non possono? Per fortuna, poi guardo i miei bambini e mi rendo conto che sono loro la vera ricchezza e che se Dio me li ha dati è perché aveva questo progetto per me..

E’ un bel libro che consiglio alle mamme in attesa perché non sanno cosa le aspetta e potrebbero iniziare a riflettere su tante cose, e anche a chi, come me, è una mamma “navigata” (ma non si finisce mai d’imparare!) perché permette di vedere le cose da un’altra prospettiva, di assaporare il gusto di una vita “affollata”…

Il compito segreto delle mamme è quello di “avvolgere nell’amore ogni membro della famiglia che si avvicina al loro campo di azione” e probabilmente è il compito più importante al quale Dio ci ha chiamato.

“Ogni volta che vi affaccerete dalla finestra della vostra vita, alzate gli occhi da quel davanzale polveroso, osservate il giardino fiorito delle promesse di Dio e ascoltate quanto vi sussurra.”

1,369 Visite totali, nessuna visita odierna

Parto cesareo o naturale

Mancano meno di 30 giorni al mio parto….. il 14/4/2014 nasce il mio secondo principe!!
Abbiamo scelto proprio una bella data…… tutto organizzato qualche giorno prima il pre-ricovero, tutte le analisi, la mattina con calma il ricovero e poi è fatta!!!! Tutti mi dicono è comodissimo con un altro bimbo piccolo ti ORGANIZZI!!!! Ma io non voglio organizzarmi…. Avrei voluto la sorpresa…..
Ho paura……… questo cesareo organizzato mi fa paura!!!! Tutti mi dicono ma ci sei già passata…. hai già visto come funzione!!!! Si ma è stato diverso non era organizzato…..mi ci hanno portata in sala operatoria il mio primo principe non usciva!!!!!
Vi racconto Alessandro è nato 3 anni fa con il cesareo……. Era podalico…..ma io non mi sono mai rassegnata all’idea di non provare di tutto per poter fare il naturale!!! Ho gattonato, ho praticato tutti gli esercizi indonei affinché il pupo facesse la capriola: ho assunto posizioni in cui la polarità uterina risultasse invertita, ossia testa in basso e sedere in alto, mi sistemavo supina con diversi cuscini sotto il sedere a massaggiarmi la pancia sempre nello stesso senso, mi sono posizionata sulle ginocchia col sedere in alto e la testa in basso mantenendo la posizione per una decina di minuti tutti i giorni……Ma niente!!!!!
Infine ho provato la moxibustione!!! La moxa è un trattamento della medicina orientale che viene utilizzato per scaldare il punto V67 (ossia il punto 67 situato sul meridiano della vescica) per stimolare il feto a posizionarsi correttamente nell’utero materno in vista della nascita.

images

Il punto V67 si trova all’angolo esterno del quinto dito del piede e l’applicazione del calore mediante moxibustione me la eseguiva mio marito nel cortile di casa, ogni sera al chiaro di luna!!!!. Il riscaldamento veniva eseguito accendendo un sigaro di artemisia e applicando il calore, non direttamente sulla cute, ma alla distanza di un “tzun” o “cun”, che corrisponde ad una falange e va eseguito per almeno quindici giorni e sospeso nel momento in cui si verifica il capovolgimento.
Io ero alla trentacinquesima settimana e alla fine del sigaro dopo 15 giorni esatti la sera nel letto il mio bimbo con la delicatezza di un ippopotamo fece la capriola!!!! Ero felicissima e quello che mi rendeva più contenta era condividere con mio marito il momento della nascita. Non mi faceva paura il dolore del travaglio e nemmeno lo sforzo della sala parto ero contenta di aver provato e di esser riuscita anche se invano…… Si perché tutto il mio sforzo è servito a poco la fortuna non è stata dalla mia parte il giorno del parto mi sono imbattuta in un “dottorino” che quel giorno evidentemente non si rendeva conto di dover aiutare una donna a partorire….. quindi morale della favola due giorni di travaglio, due ore in sala parto, una lite con il dottorino per non permettergli di tirare il mio bimbo con la “ventosa”, strumento infernale, e di corsa in sala operatoria per il CESAREO….
Sono passati tre anni ho provato a proporre il naturale e mi hanno risposto con un secco NO…..comunque se servisse a qualcosa farei di tutto per fare il naturale ma a questo punto mi rassegno all’idea e mi organizzo……

images (1)

Manca ormai poco conto i giorni, ma l’attesa li rende interminabili, conto le ore ed i minuti ma vanno troppo lenti….nonostante le mie paure non vedo l’ora di vedere il mio amore e di strapazzarlo di coccole!!!
Naturale o cesareo per una mamma il parto è uno dei momenti più intensi della vita…..ed io auguro a tutte voi buon PARTO!!!!
Buondì ed alla prossima mamma Katia!!!

12,508 Visite totali, nessuna visita odierna

Routine di bellezza di una quasi mamma!

Mi ritengo una tipa abbastanza precisa quando si parla di routine di bellezza. Fin dall’adolescenza sono sempre stata attenta alla pelle e quando ho cominciato ad usare il make up (anche se pochissimo) ero attenta a struccarmi ogni sera, ad idratare la pelle quotidianamente, a cercare prodotti delicati e a non espormi al sole in maniera sconsiderata. Ormai sul mercato c’è di tutto e si sente qualunque cosa anche su prodotti che eravamo abituati ad usare tranquillamente…adesso sono tossici, banditi, cattivi…(per esempio io adoro il profumo che ha la linea Johnson & Johnson, la crema detergente, il talco…la saponetta…ma in pratica è veleno!!!). Quindi cerco sempre alternative naturali o almeno che siano delicate, essendo anche tendenzialmente allergica, perciò in gravidanza ho ampliato la mia ricerca, scoprendo dei prodotti niente male che mi permetto di consigliare, anzi se avete dritte sappiate che i vostri commenti sono i benvenuti! Io ho sicuramente assodato che in questo momento la cosa importante è l’idratazione! Che, se Dio vuole, eviterà smagliature e altre brutte sorpese!

Babysan skincare MOM

1. L’Olio Lavante  Avène è un toccasana per la pelle molto secca e io appena l’ho scoperto non ci ho più rinunciato! Non ha sapone ne profumo, non fa schiuma e lascia la pelle idratata già sotto la doccia.

2. Sanoflore Maman Bio Olio da Massaggio ha un buon odore ed è ottimo per i massaggi che ti rilissano la schiena. Senza parabeni, tonifica e ammorbidisce, ma a me piace soprattutto per il suo profumo di buono!

3. Trovo invece l’Olio Biologico Elasticizzante I Provenzali Bio perfetto per tutto! E’ davvero versatile e penso che la cosa migliore in un periodo delicato come la gravidanza sia usare un prodotto così. Previene le smagliature, migliora l’elasticità , contrasta i radicali liberi e ripristina la resistenza naturale della pelle. Insomma è un “must have” nel beauty della mamma!

4. Della Linea Mamma Helan ho provato vari prodotti ma con il detergente intimo mi sono trovata benissimo. E’ delicatissimo e indicato proprio in questo periodo, pre e post parto!

5. Sempre Helan il Gommage Corpo Extrafine. Molto importante (in teoria sempre) ma in gravidanza ancora di più, per permettere alla pelle di essere più recettiva ai trattamenti successivi (ovvero la profonda idratazione). Questo è delicato ed efficace con un buon profumo!

L’ultimo prodotto che mi ha svoltato la routine in gravidanza e che continuerò ad usare per il resto della vita è il Sapone di Latte d’Asina che uso per lavarmi il viso e che consiglio caldamente a tutte! Aveva proprio ragione Cleopatra!!!

E voi avete dei feticci nei vostri beuty case?! Quali sono i prodotti di cui non potete fare a meno e che consigliereste?!

2,809 Visite totali, nessuna visita odierna