11.01.14: Per non dimenticare

Zemanta Related Posts Thumbnail

Sabato 11.1.2014 ore 7.29… seduta, le mie ginocchia incominciano a tremare, un sibilo, un boato, le urla… cosa succede? Il bambino… amore prendi il bambino… Mamma il rumore mi ha svegliato… lo so amore… non ti preoccupare… Prendi il giubbotto, corri vai da mia madre… le scale? Ci sono. Le porte delle case dei miei vicini… ci sono! Peppe non riesce ad aprirla….la nonnina è sulle scale… cerco di aiutarla! Dietro mio marito… ommiodio… non si vede niente da me a… me, è solo polvere polvere… corro corro con il bimbo in braccio, gli tengo la testa sulla mia spalla… non voglio che veda! Anch’io non guardo, non mi volto indietro… sento solo la voce di mio marito che dice corri ed io corro veloce, in pigiama, con le pantofole! E assicurato Alessio nelle braccia dei nonni torno indietro… ommiodio è crollato crollato!! I pompieri… forza residenti ci vogliono secchiiii… forza!!!! Si inizia a scavare, con le mani, ci contiamo… ci siamo tutti?? No! Chi manca… chi manca… Antonella e Francesco? No Francesco era già uscito per andare a lavoro… ommiodio… Antonella… il suo balcone… la sua casa non c’è più! E’ un ammasso di macerie. Non capivo, non riuscivo a ricordare il prospetto del palazzo… ma no, io ho visto le porte, c’erano tutte!!! Anna, ma la vedi la ringhiera del balcone di Antonella ? E’ lì per terra fra le macerie….

Silenzio nel caos… fra le sirene, le urla, l’incredulità, le telefonate che si rincorrono già, e poi, poi arriva lui, corre corre più veloce che può… si ferma si sporge e grida urla crolla… lo sorreggono!! Anna dimmi che c’è…

Le ore interminabili… fra le persone che conoscono quel caldo sorriso da molto più tempo di me… ma anche fra il via vai dei curiosi, fra la gente che spinge contro le transenne, fra i primi commenti, le critiche, le discussioni, i vigili del fuoco che scavano a mani nude… ed io sono lì, insieme ai miei vicini, uniti nello stesso dramma, in silenzio, non piango… non posso farlo, prego prego in silenzio per le persone che sono ancora lì sotto, prego per la mia piccola vicina, che prima fra tutti con il suo sorriso mi aveva accolta in quel nuovo condominio, e la ricordo mentre scende le scale di corsa perchè ha già mille progetti e mille cose da fare… ma trova il tempo di fermarsi sul portone, di aiutarmi a tenerlo aperto per farmi passare con il bimbo, che trova il tempo di chiedermi “come stai” e di salutare con una carezza Alessio…

Prego e nel frattempo vado su e giù tra il crollo e la casa dei nonni! E già sono arrivate le televisioni, si sono accessi i riflettori.

Le ore passano ancora e aspetto, si aspetta tutti insieme… e diventa buio… e poi arriva la notizia!!

Il mattino seguente di buon’ora sono già lì… un silenzio assurdo… mi fanno salire in casa per recuperare qualcosa di indispensabile, e ancora non mi rendo conto!!

Continuo a guardare quelle macerie. Qualche giornalista mi ferma, signora abitava lì? Ci rilascerebbe un’intervista???? NO, per cortesia.

I come, i perchè, i chi e i che cosa…. spettano solo alla magistratura.

A me, alla mia famiglia ed ai miei cari vicini, dallo sguardo perso, resta solo una domanda: e ora?

Ora devo, dobbiamo, rimboccarci le maniche, e tentare di ricostruire una “normalità” per quanto apparente, dobbiamo sostenerci ed aiutarci l’un l’altro per non “crollare” come le nostre case…

Ora, a distanza di quasi un mese, spenti i riflettori, non abbiamo una casa, alcuni di noi dormono ancora in alloggi di emergenza, altri da parenti ed amici, altri girovagano da una casa ad un’altra…senza certezze, senza sostegno concreto da chi aveva promesso di non abbandonarci…

Ma noi siamo sempre qui… ancora con la paura negli occhi e nel corpo.

Facciamo sentire e continueremo a far sentire la nostra voce perchè nessuno dimentichi.

Lo dobbiamo a noi, che siamo vivi, ma lo dobbiamo ancora di più ad Antonella.

Una mia nuova amica mamma, l’altra sera nel regalarmi qualcosa di suo, mi ha detto una frase che non dimenticherò: dobbiamo pensare e agire come se fosse crollata la casa di tutti.

Grazie!

Grazie a lei, e grazie a Domenica, a Giuditta, a Daniela, a Imma, a Michela… alla mia famiglia, per gli abbracci, per i sorrisi, per le mani unite … e a tutti gli altri numerosissimi che ci hanno teso una mano, offerto la loro spalla, senza fare domande, senza se e senza ma.

Ma grazie, anche, a quanti hanno avuto il coraggio, senza nulla sapere e senza nulla comprendere, di proferire parole e frasi sterili ed offensive, pressappochisti e superficiali, guidati da una più o meno latente cattiveria ed aridità d’animo. Grazie perchè mi avete ricordato la differenza tra il bene ed il male, mi avete dato la possibilità ancora una volta di distinguere i buoni dai cattivi, gli amici dai nemici. Buona fortuna a voi.

Ciao Antonella, mia dolce vicina dal caldo ed affettuoso sorriso.

N.d.r.: Per sostenere gli abitanti di Vico Piave, possiamo contribuire inviando un’offerta al seguente IBAN. Partecipiamo tutti!

1185158_10203026739739741_541956472_n

1,478 Visite totali, 2 visite odierne

Rispondi