Precario è il mondo. O no?

Stanotte, mentre speravo che il vento non si portasse via il tavolino e le sedie dal terrazzo facendole arrivare nel regno di Oz (o peggio ancora in testa a qualche passante), ho meditato a fondo su una cosa. Senza però trovare una soluzione al quesito di partenza.

Essere giovani oggi non è facile.

Il LAVORO è una specie di miraggio lontanissimo. Una volta che l’hai trovato, la speranza che questo diventi un lavoro per la vita è veramente esigua.

I sacrifici a cui siamo chiamati nella quotidianità sono tanti. Lavorare con stipendi ridicoli “perché sta la crisi”, sopportare ogni genere di situazione “perché senò l’azienda chiude e se ne va in Polonia o in Cina o in Albania ecc. che là non si lamentano mai e lavorano per la metà dei soldi e per il doppio delle ore”, accettare addirittura di lavorare senza stipendio per qualche tempo così, giusto “perché il momento è difficile per tutti”.

Oppure attraversare il globo per andare a cercare dignità e lavoro da qualche altra parte lontana e si spera più civile. Allontanarsi dalla propria famiglia, seppur controvoglia, solo per provare a realizzarsi, per provare a dimostrare innanzitutto a sé stessi che quella laurea con 110 e lode sarà pur servita a qualcosa! Vivere lontani solo per godersi un panorama professionale più soddisfacente.

Ciò premesso mi chiedevo: come mai alla luce di questo i giovani continuano imperterriti a fare figli? A fare progetti? A sognare una famiglia? Se ci pensate è proprio strano: quanto più si allontanano le certezze professionali, tanto più si cercano quelle sentimentali e famigliari.

Nonostante chi ci governa faccia di tutto per negarci il futuro, per non darci certezze, per scoraggiarci, per avvelenare la terra dei cui frutti ci nutriamo, nessuno di noi ha smesso di credere che comunque una speranza c’è per noi e per i figli che decidiamo di mettere al mondo. Cioè a prescindere da come stiano andando le cose, cos’è che ci da la forza di sdoppiarci e di creare altri esseri umani? Forse crediamo che il mondo sia un posto bello abbastanza da farlo vivere ad un’altra persona che prima non c’era?  Oppure speriamo che il mondo diventi il posto che sogniamo per loro? Oppure semplicemente vale la pena vivere anche solo per provare a cambiarlo sto mondo?

La risposta non ce l’ho, cioè ho solo la mia ma non conosco quella degli altri: mia figlia è nata perché l’avevo sognata da sempre, perché ero sicura che non ci volessero chissà quali finanze per crescere un bambino (ed avevo ragione). Ora che c’è voglio che studi che si diverta che viaggi che conosca tanta gente che abbia tanti amici che si faccia voler bene e stimare. Ogni volta che sento il suono della sua risata fragorosa voglio credere che è questa l’unica cosa che conta nella vita. Voglio perdermi nei suoi abbracci che riescono a dare un senso a tutte le cose insensate che sopporto fuori casa.

Ma soprattutto baby B. è nata per amore. Che è proprio quello che nessuno potrà mai negarci, che non conosce stipendio né precarietà né incertezza alcuna.

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4 pensieri su “Precario è il mondo. O no?

  1. Coccinella

    Bellissime riflessioni…purtroppo però non tutti la pensano così…le persone che ancora non sono sposi né genitori, conoscono un mondo di amici single, ciascuno con la propria storia di delusione alle spalle (come tutti, d’altronde!) quarantenni o giù di lì, delusi, lamentosi e arrabbiati, che non desiderano assolutamente la famiglia e prendono in giro chi invece la sogna con tutto il cuore.
    E’ una realtà triste e difficilissima da affrontare!
    da un lato gli amici sposati e con bimbi testimoniano che sia possibile e bellissimo vivere con dignità affrontando assieme le difficoltà (come da sempre fanno tutte le generazioni!) dall’altro i single che sembrano vuoti, alla ricerca di serate, svaghi, viaggi, che tirano tardi alla ricerca di chissà cosa…e tra i quali è sempre difficile trovare un compagno/a che sogni una famiglia!
    Il tuo articolo da’ speranza anche a chi è ancora lontano dall’essere mamma/papà, sposa/o, compagna/o.
    Grazie mille.

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  2. lifedreamscreate

    grandissima Angela… quante domande che uno si pone circa il proprio futuro… quante incertezze… ma forse fare figli ha qualcosa che annulla tutte le incertezze… mettere al mondo un figlio è un atto di amore così assoluto che non si pone domande e non cerca risposte perchè contiene in sè tutte le risposte… per me è stato così… la mia vita laovrativa è più precaria adesso che prima di avere una figlia… ma l’essere mamma capovolge i punti di vista e quello che prima mi avrebbe fatto paura oggi mi da la forza di andare avanti perché lei dipende da me e le darò tutta me stessa.

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    1. amendolangela

      eh…cara Marinella. anche per me è così, la mia vita lavorativa se ne sta andando a cicorie proprio ma questo pensiero non mi deprime affatto. anzi, sarà per me un’opportunità per ricominciare tutto daccapo con la consapevolezza che a casa cmq ho lei che mi aspetta.

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