Archivio mensile:febbraio 2014

ABORTO: “DECIDONO LE DONNE…..”

L’aborto è uno degli argomenti delicati di cui trattare perché abbraccia tanti aspetti della vita la libertà, la moralità, la cultura……Una donna che sceglie di ricorrere all’interruzione della gravidanza, qualunque ne sia il movente, deve essere libera ed autonoma partendo dal presupposto che tale tipo di scelta rappresenta una delle più emotivamente dure che si possano prendere nell’arco di una vita!!!

yo-decido-decido-io-L-Ye19PF

In Italia la legge sull’aborto risale ad anni piuttosto recenti. Prima del 1978 la disciplina penale considerava l’aborto provocato intenzionalmente come un grave reato, per il quale erano previste sanzioni piuttosto severe contenute nel titolo X del libro II del codice penale.
Tuttavia la Corte Costituzionale, pur ritenendo che “la tutela del concepito ha fondamento costituzionale”, art. 2 della Costituzione in difesa dei diritti inviolabili dell’uomo, si espresse in favore dell’interruzione della gravidanza se giustificata da motivi molto gravi con la sentenza n. 27 del 18/2/1975. Fu questo il primo passo verso una visione più moderna, aprendo di fatto la strada verso la nuova disciplina sull’aborto. Invero, tre anni dopo, più precisamente il 22/5/1978, veniva definitivamente approvata la legge sull’aborto n. 194, secondo la quale decadevano i reati previsti dal titolo X e si consentiva l’interruzione della gravidanza entro i primi 90 giorni di gestazione, nei casi in cui la sua prosecuzione costituisse gravi rischi per la salute psico-fisica della donna.
La legge sull’aborto 194/78 contiene le “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”, attraverso le quali lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconoscendo il valore sociale della maternità e tutelando la vita umana sin dal suo inizio.
Per poter effettuare la procedura di aborto la donna deve avere un colloquio preliminare con un medico, che esamina insieme a lei e al padre del concepito – ove la donna lo consenta – i motivi della richiesta, la informa dei suoi diritti e sulle opzioni alternative e la invita a riflettere per 7 giorni. Trascorso questo periodo la gestante potrà recarsi in una delle strutture che effettuano l’intervento: presentando un certificato rilasciato dal primo medico, che attesti l’avvenuto colloquio, potrà dunque interrompere la gravidanza
Come detto, per ricorrere all’IVG devono sussistere alcune condizioni fondamentali secondo le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la salute fisica o psichica della donna. Tra le cause che possono mettere in pericolo la condizione della gestante sono annoverate non solo quelle che riguardano il suo stato clinico, ma anche le sue condizioni economiche, sociali o familiari, le circostanze in cui è avvenuto il concepimento o previsioni di malformazioni del nascituro.
L’aborto provocato viene effettuato da un medico del servizio ostetrico-ginecologico presso un ospedale generale oppure presso uno degli ospedali pubblici specializzati. Essendo stata ammessa dalla legge sull’aborto l’obiezione di coscienza da parte dei medici, questi devono esprimersi preventivamente circa l’accettazione di queste norme; i medici possano ricorrere all’obiezione di coscienza nel caso ritengano l’aborto contrario alle loro convinzioni morali o religiose. Tuttavia il personale non può rifiutarsi di procedere all’intervento quando la vita della donna è in imminente pericolo. Inoltre l’obiezione si applica solo alle procedure specificamente dirette all’interruzione di gravidanza, e non alle attività di assistenza antecedente e conseguente l’operazione.
La richiesta di interruzione della gravidanza viene fatta personalmente dalla donna. Nel caso in cui la donna sia di età inferiore ai diciotto anni, per l’interruzione della gravidanza è richiesto l’assenso di chi esercita su di lei la potestà o la tutela.
Tra le motivazioni principali che avevano portato all’istituzione della legge 194/78 riguardavano soprattutto la diminuzione degli aborti terapeutici e di quelli spontanei e inoltre l’assistenza delle donne che sempre più spesso ricorrevano ad aborti clandestini. La legge si proponeva inoltre di favorire la procreazione cosciente e di aiutare la maternità!!
Dopo questo breve excursus legislativo sull’aborto, spiegando come la nostra nazione si sia evoluta in merito all’autodeterminazione delle donne, vorrei introdurre un argomento che da giorni turba la nostra Regione.

aborto

Un vespaio di ovvie polemiche ha provocato la proposta di legge, a mio dire “assurda”, presentata dai “nostri” consiglieri regionali Aurelio Pace e Luigi Bradascio, un “Fondo per la Vita” che, attraverso l’erogazione di 250 euro al mese, tutelerebbe le donne che rinunciano ad abortire.
“Un problema reale della nostra società è il notevole calo demografico che si registra a livello nazionale ma ancora più in particolare a livello della nostra Regione. A ciò contribuisce anche l’interruzione volontaria della gravidanza permessa dalla legge 194/78 che, al di là di ogni considerazione etica e ideologica, costituisce un trauma che interpella tutti, cattolici e laici”. Questo è l’incipit della relazione della proposta di legge denominata “Misure di sostegno sociale alla maternità e alla natalità” di iniziativa dei suddetti consiglieri.
In una sorta di delirante ottimismo, i due consiglieri scrivono nell’articolo 1 che “La presente legge si prefigge di tutelare la maternità e la vita umana fin dal concepimento e di garantire interventi di sostegno alla maternità e paternità e al benessere del bambino, rimuovendo le cause di ordine sociale, psicologico ed economico che possono ostacolare una procreazione consapevole e determinare l’interruzione della gravidanza”. Problemi sociali, psicologici ed economici, insomma, rimossi col potente colpo di spugna di 250 € mensili; si tratta di una proposta a dir poco oscena: quelli che credono di occuparsi di tutela della maternità dovrebbero ripensare seriamente al proprio ruolo ed accorgersi di essere inutili e fuori luogo se convinti che la scelta della vita può passare per la modica cifra di 4500 € suddivisa in piccole e comode rate mensili!!!!!!
Mettendo in discussione il diritto all’autodeterminazione sancito con la legge 194/78 e sminuendo la portata di un provvedimento che ha rappresentato per le donne una grande conquista, questa proposta rappresenta una visione maschilista e retrograda della condizione e del ruolo della donna.
Mi auguro che tale proposta rimanga tale per poter garantire a tutte le donne lucane la difesa della libertà di scelta e del diritto all’autodeterminazione, la cui primaria manifestazione è nel diritto alla salute nonché nelle scelte riproduttive!!!!
Buondì mamma Katia!!!

1,608 Visite totali, 3 visite odierne

La valigia per l’ospedale

E’ giunto il momento…il countdown è iniziato e l’ansia pure, ma quella è normale credo! A dire il vero la valigia è aperta da circa un mese, ma era “work in progress” e stava lì a languire con le poche cose che ero riuscita ad assemblare, attenendomi alla lista dell’ospedale, quella che danno anche al corso di preparazione al parto. Il corso l’ho trovato utile, la lista pure…ma ho sbirciato anche un pò sul web e o fatto tesoro dei consigli di cognata e amiche che ci sono passate prima…ma non troppo come le madri, anche se pure loro hanno cosette interessanti da tramandare, nonostante il tempo che è passato e le cose siano un tantino cambiate! Ho trovato utilissimo, per esempio, dividere ciò che potevo nelle buste Ikea (vedi 3. 4. e 6.) sia per agevolare chi mi darà una mano durante la degenza e sia per un fattore di praticità e igiene.

Valigia ospedale-BabysanHo seguito alla lettera la lista e in più i consigli al corso:

 3 camicie da notte con i bottoni (2.)
 2 canotte comode per allattare (10.)
 3 paia di calzini di cotone (11.)
 Una vestaglia (12.)
 3 slip monouso (3.)
 Pantofole (8.)
 Asciugamani (9.)
 Occorrente per l’igiene personale (5.)
 Assorbenti post parto (4.)
Ho aggiunto uno scaldacuore (1.) un sacchetto dove ho inserito il primo cambio pulito dopo il parto (6.) e le buste per lo sporco (7.)

Valigia ospedale-BabychanOvviamente insieme alle mie cose, nella valigia ci saranno anche le cosucce della bimba, divise anche queste in vari sacchetti e nella borsa delle prime ore (1.) che contiene:

 Un cambio (3. – Body, calzini, tutina, camicina della fortuna)
 Lenzuolini sopra e sotto (2.)
 Una copertina (5.)
 Accappatoio, quadrato di garza e pettine (4.)
 Il resto rimarrà tutto in valigia:
 Altri 2 cambi: body, tutine e vestitini (6.)
 Altri 3 quadrati di garza e un asciugamano di lino (7.)
 Calzini, calzamaglie e camicine (8.)
Manca ancora un telo di spugna che serve sempre nella borsa delle prime ore e in più ho aggiunto un ciripà (9.) e cappellino e scarpine (10.) per il rientro a casa.

Le ultime cose da portare, come i documenti vari, la cartellina con tutto ciò che riguarda la gravidanza, il carica batteria del cellulare, l’acqua e del cibo per affrontare il travaglio sono tutte cose che ho scritto su una lista che attaccherò sulla porta di casa, così da non scordare nulla!

E voi avete trovato utile la lista e i consigli del corso in merito?! Come avete affrontato quel momento, se ci siete già passate?!

13,311 Visite totali, 6 visite odierne

Carnevale: tempo di maschere….ovviamente home-made!

Siamo in pieno carnevale e in questo spazio non poteva mancare una creazione dedicata alla festa dei frizzi e lazzi.

Dovete sapere che ieri ho cominciato a prepararmi psicologicamente e praticamente alle procedure per il trasloco. Ebbene sì, tra un mese si sloggia! Voi vi starete chiedendo “ma questo cosa c’entra con il carnevale?” e io vi rispondo “c’entra, c’entra!”.

Dunque, mentre inscatolavo le prime cose, ho elaborato l’idea di progetto creativo in tema carnevalesco che volevo realizzare al risveglio dei miei due folletti: due maschere facili facili con quello che avevo in casa e proprio con del materiale che avevo destinato ai rifiuti.

Ma vediamo il passo passo.

Il progetto.
Una maschera che riproduce la testa di un leone per il mio maschietto e una maschera che riproduce il volto di una tenera principessa (come da esplicita richiesta della mia patatona, altro che principessa! :-D)

Il materiale.
– piatti di carta
– forbici
– colla vinilica
– pennarelli
– cartoncino
– pennelli
– stoffa
– nastrini

Il leone.
Ho utilizzato un piatto di carta color arancione perchè ce l’avevo e si prestava bene per questa realizzazione ma se non ne disponete, va bene un piatto bianco che sono certa i vostri bambini si divertiranno a dipingere di giallo o arancione.
Ho ritagliato due fori per fare gli occhi, più due piccoli al lato del piatto da cui far passare il nastrino che terrà ferma la maschera sul viso.

IMG_9385
Ho tagliato delle strisce di cartoncino con l’aiuto dei mie due validi garzoni della dimensione di circa 2×10 cm, non necessariamente tutti uguali, anzi è nell’imperfezione la vera bellezza! (mocc che frase!)

IMG_9382
Ho incollato le strisce tutte intorno la circonferenza del piatto, operazione necessariamente demandata ai cuccioli per ovvie ragioni (“IO! IO! IO!”).

IMG_9386 IMG_9387 IMG_9388
Ho ricavato dal cartoncino il naso con le forbici e l’ho incollato al centro del piatto e poi con un pennarello ho realizzato il musetto completandolo con dei puntini.

IMG_9390 IMG_9393

 

Ho rifinito il tutto facendo passare il nastrino per i due fori ai lati della maschera e misurandone la lunghezza in base alla testolina del mio leoncino….et voilà!

IMG_9397

La principessa.
(“Chiara, facciamo un coniglietto?” – “No mamma! Io voglio fare la principessa!” – “E vabbun!”)
Ho ritagliato gli occhi e con i cerchietti recuperati dai fori del piatto arancione, ho ricavato le gote della nostra romantica principessa. Con un pennarello la mia bambina ne ha realizzato la bocca (guai a chi osa dire che non è venuta bene!). Ho ritagliato da un foglio di cartone la corona che abbiamo fissato con la colla in cima alla maschera e l’abbiamo poi decorata con dei cuoricini.

IMG_9398 IMG_9400

Volevo realizzare dei capelli per la nostra principessa, ho spremuto le meningi quando l’occhio mi è caduto sui rifiuti che avevo accumulato dalle prime operazioni di inscatolamento che vi dicevo e precisamente su un pezzo di stoffa che avevo conservato, recuperato da una pianta che ho ricevuto in regalo (avete presente quelle stoffe decorative che alcuni fiorai usano mettere intorno ai vasi?). L’ho tagliato in tre strisce e realizzato una lunga treccia.

IMG_9401

Che fortuna aver avuto sott’occhio questo materiale, è perfetto per questa mascherina!

IMG_9406

Sentite, lo so che non sono bellissime da vedere, ma quello che vi assicuro è stato bellissimo è vedere i miei figli impegnarsi in un piccolo progetto creativo e poi scorazzare per casa fantasticando e immaginando 1001 giochi con le loro nuove identità!

Alla prossima….

1,348 Visite totali, nessuna visita odierna

Ciambella salata

di Felicia Zuccaro

INGREDIENTI:
300 gr di farina
5 uova
175 ml di latte
50 ml di olio d oliva
150 gr di parmigiano reggiano grattugiato
200 gr di salame o prosciutto cotto oppure avanzi di salumi
1 bustina di lievito per torte salate
sale e pepe (io il pepe nn l’ho messo)
burro e farina x lo stampo

PREPARAZIONE:
Sbattere le uova con il latte, l’olio e il parmigiano grattugiato; unire la farina setacciata con il lievito, un pizzico di sale e una manciata di pepe e mescolate per ottenere un impasto liscio e omogeneo.
Imburrare e infarinare uno stampo a ciambella della capacità di 1,3 litri e versare il composto.
Cuocere in forno già caldo a 175°C per un’ora.
Lasciare intiepidire la ciambella prima di sformarla. Servire la ciambella tiepida o a temperatura ambiente.
Buon appetito!!!
N.B.: questa ricetta si può preparare anche con il Bimby.

Foto di Flavia Conidi

1,980 Visite totali, 1 visite odierne

La mia lavasciuga

Credo che ormai i tempi siano maturi per me … sono un paio di mesi che ce l’ho e posso parlare della mia super mega LAVASCIUGA REX 9KG!!!!

ImageExternal

Parto dal principio, l’esigenza di cambiare la lavatrice è nata non dal fatto che la vecchia si era rotta anziiii andava benissimo, ma dal fatto che dovevo ridurre il numero di lavatrici.

1

Noi siamo 5 da un anno e il piccolo sporca da morireeeeeeeeeeee! Ora tutte lo sappiamo che ste lavatrici classe A per fare un lavaggio completo anche a 30° ci mettono minimo 2 ore e 1/2 e per una mamma, come me, che fa le lavatrici solo nel w.e. fare almeno 4/5 lavatrici … immaginate quanto tempo!

4

Allora mi sono decisa mi serve una 9 kg minimo, in modo che posso infilare tutte le lenzuola e soprattutto tutti i COLORATI! Facendo la ricerca con calma, poiché la mia era funzionante mi imbatto nelle lavasciuga. Non ho mai avuto la necessità di un’asciugatrice perché ho una casa con un terrazzo e ben esposta a sud, ma l’inverno è inverno ovunque, nella stagione delle pioggie è umido anche a chi è esposto a sud. Comincio a fare ricerche e a chiedere pareri sulle lavasciuga ed esce tra le pochissime marche consigliate la REX ELETTROLUX. Adesso io devo ammetterlo che sono una fanatica delle Rex, i miei elettrodomestici grandi sono tutti Rex e non mi sono mai pentita e allora la mia ricerca si focalizza su questa marca. La trovo su internet … e la … ordino. Sono un po’ spaventata non ho mai fatto un acquisto così importante su internet allora decido di pagare in contrassegno, un piccolo contributo in più cosa è sul totale. Beh nel giro di 3 gg la lavasciuga arriva a casa! E’ delle dimensioni di una lavatrice normalissima e va una bomba! La cosa che mi fa impazzire è la capienza … quanta roba entra!!!!!! lenzuola matrimoniali, due lenzuola dei letti singoli … e qualcosaltro di piccolino! Tutti i colorati di 5 persone di cui 3 bambini … e noi mamme lo sappiamo quanta roba sporcano i bambini!!!!

 la mia 9 kg va sempre a pieno carico!!!!

2

E al via con l’asciugatura … mi aveva detto di non caricarla perché le cose sarebbero uscite aggrenzite … e io l’ho caricata e le lenzuola era super aggrenzite! ma questo solo alla prima asciugatura poi invece mi sono fatta “furba”, ho lavato le lenzuola, le ho stese un po’ sullo stendino e ho fatto fare il lavaggio dei colorati, in modo che le lenzuola si asciugassero un po’ e le ho divise in due programmando a mano il tempo di asciugatura, così ho ridotto i tempi, lenzuola super asciutte e strastirate da mettere direttamente sui letti!!!! Il bello di questa lavasciuga è che puoi decidere tu i tempi sia del lavaggio che dell’asciugatura e che la puoi programmare la partenza ritardata fino a 20 ore, della serie sabato pomeriggio alle 16,30 ho programmato la lavatrice per domenica mattina alle 8,30 … ore 11,00 di mattina roba bella lavata!!!!! Lo so che la maggior parte di voi crede che sia una sciocchezza ma per me è davvero molto utile!!!!!!

REX ELETTROLUX RWW1697MDW Lavasciuga SteamSystem
con capacità 9 kg lavaggio e 7 kg asciugatura. In classe A.
CONSIGLIATISSIMA CE L’HO IO!!!!!

12,873 Visite totali, 3 visite odierne

Vieni, siediti qua che ora papà ti spiega la vita.

del Duca d’Auge.

Vieni togliti le scarpine così stai più comoda. Allora, la vita è imparare a….  Occhio! Dai non strozzare tuo fratello. E’ inutile. Ha sei mesi, ma se tuo fratello riuscirà ad arrivare ai tre anni senza lesioni gravi  sarà un successo e forse mi convertirò. Ok vieni in braccio anche tu ok. Si sono fortissimissimo. Si sono superpapà.

Allora, ascolta.

La vita è imparare a …….. Si ok facciamo che io ero Papà Pig e tu sei Peppa e lui e George, e stavolta facciamo anche che non rotolo per terra a gambe all’aria per fare come si mettono loro quando ridono (gliene darei uno dritto su quel muso disegnato di profilo, a loro e a chi li ha disegnati) – perché non mi sono ancora ripreso da una botta mentre giocavo a calcio – e dopo tre notti sul divano mentre tu e tuo fratello dormivate nel lettone beh comincia a farmi un po’ male la schiena.

Ma a proposito tua madre dove sta? Aspetta, tieni il ciuccio tu. Allora, ascolta. Oooh brava.

La vita è imparare a camminare e continuare a sorridere. (…mudu’ quand’ si’ bell’).

La vita sarà un insieme incredibile e stupendo di momenti, di sensazioni, di responsabilità, di errori,              fatiche,                  gioie                sorrisi           pianti       amici        litigi   pace   rispetto   libertà erba al sole mare spiaggia chitarra ricordi nonni piatti preferiti gelati giornali notizie risate noia pioggia stivali traslochi bicchieri bevuti sigarette musica concerti canzoni frasi soprannomi cene in compagnia bicchieri di troppo tuffi al cuore ritorni a casa felici ritorni a casa disperati animali amici fraterni fratelli amici papà mamma delusioni carezze odio serenità cielo scampagnate dolore felicità lacrime abbracci e sorrisi.

La tua vita sarà tutte queste cose. Invece, la vita di papà ora siete voi due. Brava, dagli un bacio.

Si, va bene, possiamo vedere Cenerentola. Si – sarò sempre il tuo principe, Cenerentola.

1,372 Visite totali, nessuna visita odierna

Diventare mamma in 5 App

Vi dirò che lo shock del primo figlio è stato doppio: non solo la notizia mi è arrivata a una settimana dall’apertura ufficiale della mia società, ma non avevo nessuna idea di cosa fare né un vero medico (tutto quello che so della mia dottoressa è che si chiama Marcella e riceve il martedì). Mi sono quindi rivolta al consultorio milanese numero vattelappesca, dove mi hanno accolto con un utero di vetro: strumento con cui l’ostetrica cercava di spiegarmi cosa/come/perchè fosse successo, e il metodo migliore pareva essere quello di “ravanare” con una bic all’interno della struttura parlando di “impianti” ed “embrioni”. L’emozione è durata un paio di settimane, il tempo di iniziare ad asfaltare ogni angolo di Milano con i miei succhi gastrici, diciamo così. Allora è subentrata la paura “morirò soffocata dalle mie nausee? moriremo entrambe? se facciamo l’amore abortirò? se bevo caffè mi diventa schizofrenico (chiaramente il primo figlio è sempre maschio)? Come faccio a lavorare se ho terribilmente sonno?”. Non conoscendo il gruppo delle MOMS all’epoca – che ne sanno una più del diavolo – il mio istinto mi ha suggerito di consultare il re dell’autodiagnosi, Google!

Il primo articolo l’ho letto da neofita subito dopo il test, recitava qualcosa come morti uterine associate al fumo di sigaretta: il tempo di spegnere la Camel con un brivido e passare dalle 15 sigarette giornaliere consumate nella polverosa Ruta 40 alle meno zero, con la decisione di non leggere mai più nulla che potesse influenzarmi negativamente sulla cosa. E’ a quel punto che il mio fidanzato mi ha proposto di scaricare alcune app: più pratiche più di un post-it, mi avrebbero evitato di curiosare nei forum sbagliati dove l’80% dei commenti era superansiogeno (una mi aveva addirittura detto che se portavo i tacchi facilitavo l’aborto!!!).

Ecco quindi 5 utili applicazioni che possono aiutare una futura mamma dalla prima settimana fino almeno allo svezzamento!

1. WOMAN PREGNANCY CALENDAR Sono sfuggita all’incubo “rotellina” grazie a un calendario aggiornabile in diversi modi (nella versione pro ci sono anche gli appuntamenti dal medico, i movimenti del bambino etc), che segue il passo passo delle settimane di gravidanza. Io dentro ci segnavo sempre il peso, i centimetri della vita, guardavo la crescita fetale e mi rendevo conto dei giorni che mancavano al parto. E’ possibile segnare anche stati d’animo e note per ogni giorno, come appetito, nausea, voglie etc, tutte info utili che è bene commentare all’ostetrica del caso durante le visite di controllo.

1. Pregnancy Calendar

2. NOMI PER BAMBINI Il caro fidanzato, per sviarmi dalla follia dei probabili Cassandra, Cloe, Zoe, etc ha scaricato un’app di nomi, che sfogliava nel tragitto in ufficio. Nomi per bambini è gratuita ed è molto semplice, permette di cercare nomi nella lingua selezionata tra tutte quelle esistenti (c’è persino Azerbaijan!!) e compararli per lunghezza o per altre caratteristiche. Tra tutti era saltato fuori “Nina” che abbiamo adorato, ma che poi si è naturalmente evoluto in Argentina – non presente in nessun’app! 😀 . Un nome che fino ad ora mi ha dato grandi soddisfazioni (vedremo come va alle elementari!).

2 Nomi Bambini

3. CONTRACTION TIMER Le contrazioni, una gestione non facile. Per evitare di contare dentro di me pensando che quei secondi non sarebbero passati più, ho preferito cantarmi in testa dei ritornelli di canzoni che durassero esattamente quei 20-60 di difficoltà. La misurazione l’ho invece affidata a Contraction Timer, app grazie alla quale ho sfruttato il papà per massaggiarmi i reni più che per guardare l’orologio o per fare il coach americano “10—9—8—-”! Bastava cliccare all’avvio della contrazione e alla fine, per capire la durata e lo storico e in ultimo per comprendere quando è il momento di andare in ospedale!  (come vedete dallo screenshot se la vostra faccia non bastasse a convincere l’uomo a “prendere la valigia”…mostrategli lo storico e schizzerete in ospedale! )

3. Contraction Timer

4. EASY BABY BREAST FEED Non convinta che il mio seno producesse latte a sufficienza, ignorando per scelta la doppia pesata e allattando su richiesta (cosa che poi è diventata su proposta, della serie Pianto=tetta) ho passato le prime due settimane post partum in totale panico da neofita, recuperando alla meglio con riviste, telefonate ad altre mamme e due appuntamenti a La Leche League. Per tenere sotto controllo il tutto ho scoperto Breastfeed della Easy Baby, una vera e propria agenda per la mamma che allatta: attivavo con un clic l’avvio della poppata, indicando il seno che avevo dato per evitare di ridarle lo stesso ogni volta (e chi si ricordava se era la destra o la sinistra?) e così mi facevo due conti sulla durata e sull’assunzione. Nella stessa app c’è anche un piccolo diario del bebé, dove si può segnare pipì, pupù ed eventuali medicine (tra Dietrevit Forte, Vitamina K etc e le ore di sonno perse non ce l’avrei fatta), il peso e l’altezza per vederne la proiezione in relazione a quanto si è allattato e persino una sezione svezzamento per tenere traccia degli ingredienti che man mano il bimbo sperimenta. Davvero ottima!

4. Breast Feed

5. LIFESUM  Per tornare in forma dopo il parto ci ho messo esattamente 10 mesi!! Quindi – almeno per quel che mi riguarda- non credete a chi vi dice che dopo tornate subito in forma! Anzi, io in allattamento sono ulteriormente ingrassata… A un certo punto ho scaricato quest’app per controllare quante calorie stessi assumendo – sbracavo che era un piacere! – Lifesum è un’app facile da usare e fantastica: si setta l’obiettivo da raggiungere (es -10 kg) e il tempo (es. 60 gg) e poi lui calcola automaticamente le calorie che devi assumere giornalmente. Per tenerne traccia, basta fotografare il codice a barre del prodotto che state per mangiare (sì lo scannerizza tipo supermercato) e i grammi e lui vi dirà quanto state ingerendo, splittato anche per proteine, carboidrati e grassi (anche le ricette home-made: voi inserite la ricetta e lui calcola  le calorie della porzione!).  Se pensate che è sempre bene non sapere quante calorie si assumono vi dico che non è vero: a volte io avevo ancora calorie disponibili rispetto all’obiettivo di dimagrimento che mi ero posta, per cui via al biscottino after-dinner! Per completare il tutto ho fatto un mese di Wii e ho buttato giù l’ultima ciccetta. 8 chili in meno in quaranta giorni. Assolutamente da provare!

5 Lifesum

Nel tempo ho poi scaricato Diventare Genitori, un’app che misura quante ne sanno lui e lei rispetto a 20 tematiche (gravidanza, parto, capricci, nanna, pappa e altri) e che permette di consultare uno psicologo su questioni più approfondite per ottenere consigli e spunti, e poi per i menù di Argentina guardo spesso Mellin App 1000 giorni, che genera in funzione dellle specifiche del bimbo un programma personalizzato di svezzamento con ricette giornaliere (ovviamente non compro più omogeneizzati ma almeno riesco a regolarmi per quando darle la carne, il pesce, le uova e anche variare i menu).  E voi? Quali altre app conoscete per la gravidanza? Le avete usate o le usereste? Aggiorniamoci!

 

(Nota fuori post:  per onorare questo articolo.. due settimane fa, il mio caro Iphone è stato buttato irrimediabilmente nel wc!!)

2,561 Visite totali, 1 visite odierne