I DO

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Tempo fa alla radio sentivo una pubblicità che diceva: “le famiglie non sono tutte uguali. Ci sono famiglie i cui figli partecipano al matrimonio dei genitori”..

È un po’ che lei si esercita per il suo ingresso trionfale in chiesa, ed ogni  volta aggiunge qualcosa che possa farmi agitare: una gamba sciancata, un braccio alzato, un urlo tipo: ”che profumo di caleeeendula” (ieri  mentre pranzavo ha fatto la sfilata all’urlo di: “damigella ubriacaaaaa!” qualcosa come 30 volte mentre zoppicava e chiudeva gli occhi).

Ha capito che ci tengo ossessivamente a ‘sta cosa e si inventa di tutto per farmi saltare i nervi. E ride. E io non voglio ridere per non dargliela vinta, ma mi viene da ridere forte. Intanto lo spettacolino riscuote successo tra cuginetti e nonni e lei, forte del suo pubblico, se ne priscia e ripete ripete ripete.

Conoscendola però so che quel giorno si immobilizzerà.

Riesco a vedere la scena: tutti la guarderanno entrare per prima, da sola, davanti a me e a nonno Uccio. E lei non farà più la pagliaccia, non zoppicherà e non sarà più damigella ubriaca. Non farà più niente. Starà ferma. Finché non vedrà lui: suo padre là in fondo che la aspetta, che ci aspetta..

E riprenderà a camminare solo per andare da lui. Anzi, forse correrà per andare da lui.

Il mio film su quel giorno finisce qui. Non voglio immaginare nient’altro perché l’ho aspettato talmente tanto ma talmente taaanto, che sento che la mia mente contorta riuscirebbe a rovinare anche il sogno più romantico. Catastrofi  atroci prenderebbero il sopravvento nella mia fantasia:  diluvi universali nell’unico giorno dell’anno in cui DEVE FARE BEL TEMPO, io che inciampo e cado andando all’altare, qualcuno che sta male e impedisce la celebrazione del matrimonio, il catering che si dimentica l’appuntamento, gli invitati che non si presentano in chiesa (nessuno di loro), il mio vestito di una taglia sbagliata, Carmine con un’assurda cravatta con gli arabeschi, Bianca con la febbre, io con il ciclo più doloroso della storia, qualcuno che urla dal fondo: “questo matrimonio non s’ha da fare!”, il mio mascara non waterproof ecc.ecc.

Onde evitare di cadere nel loop delle paranoie, non appena la mia mente prende una di queste derive sfigate mi metto a fare qualcosa, sposto l’attenzione su qualcosa di pratico così da non pensarci mai veramente.

Spero che l’ansia da prestazione non si impossessi di me. Spero di arrivare più o meno serena a quel giorno, spero di ricordarmi, quando sarò in iperventilazione, che quello che mi aspetta all’altare è sempre lui. Quello di 20 anni fa, 19 anni fa, 18 anni fa, 17 anni fa ecc., il padre di mia figlia, l’uomo con quel brutto carattere, quello che a volte mi fa saltare i nervi, quello che reputo prevedibile al 100% ma che invece ha saputo sempre sorprendermi nelle situazioni importanti. Come ad esempio quella sera al mare in cui mi ha chiesto: “vuoi diventare mia moglie?”

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13 pensieri su “I DO

  1. Clara Longo

    Male che vada ti troverai con l’abito da sposa bucato… Ma quel giorno sarai così presa da tutto il resto che non te ne fregherà nulla. O quasi!

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  2. melestefa

    ma la domanda è: quando???
    comunque io mi sono sposata un 1° di giugno piovosissimo (che era stato bello fino al 31 maggio) ed il giorno è stato così FORTE per me che TUTTO passava in secondo piano. In bocca al lupo.

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  3. marisamarisa

    che bello angela!!!! i miei preparativi sono stati cosí stressani che avevo deciso che il giorno del mio matrimonio mi sarei divertita ebbbbbasta … chiunque si avvicinava x qualsiasi problema lo mandavo dai testimoni …. io ho mangiato, bevuto e ballato come na pazza!!! tant sta paiat!!!! tu sarai scicchissima e Bianca sarà la meglio … come sempre!!!!!!

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