Come tornare umani

Avevo pensato di iniziare questo post augurando a quelli che mi hanno scritto – pubblicamente e non – criticando il mio post precedente di avere un 2014 carico di maggiore leggerezza. Poi ho cambiato idea: ho infatti deciso di iniziare questo post parlando di un argomento leggero.

Vorrei parlare del Natale di un padre separato che non può vedere i figli. A lui dedico questo post.

Nella stragrande maggioranza dei casi in seguito alla separazione, i figli sono affidati alle madri, in base ad un giudizio che tiene in considerazione le presunte necessità dei bimbi. In effetti, in fondo, un bimbo ha bisogno di una madre ed ‘anche’ bisogno di un padre. Se si deve estirpare uno dei due la scelta è facile. Questo attribuisce, ai miei occhi, un senso al fatto che il 90% degli affidamenti va alla madre.

Tuttavia, per quanto la logica abbia sempre una logica, il mio eroe padre separato che non vive il Natale con i propri bambini è credo la persona più vulnerabile, sola e triste della galassia. Probabilmente dell’universo fino ai Bastioni di Orione, alle Porte di Tannhäuser, al sesto Pianeta del sistema Hoth, al pianeta Arrakis.

Non solo è un uomo vulnerabile, solo e triste per il fatto di essere sopravvissuto ad una separazione sapendo che nel 90% o più dei casi i figli sono affidati alla madre.

Neanche per il dover parlare tramite avvocato. Neanche per il poter ‘in generale’ vedere i figli nei ritagli di tempo attribuiti. Neanche per il dover passare da una vita di famiglia ad una condizione di povertà per via degli alimenti da corrispondere e della necessità di trovarsi un nuovo tetto (non è un segreto che i nuovi poveri che si rivolgono alla Caritas per un pasto siano sempre più spesso padri separati in giacca e cravatta).

In mio amico padre separato è carne da macello. È un uomo che può aver compiuto gli errori più grandi, ma paga a vita con interessi usurari.

Mi ha colpito quanto ho letto su un forum, un padre che il giorno di Natale ci raccontava di aver citofonato alla porta della sua ex moglie chiedendo di poter fare gli auguri ai propri figli e gli è stato risposto che ‘no – non è il tuo turno’. Il suo turno sarebbe stato dal 31 al 6. Neanche fosse un cliente in fila alla salumeria.

Beh sappiamo che possono essere storie finte, ma ci sono anche terribili storie vere. Sappiamo che possono essere romanzate della rabbia, ma la rabbia nasce dal dolore. Mica dai fiorellini di campo in un giorno assolato di primavera.  Quell’uomo magari è un avanzo di galera, ma io vorrei abbracciarlo e bere una birra con lui.

Questo post non cambierà nulla nella sua vita. Ma se un giorno – e non lo auguro a nessuno – care MOM vi renderete conto che la vostra coppia è distrutta ed il vostro compagno avrà il permesso di vedere i propri figli solo quando è il suo turno, beh signore in quel momento ricordatevi di questo post ed abbiate pietà.

Fatelo salire, dategli qualche minuto per abbracciare i figli.

Sarà come tornare umani.

Buon anno, Il Duca d’Auge.

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6 pensieri su “Come tornare umani

  1. melestefa

    difficile commentare, sono tentata di non farlo proprio, perchè le motivazioni che possono portare una donna a rispondere in quel modo al suo ex marito possono essere diverse e quindi impossibile giudicare (non è da noi farlo). Poi il caso del tuo amico forse lo conoscei meglio tu di me quindi….certo è che da parte mia vi è molta solidarietà per queste esperienze dolorose di vita. il fenomeno dei padri separati che finiscono sul lastrico e sul baratro della depressione è all’ordine del giorno, occorrerebbe che qualcuno faccia davvero qualcosa.

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  2. lauragianna

    Sul cuore di questo post no commento, troppo doloroso.

    Mi faccio una risata su chi ti ha scritto in pvt per criticare il post precedente, a mio avviso uno dei più divertenti.

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  3. maria bruna

    Il mio commento potrebbe essere di parte,essendo io una ‘mamma separata’….Ma nn bisogna fare di tutta l’erba un fascio!!Conosco tanti papà separati che sono tutt’altro che tristi,vulnerabili o soli,anzi….Hanno ritrovato il tempo x sé stessi,x i propri hobby (e invece si sa,quando hai una famiglia tutto il tuo tempo libero cerchi di dedicarlo alla famiglia!!),hanno ritrovato il tempo da trascorrere con gli amici (e con una famiglia…proprio quando prendi appuntamento con degli amici x una pizza….ecco là che tuo figlio ha la febbre e tutto il programma serale salta!),e in più godono dei figli nei momenti migliori (xche’,ovviamente,se sono ammalati con chi stanno??con la mamma!!se la notte nn dormono chi sta di giorno come uno zombie?la mamma!!).
    Il buonsenso di entrambi i genitori x il bene dei figli ’dovrebbe’ lasciare fuori rabbia e ripicche banali ed inutili….Ma posso assicurarti che la vita di una mamma separata nn è né bella,né semplice e né rosea.

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  4. MarisaMarisa

    io commento solo il tuo post molto triste e carico di emozioni, una lacrima mi è scesa nel leggerlo e nel pensare che il mio più grande orgoglio potrebbe un giorno diventare il mio più grande fallimento!!!! Spero di no ma prometto che in ogni caso penserò sempre e solo al bene dei miei figli che sicuramente avrebbero voluto quell’abbraccio negato!!!!

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  5. amendolangela

    dico sempre al mio compagno che tra noi può finire, ma tra loro (padre e figlia) non deve finire. se dovessimo un giorno non amarci più, spingerò perché loro due si amino sempre. senza orari nè vincoli. magari non so quello che dico e non voglio mettermi alla prova, però i padri separati li vedo e mi schiantano di tristezza. non potrei mai farlo all’uomo che ho amato a tal punto da farci un figlio insieme..sei forte Duca

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