Archivio mensile:dicembre 2013

Mettiamo in scena il Natale con le marionette

Questo post segue perfettamente (e non è stato fatto apposta) quello scritto ieri da Maria Carmela D’Adamo.

Si tratta di una cosa che ho fatto l’anno scorso, quando i bimbi erano più piccoli e la “natalità di casa” non poteva esprimersi tanto nell’albero e nel presepe (il secondo proprio non l’ho fatto, mentre il primo ha subito  una moria di palle senza precedenti). Intanto la mia “natalità”, quella che ho dentro, doveva uscir fuori in qualche modo e dalle mie mani sono nate queste:

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Vi presento Babbo Natale (ma va?!?) ed Elfo Natalino. Essì, hanno nome e cognome perché tra le mie mani hanno preso vita con tanto di scenetta elaborata e scritta da me medesima e che ho avuto pure l’onore di vederla egregiamente rappresentata durante la prima festa di Natale del gruppo MOM.

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Volete farlo anche voi per il vostro egregio e ristrettissimo pubblico casalingo? Vi dico io come fare.

Vi occorre del pannolenci colorato, ago, filo e forbici. Ormai un pochino, chi mi segue, lo avrà capito che non sono una cima in precisione, infatti uso i primi strumenti che mi capitano a tiro, apro la mia scatola degli attrezzi e quello che ci trovo ci trovo, in particolare, se potete notare, mi è capitato sotto mano del cotone doppio dorato e l’ho trovato perfetto per le impunture. Per quanto riguarda i disegni sono andata proprio a mano libera e devo ammettere che me la cavicchio, non sono proprio da buttare! Per aiutare chi avesse bisogno di formati da seguire, vi posto i disegni da usare come modelli per tagliare le parti di pannolenci da assemblare in cucitura.

Questo è l’elfetto:

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Qui il pdf modello Elfo

E questo è il modello Babbo Natale

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Nulla vieta che possiate metterci tutto il vostro estro e fantasia e lasciar stare le carte!

E per completezza ecco il testo che ho inventato:

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Ditemi un po’: ho un futuro da sceneggiatrice? Broadway mi aspetta??? O no????

Ciao Ciao da Elfo Natalino

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E da Babbo Natale

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Una magia dal gusto antico.

marionette e burattini

Immersa nel modo di Peppa pig…..tra una gaffe di Papà Pig e “Gertrude”,  il ternino giocattolo di nonno Pig …, (ops, scusate, Gertude NON E’ UN TRENINO GIOCATTOLO! E’ UNA RIPRODUZIONE IN MINIATURA DI UNA LOCOMOTIVA A VAPORE!!!!!), mentre il mio piccolino gioca con la lavagna magica mentre alla TV George ha smarrito il sig. dinosauro…(che tragedia!!), arrivano i miei genitori. “Stefano, ci sono i nonni!”…”Evviva”- esclama nella sua lingua il mio tesoro. Ed i nonni oggi ci portano in dono un grande scatolone……… Gli occhioni di Stefano si illuminano, la sua gioia è quasi incontenibile, molla in un attimo i giochi supetecnologici in cui è immerso, si dimentica della Tv, ride, si agita: felicità pura.

Cosa tira fuori il nonno dalla  vecchia, rotta, ingiallita scatola magica? Che bello!! Marionette e burattini! Stefano è in estasi, il nonno impugna i burattini: Magia! Il principino parla e si muove! Il Drago ha la lingua di fuoco! La Principessa manda i bacini!!

In un attimo torno indietro nel tempo: ricordo nitidamente gli spettacoli che il mio papà organizzava per noi bambini con quegli amati pupazzetti! Bastava uno scatolone rovesciato, una tendina improvvisata, tanto amore ed una fantasia infinita! Io e mio fratello eravamo persi nel seguire le gesta maldestre del Cavaliere errante e della principessa innamorata! Che bello sentire le vocine dei personaggi: ognuno aveva la sua cadenza, il suo tono. C’era qualcuno che parlava addirittura il dialetto materano!!! Laughing La nostra fantasia volava, mentre la voce narrante della nostra mamma descriveva luoghi, situazioni, storie felici: l’immaginazione ci faceva trasportare quelle creature in mondi fantastici, circondati da meraviglie di ogni sorta. Ogni volta la storiella era diversa…anche se i protagonisti erano sempre quei 5 o 6 pupazzi che avevamo.  Che emozione, soltanto nel ricordare quei momenti di pura magia!AdoreToo Sad

Oggi, in un mondo suopertecnologico, tra giochi digitali, videogiochi, cellulari, tablet e via dicendo, si è completamente persa quella magia di un tempo! Non c’è Peppa che tenga, non c’è programma o videogioco in grado di trasmettere tutto il calore, l’amore e la gioia di uno spettacolino di marionette e burattini! Quanto calore ci si scambia tra chi dirige i pupazzetti e i piccoli spettatori incantati davanti al quel susseguiri di gesti, di versi, di espressioni vocali!!!

E così il nonno inizia il suo spettacolo colorato ed allegro………: “Maghi, streghette, folletti incantati, polvere di stelle e draghi infuocati………candida neve e girandole di sole,…tutto ebbe inizio in un prato di viole………C”era una volta una principessa ed un drago cattivo……..”. Mio padre inizia a raccontare una storia inventata, mentre i pupazzi si agitano grazie allo “zampino” di mia madre….il mio bimbo è felice, è perso completamente in quello stesso mondo magico e fatato in cui, in un tempo passato, è stata anche la sua mamma! Esiste, forse, una magia più magica di questa?! Ha Ha

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… i compleanni

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Faccio una premessa, le feste comandate non mi piacciono per principio! Lo so che per molti non è normale ma a me il Natale mi mette ansia e tristezza, lo so, lo ammetto, l’ho già detto non è normale ma questa corsa affannosa ai regali, alla preparazione della casa, nel mio quartiere c’è la gara a chi ce le ha “più grosse” … le luci intendo e poi i cenoni, le feste, i veglioni … parola d’ordine “ci dobbiamo divertire!!!!” … quindi mi viene un po’ di ansia da prestazione che si riduce in un “no’mmazzecca di fare niente!!!!” io in realtà metto giusto due palle sull’albero con la scusa di fare le foto me la defilo, i veri artefici di albero, presepe e addobbi vari sono mio marito insieme ai bambini, Gaia fa e Danilo disfa!!!! … anche se devo ammetterlo con i bambini il natale ha un sapore diverso comincia ad avere un significato più magico, addirittura quest’anno mi sono divertita a fare dei “lavoretti” con loro …
e poi c’è pasquetta, quello è un periodo primaverile quindi devi fare per forza una gita fuoriporta, per non parlare di ferragosto … là dobbiamo fare il botto!!!!!!!
a me no’mmazzecca!!!!!
Dopo questa giusta e doverosa premessa arriviamo ai compleanni, nella mia idea di mamma ho pensato festeggio il primo compleanno, poi festicciola tra amici ultimo anno di asilo e così via ultimo anno elementari ecc ecc. E invece no! te lo scordi, tutti festeggiano ogni anno e invitano tutti i bambini … puoi essere l’unica mamma che non festeggia il compleanno dei figli … ma sei un orco! E allora ti devi attrezzare! Con Danilo le cose sono molto semplici lui è nato ad agosto a pochi giorni da ferragosto quindi è difficile reperire compagni di classe ecc ecc. I suoi compleanni sono in terrazza con pochi amichetti, giochi, palloncini buttati un po’ qua e la!
Il compleanno di Gaia ha bisogno di una preparazione mentale circa due mesi prima, devi convincerla che si diverte comunque se chiamiamo giusto 5/6 amichetti di scuola, che si divertirà anche se lo facciamo a casa con giochi e balli ma dobbiamo organizzare tutto noi perché lei odia l’animazione … (positivo per le mie tasche) …

ANIMAZIONE

Il grosso del problema è che la maggior parte dei suoi amici fanno la festa in questi parchi gioco interni … i gonfiabili, tutti i bambini adorano i gonfiabili e infatti si diverte molto alle feste … anche se dimentica chi è il festeggiato … ma questo è un dettaglio!!!!!!
Le prime volte che andavamo in questi parchi ho rischiato vari infarti, lei era ancora all’asilo entriamo in questo posto dove c’è una struttura enorme piena di palline, sacchi da box, reti, percorsi militari ecc ecc.

gonfiabili

Gaia parte e nel giro di 5 min l’ho persa, non mi faccio prendere dal panico è impossibile uscire senza essere visti deve essere lì sopra! Passa mezz’ora e della mia bambina non c’è manco l’ombra, cominciano a venirmi le palpitazioni, ci sono altri 3 compleanni e ci saranno 50 bambini tutti stipati in questa struttura a 3 piani da sotto io non vedo la fine … non ricordo nemmeno come era vestita prima che la perdessi … sono disperata, urlo e la chiamo come una pazza, oddio sarà soffocata sotto le palline … GAIAAAAAAAAAAAAAAAAAAA DOVE SEIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII????????????? … “mamma che c’è???” eccola materializzarsi davanti ai miei piedi sudata come una pazza! ma dov’eri????? e lei … “LI!!!!” … giustamente dove poteva essere , che mamma esagerata che sono! passano altri 3 min e di nuovo è scomparsa, forte della prima esperienza mi mantengo calma … ma giuro che non la trovo più di nuovo!!!!!! queste sono le prime esperienze con Gaia …
La prima volta che porto Danilo in questo posto aveva poco più di un anno, andiamo al compleanno di un’amichetta di Gaia. Lì puoi tenere anche bambini di pochi mesi perché ci sono dei giochini anche per loro allora metto Danilo in questo maxi box aperto solo da un lato con un sacco di giochini per la sua età e decido di sedermi a fare due chiacchiere con le altre mamme, mi distraggo pochi minuti mi giro ed è sparito anche lui … la babysitter mi vede agitata e dice “sig.ra se cerca suo figlio è lì!” e indica in cielo … mi si è annebbiata la vista per un attimo poi riesco a mettere a fuoco è lui! … come è fatto ad arrivare lì su … cammina a stento! Non so come è salito è un mistero ma so che non voleva più scendere ….
Poi con gli anni e compleanno dopo compleanno ti rilassi perché impari che queste strutture acchiappano i bambini li fanno diventare tutti uguali, anche vestiti uguali, non esiste più maschietto o femminuccia, biondo o moro, alto o basso … chiunque guardi NON è tuo figlio …. ma poi li lascia andare a fine festa, sudati, ammaccati, zoppicanti e con bernoccoli … ma tanto tanto felici!!!! tu devi portare in borsa solo una pomata contro le contusioni e rilassarti, non affannarti a cercarla … se si fa male viene lei da te!

I compleanni sono la mia disperazione, ma negli anni impari a districarti e spendere il meno possibile e poi meno male che c’è la mia animatrice personale mia cugina che riesce a far divertire qualsiasi bambino e mia sorella che fa delle torte spettacolari … gustatevele!!!!!

TORTE

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Il figlio maschio

Ci sono i figli.
Poi ci sono i figlimaschi. 

I figli sono tutti uguali. Mai cosa è stata più sbagliata. Come si può dire che una bimba sia uguale ad un bambino?
Con una figlia ci giochi in un modo diverso che non con un figliomaschio semplicemente perché lei è la belladipapàlapiccolaprincipessalagocciadirugiadachecadedaunfiorellinodicampoallalbadiungiornodisolediprImavera mentre un figliomaschio é un figliomaschio. 

Sono cose diverse.

Il figliomaschio non lo desideri. Lo DEVI avere. Ti lascia un vuoto nell’essere padre se non ce l’hai. Una questione di nomi e cognomi di maschio della famiglia e di tichiami comeilnonno. 

Mannaggia a me che ho deciso di spiegare le cose anche se è chiaro che solo i padri capiranno questo post.
È tutta una questione di andiamo andiamoagioaareapallone. Sappiamo che finalmente con un figliomaschio avremo SEMPRE occasione di passare del tempo ed argomenti di discussione. Di condividere responsabilità e di tifare la stessa squadra. O la Ferrari.
Ma voi che ne sapete. Mica siete fglimaschi. 

Tirerà di destro o di sinistro giocherà in difesa o in attacco. Speriamo in difesa sai che bello una difesa a due con papà a calcetto? 
Nel figliomaschio vediamo la possibilità di realizzazione tramite il fenomeno folgorante del desiderio di emulazione del padre. Lo si vede dalla capacità di gioco. Me dai lo so che ha spaccato un vetro. Ma quello è maschio.

Cambiare il pannolino e fare uno sguardo compiaciuto dalla analisi del bambino che cresce dappertutto. Bravo bellodipapa’ piripiripi!
Come se dovesse imparare a sgrattugiarsi le palline a quattro mesi.

Che poi adesso lo dico che se a mio figliomaschio piaceranno altri figliomaschi a me non importa niente l’importante è che se la spassi.

Ora questo post è nato in un treno nel mezzo del nulla mentre torno a casa e prima di prendere un taxi, un bus e un aereo.

Ma questo post è per dirvi che i figlimaschi lasciate che li capiamo noi. Perché dei maschi non avete ancora capito tutto.

Sarebbe bello se Mauro venisse a prendermi in aeroporto, insieme al nonno Mauro. Figlio di mio nonno. Che si chiamava come me.

W il progresso. W il Duchino d’Auge. Un giorno tutto quello che vedi sarà tuo.

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L’amore violento

“Ci sono prigioni con barriere, ma ce ne sono di più raffinate da cui è difficile fuggire, perché non si ha la consapevolezza di essere prigionieri” partendo da questa profonda citazione di Henri Laborit vorrei parlarvi oggi di un argomento a cui tengo molto “la violenza sulle donne”.…. Il 25 novembre, poco più di una settimana fa, è la data scelta per celebrare la giornata mondiale “contro la violenza sulle donne”….. e noi tutte prima di essere mamme siamo anche DONNE!!!

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Ogni giorno i mezzi di comunicazione riportano atti di grave violenza perpetrati all’interno delle mura domestiche. La violenza in famiglia, di cui si parla, è quella che viene riportata nelle pagine di cronaca nera, quella che assume connotati di gravità tali da non potersi tacere, che integra forme di reato contro la persona fino ad arrivare, in casi estremi, all’omicidio. Certo si parla di violenza fisica ma senza dimenticare la (forse) ben più grave violenza psicologica che trova nella famiglia terreno fertile. Tali aggressioni creano un clima invivibile ed attuano un processo di distruzione psicologica, dove le parole e gli atteggiamenti possono ferire profondamente come pugni e possono essere usate per umiliare e pian piano distruggere una persona. L’aspetto che più colpisce è che tale fenomeno inizia non appena chiuso l’uscio di casa, laddove si dice ognuno dovrebbe godere di maggiore sicurezza, cioè in famiglia. Violenze subdole consumate all’interno delle mura domestiche, che a volte non lasciano segni sul corpo, ma che feriscono profondamente l’anima, la personalità e la dignità rendendo la vita impossibile.
La violenza domestica ha luogo quando un membro della coppia tenta di dominare l’altro attraverso varie forme di violenza fisica o psichica. Tale fenomeno è notoriamente caratterizzato da un numero oscuro di reati, ossia di fatti delittuosi verosimilmente di notevole entità mai denunciati o venuti alla luce. Se le violenze non sono gravissime o sono comunque sopportabili (!) , la vittima sceglie di subire in silenzio, per non compromettere la rispettabilità sociale del proprio partner o l’onorabilità della propria famiglia. La società ha sempre assegnato alla donna la responsabilità dell’armonia familiare: il peso di questa eccessiva responsabilizzazione costituisce il fattore saliente nella decisione della donna di restare in silenzio e di non denunciare gli abusi subiti. Le donne maltrattate trovano enormi difficoltà ad uscire allo scoperto, sia per il pudore di rivelare fatti considerati strettamente privati, sia perché sono, nella maggior parte dei casi, prive di una alternativa concreta alla convivenza con chi le maltratta: non hanno mezzi economici adeguati, né un posto dove andare a vivere con i propri figli. La donna rimane in silenzio a sopportare un disagio che, nel suo isolamento, percepisce molto spesso come inadeguatezza personale o timore di ritorsioni sui figli.
La violenza nella coppia non conosce confini geografici, distinzioni di culture, di status sociale si tratta infatti di un fenomeno trasversale, di cui però rimane sconosciuta la reale portata.
Il fenomeno della violenza domestica è costituita da “qualsiasi forma di violenza psicologica, fisica e sessuale esercitata all’interno di una relazione intima”. Tutte le forme che può assumere la condotta violenta concorrono nel loro insieme a produrre un danno sia di natura fisica sia di tipo psicologico-esistenziale.
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La violenza psicologica comprende una serie di atteggiamenti minacciosi, vessatori da parte del partner che si manifesta attraverso insulti verbali, ricatti, denigrazioni e umiliazioni pubbliche e private. Tale violenza si esercita anche con l’isolamento, che porta la donna ad essere priva di una rete sociale di riferimento. Esposte a questi abusi le donne perdono completamente la stima di sé sviluppando un processo reale di distruzione morale. Nei casi di violenza solo psicologica è molto difficile addurre prove: non lasciando ferite visibili l’abusante ha gioco facile nel descrivere la vittima come visionaria. Tale violenza può essere esercitata anche in modo “trasversale” prendedosela con i bambini, il che per le madri è più che essere vittimizzate direttamente. Solitamente violenza fisica e violenza psicologica convivono, dato che lo scopo è lo stesso per entrambe: il dominio.
La violenza fisica comprende l’uso di qualsiasi atto volto a procurare lesioni o danni fisici attraverso schiaffi, calci, pugni, violenti scossoni, soffocamento e ogni contatto fisico atto a spaventare e a provocare uno stato di soggezione e controllo da parte dell’aggressore.
La violenza economica comprende tutti quegli atteggiamenti volti ad impedire che la partner diventi economicamente indipendente al fine di esercitare su di essa un controllo indiretto. Si manifesta attraverso l’impedimento della ricerca di un lavoro, la privazione o il controllo dello stipendio. Questo tipo di violenza piega in modo forte la dignità di una donna, il controllo economico è diffusissimo, anche se scarsamente riconosciuto in quanto il fatto che l’uomo detenga il potere economico e sia lui a gestirlo trova largo consenso e non certo condanna.
La violenza sessuale all’interno della coppia, fino ad alcuni decenni fa era reputata impossibile dai giuristi, infatti, la disciplina del diritto di famiglia e la nozione di debitum coniugale (in base al quale con il matrimonio si acquisisce un generico diritto alla congiunzione sessuale) tendeva a riconoscere il diritto ad esigere un rapporto sessuale, disconoscendo il simmetrico diritto a rifiutarlo. Ciò ingenerava una sorta di esimente che metteva al riparo dall’accusa di violenza carnale chi la esercitava sulla moglie. E’ stato faticoso far penetrare nel senso comune il principio che con il matrimonio non si acquista un diritto reale sul corpo del coniuge, ma solo un diritto all’assistenza reciproca e alla condivisione dell’esistenza, ivi compresa la sfera sessuale. Tale violenza, che costituisce il volto dello stupro moderno, si manifesta attraverso le molestie sessuali, aggressioni sessuali, costrizioni ad avere rapporti sessuali con terzi, a visionare materiale pornografico, a prostituirsi, costrizione d agire o subire comportamenti sessuali non desiderati.
L’uomo violento fa della donna un proprio oggetto di possesso: le entra dentro come un “cancro”, all’inizio è silente, non da segni, agisce nel silenzio con l’apparente paravento di amore, di buoni propositi, intanto la intacca nelle parti più vitali…..comincia a disgregarla dai suoi punti più nascosti, la rosicchia piano e quando lei comincia ad avere i primi campanelli, le metastasi hanno già cominciato a distruggere ogni pilastro fondamentale di se stessa come l’autostima, la sicurezza coltivando al loro posto paura e terrore..
La famiglia, invero, può manifestarsi in modi difformi ed esprimersi con significati diversi: può rappresentare la stabilità oppure la fonte dell’inquietudine. Nell’attuale momento storico si deve tristemente prendere atto che le nostre famiglie vivono in un ambiente sociale nel quale si respira un’atmosfera povera di valori dove si facilita l’insorgere di insicurezze, fragilità, incomprensioni ed egoismi che causano l’instaurarsi di rapporti scorretti ed insoddisfacenti. Sembra che diventi sempre più difficile evidenziare il senso stesso dell’esistenza ed il significato dei rapporti interpersonali, si assiste dunque ad un cambiamento che porta verso la solitudine e la fragilità dell’individuo separato dalla famiglia e da se stesso. Maltrattare o uccidere un membro della propria famiglia finirà, aimè, per diventare un fatto quasi “normale”, di semplice cronaca quotidiana!!!!
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Alla prossima mamma Katia!!!

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Torta “grattugiata”

di Iva Nemcova

Vorrei presentarvi questo dolce, ricordo della mia infanzia, fatto sempre dalla mia mamma nelle grandi occasioni.
La tradizione ceca per questa ricetta prevede : burro, farina raffinata, zucchero bianco… Sono gli ingredienti che ormai non fanno più parte del mio stile di vita che è quello di una mamma salutista (convinta!).
Mi sono quindi permessa di rivisitare la ricetta e devo dire, molto umilmente, che ha riscosso un successo strepitoso in famiglia.

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Ingredienti per la pasta frolla:
120 g di farina 0
120 g di farina integrale di grano tenero
80 g di zucchero di canna integrale polverizzato
80 g di olio di mais
2 cucchiai di cacao amaro
80 ml di acqua o più
un pizzico di bicarbonato
un pizzico di cannella in polvere

Ingredienti per il ripieno:
800 g di ricotta di capra (acquistata almeno un giorno prima)
100 g di zucchero di canna integrale polverizzato
50 g di scaglie di cioccolato fondente
un bicchierino di limoncello
1/2 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaio di fecola di patate o amido di mais
un albume

Mescolate le farine, cacao, bicarbonato, cannella. Aggiungete i liquidi e formate un impasto elastico e morbido; se non è così aggiungete poco per volta altra acqua fredda. Avvolgete nella pellicola e mettete a riposare in frigorifero per un’ora minimo.
In una terrina mescolate con un frustino la ricotta con lo zucchero, limoncello, curcuma, fecola, albume precedentemente sbattuto fino a formare una crema liscia. Aggiungete il cioccolato.
Foderate con carta da forno una teglia rotonda di 30 cm di diametro e grattugiate (usando una grattugia a fori larghi) dentro, metà dell’impasto, formando uno strato omogeneo. Versate sopra il ripieno di ricotta e ricoprite, sempre grattugiando, con l’altra metà dell’impasto.
Infornate in forno preriscaldato a 180 gradi C per 45-50 minuti.Trascorso il tempo lasciate raffreddare, tagliate e gustate.

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Calendario dell’Avvento fai da te

E’ iniziato il mese più bello dell’anno… sicuramente lo è per i nostri bimbi. Volete renderlo ancora più magico e divertente? Benissimo create un calendario dell’avvento con le vostre mani e magari fatevi aiutare da loro. Su internet trovate tantissime idee per realizzare Calendari dell’Avvendo fai da te, ecco quello che ho realizzato io.

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Materiali

  • carta da pacchi bianca (la trovate in cartoleria),
  • un rotolo o vari pezzi di carte da regalo natalizie;
  • cartoncino rosso
  • un gomitolo di lana.

Procedimento

Ritagliate la carta da pacchi con la sagoma di un guanto… è semplicissimo e contemporaneamente potete ritagliare più  guantini sfruttando la carta piegata.

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Fatevi aiutare dai vostri bimbi a disegnare la sagoma.

Prendete delle carte da regalo natalizie, ce ne sono di bellissime e costano poco. Io ne ho usata solo una con Babbo Natale e le renne. Ritagliate dei pezzi e li incollate a piacere sul guanto. Ritagliate la carta in eccesso seguendo sempre la sagoma del guanto.

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Decorate i vari guanti come più vi piace con la carta da regalo e poi cucite a due a due i guantini. Non è importante saper cucire… io non so farlo (e si vede dalle foto :))… l’importante è chiudere i bordi e lasciare aperta la parte superiore del guanto per infilare la mano… oopssss il regalino 😉

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Se non avete la macchina da cucire potete usare il biadesivo, il risultato è identico.

Con del cartoncino rosso ritagliate delle strisce lunghe il doppio della larghezza della parte superiore del guanto, e lo incollate così da rifinire il guanto con il polsino.

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Prima di incollare inserite un filo di lana e fate un nodino,  vi servirà per appendere il guanto.

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Stampate i numeri dall’1 al 25 e incollateli sui guantini. Qui potete scaricare due file pdf pronti da stampare e ritagliare

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numeri 2

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Poi fissate un filo di lana ad una mensola o allo stipite di una porta, al muro della cameretta dei vostri bimbi e annodate con il filo di lana i vari guantini ad altezze diverse.

Ed ecco pronto il vostro Calendario

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All’interno potete inserire dolcetti o regalini, ma la cosa più divertente potrebbe essere inserire dei bigliettini con delle attività da fare insieme.

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Ho trovato due siti dove trovare tanti spunti sia per la realizzazione ma soprattutto con tante idee  sul cosa inserire nei vari guantini.

http://www.mammafelice.it/

http://www.mestieredimamma.it/

Spero che vi sia piaciuta la mia idea e alla prossima

Marinella

 

 

 

 

 

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