Archivio mensile:dicembre 2013

InstaTree: l’albero di Natale più “trendy” del 2013!

Oggetto totemico che affonda le sue radici ovviamente nei Paesi più a Nord di noi, tra miti germanici e rielaborazioni nostrane, più pratico e meno costoso di un presepe,l’albero di Natale trova spazio praticamente in tutte le case e la sua messa in opera coincide spesso con l’inizio del periodo natalizio, qui il 7 Dicembre, da noi solitamente l’8.

Nel farneticare lavorativo (forse non tutti sanno che, quando non faccio la mamma, mi occupo di indagini sul web e ricerche di varia natura, su cose utili o meno, ma che in qualche modo riescono fortunatamente a pagarmi almeno la retta del nido e due spese a settimana senza ricorrere alla pensione di mia mamma – almeno per ora!) abbiamo quest’anno indagato quali fossero le tendenze moda per l’albero “in”, analizzando – giudicate voi se si tratta di impegno o pazzia – circa 1500 foto di Instagram per parole chiave come “Christmas tree” “Xmas tree” e simili, alla scoperta degli elementi più “nuovi” di quest’antica arte allestitiva, in cui tutti siamo un po’ scenografi e un po’ stylist, bimbi compresi!

Vi condivido pertanto le nostre osservazioni, affinché possano servire da spunto allestitivo per i ritardatari del 24 (di cui abbiamo una diapositiva…ho l’albero ancora incellofanato che grida “aprimi!”) o come inusuale argomento di conversazione “leggera” nei vostri ritrovi familiari (potete usarla come scusa per interrompere le eventuali e più accese discussioni sulla crisi, la politica e come si sta male nel nostro Paese, le diatribe generazionali per opposte vedute e i luoghi comuni sulla mezza stagione eccetera, cose che vengono spesso fuori quando ci si ritrova a tavola il 25 in più di 4 persone e dopo il terzo bicchiere di vino).

XMAS MAMME

CHRISTMAS TREE_ Cominciamo dalla base: l’albero. Come vedete dall’infografica, il driver della crisi la fa da padrone: se la dimensione “medio-grande” continua ad essere il mainstream, nuove ed importanti evidenze fanno presagire che, per questioni di tasche, tempo e spazio, gli alberi si stiano “ridimensionando” verso una misura che non supera i 90 centimetri (un 15% del campione analizzato aveva addirittura dimensioni minori di 50!). Alcuni utenti addirittura hanno postato alberi-non-alberi, ricreando cioè la silhouette con le sole lucine, oppure inventando alberi/soprammobile con i materiali più disparati.

L’albero è verde? Non sempre, o meglio, il verde sta diventando “sempreverde”, per cui iniziano a spopolare foto di “caccia all’albero vero”, percepito come un lusso in un caso, e come un risparmio dall’altro (guardate per esempio gli inglesi sull’argomento) . In questo IKEA ovviamente ci ha visto lungo, proponendo già da tempo alberi veri in “leasing”, ovvero che se li riconsegnate a loro tra il 4 e il 12 gennaio insieme allo scontrino ricevete un buono spendibile in IKEA fino a febbraio. Sono già stati restituiti 152.000 alberi, trasformati in fertilizzanti o utilizzati per la produzione di truciolati. Al Sud è un po’ difficile, ma al Nord (e non parlo di Milano ma di Finlandia, Estonia e quant’altro) si sta diffondendo la caccia “fai da te”al vero albero, discutibilissima a livello ambientale ma a livello di tasca forse no. Date un’occhiata a questo tag per vedere cosa succede!

Se il sempreverde è 100% nature, era naturale che il buon vecchio plasticone si rinnovasse nel colore. Ecco quindi spuntare, in un ritorno anni ‘80 oserei dire, alberi di colori diversi, tra i quali il bianco guadagna sempre più terreno: fanno capolino, a corollario di ciò, declinazioni rosse, dorate, blu o persino fucsia shocking, in percentuale minima (diventeranno poi una tendenza? Lo scopriremo nei prossimi Natali)!

tumblr_inline_mw5qyjj1Sm1qgz5kaDECORAZIONI_Luci e palline rimangono quelle classiche, nei colori più tradizionali come rosso, blu e dorato. Inizia ad imporsi anche qui il bianco “ottico”, segno che le carnevalate sono sempre meno concesse e l’allestimento più chic è quello minimale (massimo 3 colori consentiti tra lampadine e pallette), e in certi casi tende addirittura a sparire (ovvero solo luci e niente palline o altre decorazioni). Una percentuale piccola ma consistente decora l’albero con chicche “fai da te”, dalle decorazioni in carta al fatto-a-maglia, fino a biscotti pan di zenzero, caramelle e piccoli dolcetti.

Per la parte “Top”, alla classica stella rossa, dorata o argento si sostituiscono fiocchi e fiori, con sempre maggiore evidenza. Elemento veramente “nuovo” per l’allestimento dell’albero 2013 è la comparsa sempre più numerosa di wrap dal taglio chic: detto in italiano, al posto dei classici “fili argentati o dorati” l’albero viene completato (e quasi “impacchettato”) avvolgendogli intorno dell’elegante nastro di chiffon o simile, spesso dorato. Di seguito alcuni esempi.

4 alberi Nau

Per quanto riguarda le luci, il bianco vince su tutte. Non sfoderate il multicolor, a meno che non usiate le sole luci per addobbare l’albero. Palline colorate + luci colorate stanno lentamente diventando “out”.

CARTA REGALO_Per evitare la variante rossa con filo dorato, o il sacchetto del negozio con la stellina sopra (questo proprio NO!)  potete scegliere di adottare una delle tendenze del momento in fatto di carte regalo. Anche qui, per questioni di costo e riciclo, vince l’handmade: decupage di semplici carte da imballo con timbri applicati a mano o pois ritagliati e incollati, oppure ancora effetti 3D. Buone ispirazioni vengono prese dal mondo “nordico” con fantasie raffiguranti cervi, picchi e pettirossi. La tendenza fashion dell’optical (giochi “ottici” come simmetrie o contrasti di colori) arriva anche nelle grafiche dei pacchetti: fantasie specchiate, black & white, righe sono gli ultimi must di questo 2013.

E per finire la nuova moda che fa furore, sottoprodotto della crisi e reinterpretazione di un codice stavolta non Ammeregano ma direttamente dal Giappone: il Furoshiki! A discapito del nome originale che significa  “tovaglia da bagno”, potrebbe fare la differenza in fatto di imballi.

kyoto-furoshiki-karakusaya-2Se volete risparmiare carta, basta utilizzare dunque dei drappi per avvolgere i regali: drappi che possano diventare regalo essi stessi, come foulard o coloratissime pashmine. Il produttore di make up biologoci Lush ha adottato la moda Furoshiki per i pacchetti natalizi: in quest’articolo spiegano bene sia alcune forme da realizzare, sia l’eticità che è alla base della scelta.

Per questo Natale quindi, viaggiamocela a tutta velocità con il bio, l’handmade e il riciclo, come testimoniano gli splendidi articoli che ho letto in questi giorni! Giocate con la fantasia senza dimenticare il buon gusto, come direbbe Enzo Miccio, e, per una volta non copiando gli Americani…la cui ultima, folle moda, pare sia ritrarsi davanti all’albero con fucili e pistole! La considerazione ultima è che il Natale si stia progressivamente trasformando in una “data sul calendario”, e che feste più divertenti e “cool” come Halloween potranno finire per intaccare la nostra amata tradizione prendendo il sopravvento.

Non rimane che pregare per gli americani imbecilli e i loro fucili senza senso, armarci sì, ma di pazienza, e fare di tutto perché le nostre tradizioni sopravvivano almeno finché i nostri piccoli possano conoscerle. Saranno loro poi a stravolgerle secondo i tempi che verranno (e che spero di prevedere con un buon grado di precisione:))

A tutti voi un sereno Natale, specie a chi avrà la fortuna di passarlo in quel gioiellino che è la nostra splendida città, e un augurio speciale ai vostri bellissimi bimbi dalla fredda Milàn l’è un gran Milàn!!! Al prossimo anno, MOMs!

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Piccole idee per Natale

E’ già iniziato il periodo delle cene, dei pranzi e dei brindisi?

Bene vi do una idea semplicissima e velocissima per personalizzare il classico regalo che si fa quando si è ospiti a cena… ovvero la bottiglia di vino o spumante!

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Prendete una striscia di carta colorata (vanno benissimo le carte regalo con le fantasie natalizie).

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La mia era lunga 30 cm e larga 2,5 cm, ma poi ne ho aggiunto un altro pezzo da 15 cm 😉

Fate una piccola fisarmonica facendo delle pieghe di 1 cm.

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Come vedete ho dovuto aggiugere un altro pezzo di fisarmonica, che ho poi incollato all’estremità del pezzo più lungo.

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Ho incollato i due estremi della fisarmonica ottenendo quello che vedete in foto. Ho ritagliato a forma di cerchio un pezzo di cartoncino che mi è servito come base.

Cospargete di colla il tondo di cartoncino e create questa specie di fiore con le mani…

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Dovete mantenerlo con le mani e dargli la forma fintanto che la colla non si asciughi.

Ed ecco i miei fiori… ne ho fatti di diversi diametri basta giocare con le larghezze delle strisce di carta.

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Io li ho decorati con un bottoncino e del filo colorato potreste usare anche dello spago sottile.

Ok ma ora che ne facciamo?

Prendete un pezzo di cartoncino rettangolare

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Ritagliate un tondo e piegatelo come in foto

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Incollate i fiori sul cartoncino ed ecco come abbellire una bottiglia di spumante

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Un altro fiore invece l’ho incollato sul del nastro e ho decorato la bottiglia in questo modo

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Non trovate che con poco potete abbellire le bottiglie sulla tavola di queste feste?

Volendo potrebbe anche essere un fermatovagliolo e se incollate sopra una etichetta può diventare anche un segnaposto.

Spero che la mia idea vi sia piaciuta e non mi resta che augurarvi Buone Feste!

Marinella

 

 

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W le patatine fritte!

Alzi la mano chi non ama le patatine fritte!

I bambini poi, per quanto si vogliano tenere lontani, spesso non si riesce nell’intento. Basta una serata a cena fuori, o un compleanno che eccole qua, spuntano puntuali.

Come già sapete, sono una mamma molto attenta all’alimentazione di tutta la famiglia, ma soprattutto del mio piccolo. Preferisco evitare che mangi “schifezze” varie. Ma come posso fare, a noi piacciono le patatine???!!!!

Da qualche anno è arrivato in mio soccorso un “aggeggio” molto utile a risolvermi il problema. Qualcuno di voi sicuramente lo conosce già, o addirittura lo usa.

Con esso riesco a friggere un chilo di patate (fresce o congelate) con un solo e dico un solo cucchiaino di olio.

Si avete capito bene, un solo cucchiaino. E la cosa bella è che non frigge solo le patatine ma anche altre verdure, sempre con la medesima quantità di grassi.

Questo meraviglioso strumento si chiama Acti Fry.

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Così faccio contento marito e figlio senza rinunciare al piacere del mangiare sano.

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nostalgia, nostalgia canaglia

Ogni tanto penso al passato. per ricordare qualche episodio, qualche persona, qualche evento. O per provare a ricordare chi ero quando non ero mamma, come facevo a dormire 8 ore intere senza mai svegliarmi, come facevo a trattenere la pipì per tutto quel tempo, come facevo a non sentirmi sola senza qualcuno che mi volesse così bene e mi chiamasse così spesso.

In generale però non sono nostalgica e quello che mi interessa davvero è oggi, al massimo domani. Fare programmi a lunga scadenza non è cosa per me (solo per il mutuo ho fatto un’eccezione).

Però a volte succede qualcosa che non so controllare: un dettaglio, una frase, un odore, un sapore, una canzone… mi prendono allo stomaco come un pugno e mi scaraventano in una situazione passata obbligandomi alla nostalgia più profonda.

L’altra sera, mentre baby B. leccava le pecorelle del presepe, suo padre sparecchiava io facevo zapping per cercare qualcosa di interessante da vedere, è capitato.

Cambiando canale ho visto Carrie Bradshaw versione ultima stagione (quindi la mia preferita) e immediatamente, senza avere nemmeno il tempo di ragionarci, mi è venuto un atroce, nerissimo magone (a questo punto alcuni di voi sapranno di cosa sto parlando, altri invece staranno pensando: CHIIIIIII??? CHEEEEEE? Se siete nella seconda categoria google potrà aiutarvi).

Nella nostra casa di Pechino il cofanetto di tutte le stagioni di Sex&The City l’aveva comprato Masha, la mia amica e coinquilina ischitana. Onestamente non avevo idea di cosa fosse, ma cominciai a vederne una puntata ogni giorno, facendo colazione. Lo trovai leggero e superficiale abbastanza da poter diventare il mio svuotamente pre e post giornata pechinese folle affollatissima e impegnatissima.

Dopo tante puntate arrivai, ormai dipendente e affezionatissima fan, all’ultima stagione.

Le puntate in cui Carrie si trasferisce a Parigi pensando di fare la cosa più cool del mondo e invece si ritrova sola e triste, mi devastarono. Il suo pensare all’ex così lontano mi aprirono una voragine nell’anima e forse dopo tanto tempo, riuscii a guardare in faccia la realtà. In pratica la serie più scema del mondo mi aveva aperto gli occhi su me stessa e fu allora che decisi che il mio futuro non sarebbe stato là, che l’uomo che avevo deciso di perdere per provare a vedere com’era il mondo, era in realtà quello che amavo da sempre, da che ero una bambina. E l’unico mondo in cui volevo vivere era quello in cui potevamo stare insieme io e lui.

Tornare fu facile. Recuperare il tempo perso non tanto. Ma la storia e l’amore PER FORTUNA mi hanno dato ragione…..

Quindi vi dicevo che l’altra sera su LA7d davano tutta l’ultima stagione senza praticamente interruzioni pubblicitarie. Mandai padre&figlia in camera a giocare e mi feci un bel tuffo nel passato (che comunque ricordo sempre come uno dei periodi più fantastici della mia vita) con relativo pianto disperato liberatore (ho in casa il DVD dell’ultima stagione ma non oso guardarlo quasi mai per evitare di piangere in quel modo incontrollabile e visto dal di fuori onestamente IMMOTIVATO).

Perché vi ho raccontato questa storia? Forse per spiegarvi perché questa rubrica si chiama MOM&the city.

È più chiaro ora??

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La nascita di Gesù

Quest’anno che mia figlia ha 3 anni questo periodo natalizio si sta rivelando davvero speciale. Lei interagisce in modo pazzesco ed è curiosissima e, quando a casa abbiamo fatto il Presepe mi ha letteralmente subissato di domande. E perché? E quando? E chi?

E così ho iniziato a raccontarle “la storia di Gesù quando è nato”, come dice lei.

Ho preso spunto da un piccolo libricino per bambini che ho trovato a Symbolum che mi è piaciuto molto, non solo per le dimensioni piccolissime che lo rendono maneggevole e piacevole da leggere e da portare anche a spasso ma anche per i disegni veramente ben fatti ed esplicativi. Si chiama “Il Natale” e fa parte della collana “La mia Bibbia a raccontini” che comprende diversi libricini con le parabole più importa

Quest’anno che mia figlia ha 3 anni questo periodo natalizio si sta rivelando davvero speciale. Lei interagisce in modo pazzesco ed è curiosissima e, quando a casa abbiamo fatto il Presepe mi ha letteralmente subissato di domande. E perché? E quando? E chi?

E così ho iniziato a raccontarle “la storia di Gesù quando è nato”, come dice lei.

Ho preso spunto da un piccolo libricino per bambini che ho trovato a Symbolum che mi è piaciuto molto, non solo per le dimensioni piccolissime che lo rendono maneggevole e piacevole da leggere e da portare anche a spasso ma anche per i disegni veramente ben fatti ed esplicativi. Si chiama “Il Natale” e fa parte della collana “La mia Bibbia a raccontini” che comprende diversi libricini con le parabole più importanti che hanno caratterizzato la storia di Gesù raccontate in forma di favoletta.

E così, partendo da questo libricino, considerando che durante l’ora di religione alla scuola dell’infanzia la maestra sta dando anche un’infarinatura su Gesù e i vari personaggi del presepe, e condendo la storia con gli elementi classici che sono il punto fermo di ogni favola che mia figlia è abituata ad ascoltare, ecco la nostra storia della nascita di Gesù.

“C’era una volta, tanto tanto tempo fa, in un paese molto molto lontano chiamato Nazaret, una bellissima fanciulla di nome Maria che abitava in una piccola casetta insieme alla mamma e al papà ed era molto buona, dolce e gentile con tutti. Un giorno, proprio perché era buona, dolce e gentile con tutti, Maria ricevette la visita di un angelo del Signore che si chiamava Gabriele e le disse: -Maria, sei così buona e brava..sarai anche una brava mamma. Avrai un bambino che si chiamerà Gesù. Egli è il Figlio di Dio e porterà la salvezza agli uomini!

Maria non sapeva cosa pensare e aveva tanti pensieri, ma poi disse: -sia fatta la volontà di Dio! E corse a dare la notizia a Giuseppe, che era il suo sposo.

Anche Giuseppe non sapeva proprio cosa pensare e aveva tanti pensieri, ma un angelo gli apparve in sogno e gli disse: -Giuseppe,stai vicino a Maria e al bambino perché quel bambino è il Figlio di Dio e porterà la salvezza agli uomini!

E così anche Giuseppe decise di fare la volontà di Dio.

Così a Maria venne un pancione grosso così perché dentro c’era Gesù ed era molto felice.

Un giorno, però, Maria e Giuseppe dovettero partire per un lungo viaggio e così presero il loro asinello, perché all’epoca non esistevano le macchine, e partirono. Cammina cammina, cammina cammina, a un certo punto, arrivati nella città di Betlemme, Maria disse a Giuseppe: -Giuseppe, Giuseppe, dobbiamo fermarci, perché il bambino vuole nascere!

Così Giuseppe andò subito in cerca di un posto in un albergo, ma non trovò nulla…non c’era posto per loro perché gli alberghi erano tutti pieni e così l’unico posto che riuscirono a trovare fu in una grotta che era anche una stalla dove faceva molto freddo e c’erano un bue e un asinello. Così Giuseppe e Maria si sistemarono, e lì finalmente nacque Gesù.

Quando nacque, Gesù era piccolino e bellissimo e tutti furono molto contenti. Gli angioletti in cielo fecero una grande festa e poi alcuni di loro scesero sulla terra e andarono a dire ai pastorelli che pascolavano le loro pecore vicino alla grotta: -oggi è nato un bambino speciale!andate a salutarlo!

E così i pastorelli lasciarono i campi e andarono a salutare Gesù.

Andarono a salutare Gesù anche tre re molto importanti, i Re Magi, che abitavano in un paese molto molto lontano, chiamato Oriente. Ai Re Magi piaceva osservare il cielo, la luna e le stelle e un giorno avevano notato che in cielo c’era una stella più bella delle altre, più luminosa delle altre, più grande e con una lunga coda e che camminava, la stella cometa. Allora pensarono: -questa stella annuncia la nascita di un nuovo re. Dobbiamo vedere dove sta andando..seguiamola!

E allora presero i loro cammelli e iniziarono a seguire la stella cometa che si fermò proprio sopra la grotta dove era nato Gesù. E così anche loro poterono salutarlo e gli portarono dei regali molto preziosi: oro, incenso e mirra, regali degni di un re.

Dopo aver salutato Gesù, i Re Magi se ne tornarono a casa loro e anche Gesù con la mamme e il papà se ne tornò a casa sua a Nazaret e lì crebbe bello, buono, dolce e ubbidiente e aiutava la mamma nei servizi di casa e il papà, che faceva il falegname, nel lavoro.

E vissero tutti felici e contenti…”

Buon Natale!

CARE PACKAGES : LA MODA DEL “PACCO” IN VERSIONE “MOM”

Un mio amico “di su” una volta mi disse: “Riconosci chi “vien da giù” dalla valigia. Ha un profumo di prodotti nostrani che le altre valigie non hanno”. Di kit di sopravvivenza, credo che le nostre mamme siano esperte, e chi di voi ha studiato o ha vissuto diverso tempo fuori Matera penso che sappia cosa voglio dire.

Dal primo giorno in cui ho messo piede fuori di casa per trasferirmi a Milano, poi ad Alicante, poi a Madrid e di nuovo a Milano, tutte le mie certezze alimentari (a quel tempo il pane di Matera rientrava ancora ampiamente nei miei “alimenti consentiti) e casalinghe sono venute meno. Ma mia mamma era là. Col suo pacco. Con l’indirizzo scritto a mano. Con i 10 litri d’olio (“scusa se è poco ma non sapevo se avevate spazio!!”), il pane di Matera immancabile (adesso lo manda al mio fidanzato), i sughi e ragù con l’etichetta e pronti ad accompagnare le insipide paste di mais. Di pacchi ce ne sono poi diversi, a seconda delle mamme. Tra quelli che ho visto arrivare e quelli che ho ricevuto, ho tirato fuori almeno quattro casistiche:

pacco “ti faccio la spesa”, dove oltre ai prodotti nostrani difficilmente reperibili qui, spuntano gioielli della standardizzazione come salamini negroni o il tonno all’olio d’oliva, cosa che ti fa esclamare “mamma, tutto buonissimo ma perchè il tonno? Quello posso comprarmelo all’Esselunga!!!”

pacco “incoraggiamento”, dove in realtà paste al forno e melanzane sott’olio sono in secondo piano rispetto alla lettera o bigliettino che recita “mi raccomando, noi qui facciamo tutti il tifo per te”

pacco “salvaspazio”, ovvero i pacchi che genitori e figli si scambiano con il cambio di stagione estivo/invernale per evitare un’esplosione degli armadi, sempre più stretti nelle case in affitto. In mezzo a scarpe, t-shirt e pantaloni c’è sempre il modo di infilare almeno una salsiccia!

pacco “chic”, dove il cibo sparisce oppure è irrilevante rispetto alla mole di prodotti di bellezza o libri, riviste e giornali (ho sentito da amici di amici di persone che ricevevano dai genitori, mentre erano in Erasmus, intere collezioni di Vogue e altri magazine direttamente dal loro Paese). Il pacco chic da noi non è ancora molto diffuso, per ovvi motivi, ovvero come rinunciare alle scamorze?

C’è poi il rituale della telefonata: “E’ arrivato il pacco?” “Come sò arrivate le melanzane? E le mozzarelle? Mettile subito fuori..” e mentre le domande continuano, nella mia testa riesco solo a pensare alle parole “grazie mamma”, con la bocca piena di mozzarella, fette di torta o di salame a seconda dell’orario in cui si riceve il Sacro Graal.

Con l’era del web era naturale e prevedibile che l’abitudine dei “pacchi” (quelli che si inviano non quelli che si tirano :D) si spostasse su web e mobile, con idee e fabbricazioni sempre più artigianali, visto il crescente fenomeno dei Makers e del DoItYourself (in cui le nostre nonne avrebbero da dire la loro!). La cosa che accomuna – o che ha accomunato – in genere il discorso pacco è la sua destinazione d’uso. I care-packages, ovvero “pacchi-mi-prendo-cura-di-te” come li chiamano negli USA, sono di solito inviati dalle mamme per i figli lontani per via di college, carriera militare o lavoro.  Ma il  “prendersi cura” sta cambiando progressivamente destinatario, estendendosi anche ad altri target tra cui quello delle “mamme” ed in particolare le neo-mamme. Un esempio su tutti è Citruslane, una versione e-commerce dei pacchi “di Franco” e simili, ovviamente declinata in versione americana quindi bei disegni, bei prodotti, bel contenuto, bello tutto. Screen-shot-2012-07-19-at-10.00.29-AM Citrus LaneSi dà il caso che Mauria Finley, la fondatrice del servizio, sia stata un “cervello” della Silicon, lavorando attivamente con aziende del calibro di AOL, Paypal o E-Bay. Ad un certo punto ha voluto dare un “twist” alla sua vita, ed invece di fare la casalinga a tempo pieno nel 2010 inventa una startup il cui obiettivo è supportare il compito di mamma e papà con pacchi mensil, contenenti prodotti e campioncini altamente raccomandati dai membri della community, che sono a loro volta mamme e papà. Pacchi che giocano sull’effetto sorpresa da un lato, sullo smartbox dall’altro e sul “care package” per l’appunto. Come Mauria stessa scrive, “quando sono rimasta incinta dei miei due bambini ho chiesto alle mie amiche e altre mamme quali fossero i migliori prodotti per loro. Dopo aver passato ore di ricerca e shopping, ho pensato che tutto quello che volevo eraqualcuno che facesse quel lavoro per me. Qualcuno di cui fidarmi”. Da qui la nascita di CitrusLane. L’obiettivo dell’azienda è che le mamme di ogni Paese possano trovare sempre un pacco sorpresa contenente prodotti realmente utili nel loro day-by-day con i piccoli, senza bisogno di shopping e consegnati mensilmente fin dietro la porta di casa.Citruslane è un servizio ad “abbonamento”. Ci si abbona per 2, 4 o 6 mesi. Ci si iscrive, si inserisce l’età del bambino ed il suo nome (per avere dei prodotti il più personalizzati possibile), si sceglie il tipo di abbonamento e si aspetta il corriere. IMG_5678 I pacchi sono spesso tematici o stagionali, per esempio “Back to School” a Settembre, “Fun in the sun” per l’estate e così via. Dentro, prodotti di differenti tipologie, dal cibo ai prodotti d’igiene, gadget e giochi e persino vestiti o coupons: a metà tra i campioni omaggio, i cofanetti preconfezionati dei grandi (vedi set Chicco o Avent ) e gli smartbox esperienziali, i pacchi possono anche contenere buoni sconto per ristoranti, palestre o negozi indicati per mamme e papà. I prodotti sono raccomandati dal board Citruslane, composto da mamme e papà come noi.L’idea pare che funzioni alla grande, se sulla stessa scia sono (ri)nati pacchi di tutti i tipi, tra cui quelli sorpresa di Kiwicrate, azienda che fa lo stesso di Citruslane declinandolo sul giocattolo e la creatività. Schermata 2013-12-10 alle 13.03.03Questa dei pacchi è ovviamente la scoperta dell’acqua calda, ma potrebbe essere un’ottima tendenza da riportare in luce, togliendo di mezzo il concetto del “soldo” che ci si può ricavare, ma prendendo ad esempio Paesi come la Finlandia, dove alle mamme viene donata una scatola di cartone oppure un premio in denaro, ed il 95% sceglie la scatola di cartone.Non posso dilungarmi sul perchè in quanto ci vorrebbe un articolo a parte e la poesia del caso, (queste scatole di cartone che dal 1930 percorrono tutta una storia e arrivano alle mamme di oggi rinnovate nell’uso e nel concetto, dopo 75 anni diventano un rito, un passaggio alla vita, e arrivano a risolvere persino un problema sociale come la mortalità infantile – in Finlandia 65 su 1000), per cui se avete due minuti date una letta qui e mi saprete dire. Ma in Italia – Paese dei Pacchi per eccellenza, persino in televisione – com’è la situazione?

Da una ricerca rapida su internet ho trovato solo dei pre-set in tutto simili alle valigie new-born di Chicco e company, quelle insomma contenenti dei “necessaire”, prodotti per altro dalla stessa azienda. Poi sono venute fuori due piccole illuminazioni, sulle quali care MOM dovremmo riflettere. Uno, perchè le idee non sono occorse a brillanti esperti della Silicon nè agli illuminati amministratori delle “democrazie di vetro”, ma negli uffici amministrativi dei comuni di San Benedetto e di Monte San Savino, provincia di Arezzo. Due, perchè potrebbe essere bello ripensarci in chiave locale.

Entrambi i progetti sono pensati per le neomamme, o meglio neofamiglie, ed hanno nomi semplici ma mirati: “Pacco Mamma” e “Progetto Ninna Nanna”.

maxresdefaultIl Pacco Mamma nasce perchè la provincia di Arezzo partecipa ad un progetto europeo sulle buone pratiche amministrative e sulla conciliazione dei tempi di vita e lavoro. All’assessore Carla Borghesi non sfugge in questa sede il caso appena citato della Finlandia. Senza pensarci due volte lo propone, e ad oggi due comuni della provincia aretina donano alle mamme un pacco del valore di 50 euro per ogni nuovo nato da ritirare in farmacia. Discutibile ma sensato che si regali, oltre ai prodotti, anche la Costituzione Italiana, ma complimenti. Sarà un caso che entrambi i comuni che aderiscono all’iniziativa abbiano dei sindaci donne? Schermata 2013-12-10 alle 12.25.19A San Benedetto invece, l’amministrazione spende già 5000 euro nel progetto Ninna Nanna, regalando un pacco di benvenuto per ogni neonato con prodotti per la prima infanzia e per le prime necessità di vita del piccolo, che i neo papà e mamme ritirano al momento della registrazione dei figli negli Uffici dello Stato Civile. Da quest’anno oltre al pacco anche una fidelity card con sconti per abbigliamento, ottica, alimentare e giocattoli, utilizzabili entro un anno dalla nascita del bimbo nei circuiti convenzionati. La fidelity tra l’altro non è solo per nuovi nati: possono ritirarla, aderendo all’inziativa, mamme e papà di bimbi fino ai 10 anni. In questo modo creano un circuito virtuoso in cui le famiglie sono stimolate ad incontrarsi tra loro e a incontrare le aziende del territorio, scambiandosi pareri ed esperienze e producendo conoscenza. Il che oggi non è poco. E qui viene la domanda: Perchè non replicare con le nostre amministrazioni locali queste semplici ma importanti iniziative? A quando un pacco MOM con i prodotti consigliati dall’associazione delle Mamme e dei Papà di Matera e in collaborazione con le amministrazioni locali, Comune e Provincia, già che ci stiamo candidando per questo 2019?  

Riprendiamo il nostro Vicinato, che ha dato vita all’intricata storia che ci appartiene, e che abbiamo scritta nei volti, nei tratti somatici e nelle espressioni facciali e lessicali. (Soprattutto quelle di sorpresa perché sta per arrivarmi l’ennesimo “pacco” pieno di leccornie locali…stavolta con la mia mamma e non con il corriere! A mercoledì prossimo MOMs!!)

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Un premio… Un libro!

…e anche per noi è arrivato il fatidico momento dell’ingresso nel mondo della scuola.

Dopo tre anni trascorsi sempre insieme non facevo altro che pensare al momento del distacco dalla mia bambina e non me ne davo pace perché dovevo essere abbastanza forte da non farle pesare niente e da farle prendere questo passaggio importante come una cosa normale.

Dopo un accurato “lavaggio del cervello” durato un paio di mesi sulle maestre che sono  dolci, gentili e bravissime a giocare (più brave di mamma!), sugli altri bimbi che avrebbe conosciuto che sanno fare tanti giochi nuovi, e dopo una visita all’asilo dove ci sono anche lo scivolino e le cucine “grandissime”, mia figlia si è quasi convinta e così abbiamo affrontato insieme il primo giorno.

Ma ogni traguardo, piccolo o grande che sia, soprattutto se raggiunto con serenità, merita un premio o comunque un rinforzo positivo.

E così, visto che mia figlia è un’amante dei libri come me, sono andata in libreria e lì ho trovato un libro che faceva proprio al caso nostro: ”Topo Tip non vuole andare all’asilo”.

Dunque, al ritorno da scuola le faccio trovare sulla sua sedia a tavola una confezione regalo con il libro da parte della “fatina dell’asilo” che premia i bimbi che sono stati bravi.

Che felicità quando l’ha scartato!

E per il sonnellino pomeridiano, abbiamo subito inaugurato il nuovo libro, ovviamente!

Topo Tip il primo giorno di scuola non vuole assolutamente lasciare la mamma per andare all’asilo e vuole stare con lei a casa a farle compagnia. La mamma, ridendo sotto i baffi, lo accontenta ma gli fa passare una mattinata così noiosa all’insegna delle faccende domestiche che il giorno dopo sarà il topino stesso che si sveglierà presto per andare all’asilo, nel timore (forse) che la mamma non lo accompagni.

Geniale! Geniale anche l’accento messo sul grembiulino che gli amici del topolino indossano all’asilo e grazie al quale “possono anche sporcarsi coi colori senza essere sgridati”…

Geniale che la mamma proprio quel giorno non abbia tempo per giocare con il figlioletto perché deve stirare e poi lavare i pavimenti e poi rispondere al telefono e parlare con la zia e poi deve andare a fare la spesa e incontrare la sua migliore amica a cui raccontare tante novità… Insomma, la mamma impegnata in tante faccende quotidiane in cui la mia bimba si è rispecchiata (anche se nella realtà il tempo per giocare con lei lo trovo sempre e sempre lo troverò).

E così quando mia figlia il giorno dopo era titubante sull’andare all’asilo perché molti bimbi piangevano e lei non voleva piangere, si è ricordata della noiosa mattinata di Topo Tip e ha cambiato subito idea dicendo che all’asilo poteva giocare sempre e nessuno la sgridava se si sporcava perché indossava il grembiulino.

Santo grembiulino! Ora lo vuole pure quando siamo a casa così non si sporca la maglietta!

Periodicamente rileggiamo questo libro durante la colazione o la merenda o al momento della nanna e per lei ogni volta è come se fosse la prima perchè si ritrova anche nelle attività fatte all’asilo che il piccolo topolino elenca al papà quando rientra a casa.

E poi mi dice: “mammina, ma domani mi porti all’asilo,vero?”

Della stessa collana ci sono anche: “Topo Tip non vuol mangiare”, “Topo Tip fa i capricci”, “Il Natale di Topo Tip”, “Topo Tip dice le bugie”, “Topo Tip mamma non andare a lavorare”, “Topo Tip non vuole dormire dai nonni”, “Topo Tip ma io volevo un fratellino!”, “Topo Tip non vuole lavarsi i denti”. Giusti per ogni occasione di crescita dei bambini…

Noi, per ora, abbiamo letto anche: “Topo Tip – oggi è il mio compleanno” e “Topo Tip non fa la nanna”. E sono certa che leggeremo anche gli altri…

(to be continued…)