La storia di Sofia

Oggi una frase di mia figlia mi ha fatto molto riflettere, dandomi lo spunto per questo articolo.

Avevamo appena iniziato le manovre di “imbarco” nel lettone per il sonnellino pomeridiano, quando lei mi dice: “mammina, è da tanto che non mi racconti una storia nuova!”

Era vero!

E’ nostra abitudine addormentarci mentre racconto fiabe, ma di solito leggo un libro di fiabe che Sofia sceglie in base al suo umore o semplicemente in base ai colori o alle figure. Ha la sua piccola libreria in camera e mi porta il libro che sceglie perché glielo legga.

Oramai, dopo aver raccontato le stesse fiabe centinaia di volte, le ha imparate a memoria e le sa raccontare benissimo, con la stessa intonazione di voce che uso io quando le racconto a lei.

E io, a mia volta, dopo averle lette centinaia di volte le ho imparate così bene che a volte gliele racconto a memoria. E guai a me se sbaglio! Subito mi corregge!

Ormai anche il fratellino le riconosce e ha le sue preferenze perché ci addormentiamo tutti insieme e le deve ascoltare anche lui.

Oggi pomeriggio, però, Sofia non ha trovato nessun libro che la ispirasse, e così ha voluto una fiaba nuova.

E io, che già di mio non ho molta inventiva e quella poca che ho viene messa a dura prova dalla stanchezza, non ho trovato da raccontarle nulla di meglio che la storia di Sofia:

“Sofia che nasce in una bellissima notte stellata d’estate, piccola e bellissima, amata e coccolata da tutti; che pochi giorni dopo essere nata va al mare e fa tanti bellissimi bagni e si diverte un mondo; Sofia che ride quando mi guarda e che inizia a parlare presto. Poi inizia a gattonare e a camminare e fa tante scoperte. Sofia che canticchia “il coccodrillo come fa?” e ride di gusto…Sofia che suona sempre uno xilofono e un pianoforte perché le piacciono  molto i suoni e impara ad andare in bicicletta perché deve scoprire il mondo. Poi Sofia che diventa una sorella maggiore ed è felice perché il fratellino le regala il pelouche di Peppa pig gigante; Sofia che canta le canzoncine al fratellino e gli fa le carezze e poi però, dopo le vacanze estive, diventa “grande” e va all’asilo e conosce tanti bimbi e si diverte a giocare e a impastare e a cucinare e a cantare tante canzoncine… ”

Il tutto, ovviamente, condito con tanti aneddoti della sua vita che, non so come, lei ricorda molto chiaramente.

E poi, ora che siamo in periodo natalizio, ha voluto sentire anche la storia della nascita del fratellino, che è nato una settimana prima di Natale.

Lei la ricorda molto bene…forse pure troppo per i miei gusti, visto che all’inizio non è stato proprio un bel periodo..

E lei mi ha detto: “mammina, le favole delle principesse sono belle, ma quella più bella di tutte è la storia di Sofia…me la racconti di nuovo?”

Felice io!