nostalgia, nostalgia canaglia

Ogni tanto penso al passato. per ricordare qualche episodio, qualche persona, qualche evento. O per provare a ricordare chi ero quando non ero mamma, come facevo a dormire 8 ore intere senza mai svegliarmi, come facevo a trattenere la pipì per tutto quel tempo, come facevo a non sentirmi sola senza qualcuno che mi volesse così bene e mi chiamasse così spesso.

In generale però non sono nostalgica e quello che mi interessa davvero è oggi, al massimo domani. Fare programmi a lunga scadenza non è cosa per me (solo per il mutuo ho fatto un’eccezione).

Però a volte succede qualcosa che non so controllare: un dettaglio, una frase, un odore, un sapore, una canzone… mi prendono allo stomaco come un pugno e mi scaraventano in una situazione passata obbligandomi alla nostalgia più profonda.

L’altra sera, mentre baby B. leccava le pecorelle del presepe, suo padre sparecchiava io facevo zapping per cercare qualcosa di interessante da vedere, è capitato.

Cambiando canale ho visto Carrie Bradshaw versione ultima stagione (quindi la mia preferita) e immediatamente, senza avere nemmeno il tempo di ragionarci, mi è venuto un atroce, nerissimo magone (a questo punto alcuni di voi sapranno di cosa sto parlando, altri invece staranno pensando: CHIIIIIII??? CHEEEEEE? Se siete nella seconda categoria google potrà aiutarvi).

Nella nostra casa di Pechino il cofanetto di tutte le stagioni di Sex&The City l’aveva comprato Masha, la mia amica e coinquilina ischitana. Onestamente non avevo idea di cosa fosse, ma cominciai a vederne una puntata ogni giorno, facendo colazione. Lo trovai leggero e superficiale abbastanza da poter diventare il mio svuotamente pre e post giornata pechinese folle affollatissima e impegnatissima.

Dopo tante puntate arrivai, ormai dipendente e affezionatissima fan, all’ultima stagione.

Le puntate in cui Carrie si trasferisce a Parigi pensando di fare la cosa più cool del mondo e invece si ritrova sola e triste, mi devastarono. Il suo pensare all’ex così lontano mi aprirono una voragine nell’anima e forse dopo tanto tempo, riuscii a guardare in faccia la realtà. In pratica la serie più scema del mondo mi aveva aperto gli occhi su me stessa e fu allora che decisi che il mio futuro non sarebbe stato là, che l’uomo che avevo deciso di perdere per provare a vedere com’era il mondo, era in realtà quello che amavo da sempre, da che ero una bambina. E l’unico mondo in cui volevo vivere era quello in cui potevamo stare insieme io e lui.

Tornare fu facile. Recuperare il tempo perso non tanto. Ma la storia e l’amore PER FORTUNA mi hanno dato ragione…..

Quindi vi dicevo che l’altra sera su LA7d davano tutta l’ultima stagione senza praticamente interruzioni pubblicitarie. Mandai padre&figlia in camera a giocare e mi feci un bel tuffo nel passato (che comunque ricordo sempre come uno dei periodi più fantastici della mia vita) con relativo pianto disperato liberatore (ho in casa il DVD dell’ultima stagione ma non oso guardarlo quasi mai per evitare di piangere in quel modo incontrollabile e visto dal di fuori onestamente IMMOTIVATO).

Perché vi ho raccontato questa storia? Forse per spiegarvi perché questa rubrica si chiama MOM&the city.

È più chiaro ora??

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4 pensieri su “nostalgia, nostalgia canaglia

  1. Imma

    Bellissimo……come capisco quanto hai provato e lo condivido appieno…grazie davvero x aver parlato e agito da donna che nn è solo mamma…..spesso mi capita di pensare che rischiamo di annullarci vestendo solo e sempre i panni di mamma di famiglia…..chissà…..soffrirò ancora della sidrome di Peter Pan?

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