Archivio mensile:dicembre 2013

La storia di Sofia

Oggi una frase di mia figlia mi ha fatto molto riflettere, dandomi lo spunto per questo articolo.

Avevamo appena iniziato le manovre di “imbarco” nel lettone per il sonnellino pomeridiano, quando lei mi dice: “mammina, è da tanto che non mi racconti una storia nuova!”

Era vero!

E’ nostra abitudine addormentarci mentre racconto fiabe, ma di solito leggo un libro di fiabe che Sofia sceglie in base al suo umore o semplicemente in base ai colori o alle figure. Ha la sua piccola libreria in camera e mi porta il libro che sceglie perché glielo legga.

Oramai, dopo aver raccontato le stesse fiabe centinaia di volte, le ha imparate a memoria e le sa raccontare benissimo, con la stessa intonazione di voce che uso io quando le racconto a lei.

E io, a mia volta, dopo averle lette centinaia di volte le ho imparate così bene che a volte gliele racconto a memoria. E guai a me se sbaglio! Subito mi corregge!

Ormai anche il fratellino le riconosce e ha le sue preferenze perché ci addormentiamo tutti insieme e le deve ascoltare anche lui.

Oggi pomeriggio, però, Sofia non ha trovato nessun libro che la ispirasse, e così ha voluto una fiaba nuova.

E io, che già di mio non ho molta inventiva e quella poca che ho viene messa a dura prova dalla stanchezza, non ho trovato da raccontarle nulla di meglio che la storia di Sofia:

“Sofia che nasce in una bellissima notte stellata d’estate, piccola e bellissima, amata e coccolata da tutti; che pochi giorni dopo essere nata va al mare e fa tanti bellissimi bagni e si diverte un mondo; Sofia che ride quando mi guarda e che inizia a parlare presto. Poi inizia a gattonare e a camminare e fa tante scoperte. Sofia che canticchia “il coccodrillo come fa?” e ride di gusto…Sofia che suona sempre uno xilofono e un pianoforte perché le piacciono  molto i suoni e impara ad andare in bicicletta perché deve scoprire il mondo. Poi Sofia che diventa una sorella maggiore ed è felice perché il fratellino le regala il pelouche di Peppa pig gigante; Sofia che canta le canzoncine al fratellino e gli fa le carezze e poi però, dopo le vacanze estive, diventa “grande” e va all’asilo e conosce tanti bimbi e si diverte a giocare e a impastare e a cucinare e a cantare tante canzoncine… ”

Il tutto, ovviamente, condito con tanti aneddoti della sua vita che, non so come, lei ricorda molto chiaramente.

E poi, ora che siamo in periodo natalizio, ha voluto sentire anche la storia della nascita del fratellino, che è nato una settimana prima di Natale.

Lei la ricorda molto bene…forse pure troppo per i miei gusti, visto che all’inizio non è stato proprio un bel periodo..

E lei mi ha detto: “mammina, le favole delle principesse sono belle, ma quella più bella di tutte è la storia di Sofia…me la racconti di nuovo?”

Felice io!

Il primo libro…

Finalmente ho trovato un po’ di tempo per buttare giù le mille idee che mi frullano in mente. La notte a volte è proficua, quando non si dorme..

Io amo leggere. E’ più forte di me, è un grande amore. Ho sempre dedicato tante notti alla lettura dei libri più disparati e in cambio ho ricevuto tanti momenti belli, di relax, di ilarità, di introspezione, di malinconia… Ogni occasione era buona per acquistare o farmi regalare un libro e ora mi ritrovo con una biblioteca di più o meno 400 libri. Tutti letti! Qualcuno anche due volte.

Da quando sono diventata mamma, dopo il riposo (ovviamente!), la cosa che mi manca di più è proprio leggere.

Non riesco più a concentrarmi su nessun libro perché quando inizio a leggere subito penso: “e se si svegliano?loro saranno freschi come due rose e io invece sarò uno zombie…meglio che dorma anche io!” E così rinuncio..

O meglio.. rinuncio a leggere i “miei” libri, quelli degli autori russi o francesi che mi piacciono tanto.

In compenso, però, grazie ai miei figli, ho riscoperto libri che avevo perduto nei meandri della mia mente, libri belli, dolci, semplici ma dal grande e forte significato che “aprono il cuore”.

Dopo i primi libricini di stoffa o adatti ad essere immersi nella vaschetta durante il bagnetto, quando Sofia ha compiuto sei mesi l’ho portata in libreria per scegliere insieme il suo primo libro.

Era grosso, con le pagine plastificate, rosso e dorato: “Coccole d’oro”: tante storie tenerissime sull’amore tra la mamma e i suoi piccini. Tutti animaletti, ovviamente. Illustrazioni a tutta pagina, molto colorate e ancora oggi, a 3 anni, Sofia lo sfoglia e mi dice :”mammina,ti ricordi questa storia?”

– la storia di Leoncina che compie gli anni ma non incontra nessuno che le faccia gli auguri perché tutti gli amici sono con la sua mamma a prepararle una festa a sorpresa…e che felicità quando lo scopre! Oppure la storia di Scoiattolino che si sveglia dal lungo letargo e ha tanta fame e la mamma gli fa trovare tante cose buone da mangiare, tra cui una grande torta di cioccolato! (Sofia adora imitarmi mentre preparo le torte, per questo è una delle sue storie preferite.)

Il motivo che mi ha spinto a comprare quel libro, allora, era perché mi sentivo un po’ “strana”, bombardata da più parti sul mio ruolo di madre, giudicata e sotto esame ogni momento e ad ogni pianto o sorriso della mia piccolina.. Avevo bisogno di qualcosa che mi desse la conferma che il ruolo di mamma è unico e nessuno si può sostituire a lei. E in questo libro dove ci sono tante storie che parlano del rapporto tra la mamma e i suoi figli ho trovato le risposte che cercavo e che hanno dato ragione al mio cuore..

Una Nursery per il Presepe Vivente 2013 a cura di MOM.

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Una nursery nei Sassi di Matera

durante il presepe vivente, edizione 2013

a cura dell’Associazione MOM

 

L’associazione Mamme Materane all’Opera,   dal 27 al 29 dicembre in occasione del Presepe Vivente che si terrà a Matera negli antichi Rioni Sassi, allestirà un spazio nursery  presso Piazza San Pietro Caveoso, nel rione Pianelle, dalle 16 alle 21.

presepe vivente matera     In tale spazio le mamme che saranno nei Rioni Sassi per la visita al Presepe Vivente o alla città di Matera, siano esse materane o provenienti da altre città, potranno fermarsi con i bimbi piccoli per allattarli, cambiarli o riscaldare la pappa. Potranno infatti usufruire di un angolo per l’allattamento, per il cambio dei bambini e per la pappa.

Vi sarà anche un angolo gioco per i bambini di 2-4 anni.

Per chi avesse bisogno di maggiori informazioni contattare Tina Festa 335 8185461.

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Nursery Mom , in Rione Pianelle. Nei Pressi di Piazza San Pietro Caveoso, Matera.

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Le madri non sbagliano mai

In questi giorni a casa fortunatamente siamo in una fase di “quiete” e quindi non mi sono soffermata a leggere un particolare libro con i miei figli.

Però alcuni episodi che sono avvenuti mi hanno fatto venire in mente di andare a cercare  nella mia libreria un libro che ho letto quando aspettavo Sofia: “Le madri non sbagliano mai” di Giovanni Bollea, grande neuropsichiatra infantile.

Devo dire che durante le mie gravidanze non ho letto nessun libro in particolare che parlasse dell’evoluzione del bambino nel pancione…per questo mi è bastato documentarmi su internet che offre diversi siti ad hoc molto esplicativi.

Leggendo di qua e di là, però, stavo prendendo consapevolezza di una circostanza delicata: quasi tutte le future mamme attraversano un periodo, quando sta per avvicinarsi il momento del parto, in cui sentono su di sé tutto il peso e la responsabilità di ciò che sta per avvenire e iniziano a sentirsi non all’altezza del ruolo fondamentale che devono ricoprire per il resto della loro vita.

E immagino che mio marito abbia avuto così l’idea di regalarmi questo libro…proprio per “tirarmi su” e darmi quelle certezze di cui avevo bisogno in quel particolare momento.

E direi che già il titolo era tutto un programma!

Ho riletto questo libro ora che sono mamma da 3 anni e 3 mesi e bis mamma da 10 mesi,  e quindi posso dirlo con certezza. E’ vero…le madri non sbagliano mai!

Consiglio di leggere questo libro non solo alle future mamme (ma anche a coloro che sono già mamme..io l’ho trovato molto utile anche ora per alcune conferme che mi ha dato), ma anche ai futuri papà. E non solo perché anche il ruolo del padre è trattato con oculatezza ed in modo adeguato all’importanza che ricopre nella vita dei figli, quanto perché ci sono i suggerimenti per una famiglia felice.

Nonostante non sia forte e “primitivo” come quello materno, il sentimento paterno rappresenta l’aspetto sociale implicito nel concetto di famiglia perché il padre interviene quando il bambino si appresta a scoprire il mondo.

E di questo ho trovato conferma ora che mia figlia ha iniziato la sua avventura scolastica alla scuola dell’infanzia…quando va il papà a prenderla da scuola, lei è ancora più orgogliosa rispetto a quando vado io perché può “sfoggiare” il suo papà con gli altri amici mentre quando vado io prevale il sentimento di tranquillità che emana da me.

Diciamo che anche l’orgoglio del padre aumenta a dismisura quando va a scuola e vede che gli amichetti di Sofia vanno subito a chiamarla dicendole che “c’è tuo padre!”, con quel tono che lascia trasparire il timore reverenziale che si ha nei confronti di una persona autorevole.

E quella dell’autorevolezza è un’altra “chicca”. Diversa dall’autoritarietà, è fondamentale che emani dai genitori che vogliono essere ascoltati e presi d’esempio dai propri figli.

E’ molto facile essere autoritari…ben più difficile è essere autorevoli e fare in modo che i nostri figli siano desiderosi di imitare le nostre parole e le nostre azioni perché le vedono e percepiscono come buone.

Tornando alla madre, il suo ruolo è il più importante almeno nel primo anno di vita del bambino; già dalla nascita la diade madre-figlio costituisce un’entità a sé che comunica con messaggi subliminali che sono estranei al resto del mondo e solo loro possono capire.

E la mamma, tralasciando la razionalità, deve agire con il proprio istinto materno perché emozioni e sentimenti sono l’alimento della vita affettiva del bambino almeno nel primo anno.

La madre è punto di riferimento che nutre, ama, cresce ed educa il proprio bambino e anche senza parlare, trasmette tutto al figlio per tutta la vita.

Un vecchio adagio recita: “la madre insegna ad amare, il padre a vivere”. Come? Tre sono le parole fondamentali: amore, esempio e ascolto.

Tutti i problemi che possono nascere nella famiglia sono dovuti soprattutto al poco ascolto.

E’ inutile cercare di apparire diversi da come si è: il figlio coglie il vero contenuto del genitore ed è sempre pronto a perdonare se si sente ascoltato!

Ed ecco allora alcune “ricette” scritte per noi poveri genitori in cerca perpetua di un equilibrio che permetta di far crescere sereni i nostri figli e allo stesso tempo continuare a lasciar vivere il nostro essere uomini e donne in continua evoluzione a prescindere dalla famiglia e senza provare il perenne senso di colpa.

Soprattutto le mamme che lavorano tendono a provare questo sentimento nei confronti dei figli e io per prima quando sono costretta a lasciarli (anche se li lascio ai nonni o alle zie) me ne vado col cuore in gola pensando che proprio in quel lasso di tempo in cui mancherò, loro avranno bisogno di me e delle cose più diverse che solo io potrei dare loro e nessun altro.  Per fortuna, però, non è così!

Tra le “ricette” che più mi piace c’è quella che suggerisce ai genitori di prendersi del tempo per curare la coppia: “…i genitori devono uscire almeno due volte alla settimana da soli (senza figli) ed ospitare amici in casa almeno tre volte al mese…”

Fondamentale è anche la cura del clima in casa: i genitori devono costruire un clima domestico in cui tutti sono felici di stare insieme.

Non a caso lo scopo del libro è quello di “… mostrare che fare il genitore è molto bello e facile…”

Occorre, però, tenere sempre a mente che i bambini hanno bisogno non soltanto del nostro affetto e della nostra simpatia, ma anche dei nostri sforzi per capire il loro sviluppo mentale…quindi occorre mettersi in ascolto.

Non è superfluo, allora, ricordare un decalogo suggerito alla mamme da una pedopsichiatra che a me è tornato molto utile:

1.       non dire semplicemente “non devi fare questo” se puoi aggiungere “ma fai quest’altro”;

2.      non chiamarli “capricci” quando si tratta soltanto di cose che disturbano;

3.      non interrompere qualsiasi cosa faccia il bambino senza dargli un preavviso;

4.      non “portare” a passeggio il bambino, ma vai a passeggio con lui;

5.      non esitare a fare delle eccezioni alle regole;

6.      non prendere in giro il bambino e non fare dei sarcasmi: ridi con lui e non di lui;

7.      non fare mostra del bambino agli altri e non farne un giocattolo;

8.     non credere che il bambino capisca ciò che dici solo per il fatto che tu lo capisci;

9.      mantieni le tue promesse e non farle quando sai di non poterle mantenere;

10.  non mentire e non sfuggire alle domande.

Trovo rassicurante avere un “canovaccio” da seguire nei momenti di buio e sconforto che sono così frequenti soprattutto con i bambini piccoli e soprattutto per noi mamme è bello sapere che “…se è difficile che una madre sbagli, è vero che qualora sbagliasse le conseguenze non sono in generale così gravi…”

Buona lettura…

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Cronaca di una mattinata (rumorosa) come tante…!

di Margherita Ninni

“Ciao, accendo i termosifoni, spegnili tu quando ti alzi”… ore 5:40… inizia così la mia giornata.
“Ok buon lavoro”-… vorrei dormire un altro po’… ma inesorabile il rumore della prima corsa della littorina mi incute un senso di….”echestressstotrenodiprimamattina”…

Va beh… chiudo gli occhi… manca ancora una mezz’oretta , posso sonnecchiare ancora un po’… ma la mezz’oretta chissà perché passa in 5 minuti…. e suona la mia sveglia: “Good morning… papapapapa…. good morning….” LA ODIO… dovrò decidermi prima o poi a cambiarla… e il bello è che non posso neanche scaraventarla a terra come si vede in certi film… no non posso proprio… rimarrei senza telefonino visto che lo uso anche per questo motivo!
Ok ok mi alzo basta che stai zitta! Incominciamo…

Lavarsi vestirsi preparare le robe e tutto l’occorrente per la giornata… e… svegliare i figli… puntuale alle 7!!! “SVEGLIATEVI CUCCIOLOTTI… PICCOLINI….VI VOLETE ALZARE SI O NOOOOOOOOOO!!!!!!!!!
Bene vi preparo la colazione… tutti in piedi finalmente (come 3 zombie)!
“mammaaaaaa io c’ho sonno!” “mamma io voglio gli altri cereali” “mamma non trovo le pantofole” mammaaaaaaaaaaa………… basta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

C’è da dire che esercito la voce di prima mattina! Ok colazione fatta…. passiamo alla fase lavaggio. Tutto sincronizzato… altrimenti se perdiamo l’attimo giusto non ci ritroviamo più…. ultima fase…vestiti e grembiulini per tutti…. pulizia del nasino, spray contro i pidocchi – che non si sa mai e poi prevenire è meglio che curare – ok… manca poco… mi guardo intorno – letti disfatti, tazze della colazione sul tavolo e qualche gioco dell’ultimo minuto prima di uscire già in giro per casa… apro le finestre, spengo i termosifoni, infiliamo i giubbotti… E VIA…. lascio i piccoli alla scuola dell’infanzia, il grande alla primaria….via lucana alle 8e15 del mattino… e qui non mi esprimo… musica a tutto volume nella mia macchina con i finestrini chiusi naturalmente (sembro una pazza non lo nascondo, ma la musica mi da la carica per affrontare la giornata)… arrivo sul posto di lavoro… e …. 27 bambini che sembra si siano drogati con redbull-ti-mette-le-ali di prima mattina mi aspettano… ciao maestra!!!!!!! ma perché gridano così???

E sono già stanca… ma è normale secondo voi???!!!!

Però amo la mia vita, il mio disordine… i miei figli e mio marito più di tutto il resto e non cambierei mai le mie giornate rumorose con nessun minuto di silenzio del mondo!

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Piccole mogli crescono…

megafono

 

 

PPPPPIIIIIIIIIIII STAAAAAI USCEEENDOOOOOOO??

 

… … …   …   … silenzio assoluto … … … … …

 

Elide ma papino non mi ha sentita?
no mamma se lo chiami solo una volta non serve a niente. Devi chiamarlo tante e tante volte e poi risponde!

 

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