Sicurezza delle e nelle scuole

Scusate, se questo mio articolo di oggi è più una riflessione ad alta voce che un testo strettamente tecnico giuridico, ma in in questi giorni si muovono nella mia testa due pensieri. L’uno è legato ad una parola “sicurezza”, l’altro ad una data il “23.11.1980”.

Sono – come sapete già – materana di adozione. Il 23.11.1980, poco meno che decenne, in quel di Putignano, vivevo per la prima volta l’esperienza della terra che balla…. Piccolina, certo, ma ricordo ancora benissimo le immagini del disastro, le case distrutte, le persone senza più un tetto, gli aiuti, la raccolta di cibi, coperte, giocattoli… tutto di “riflesso”: fortunatamente la mia terra non aveva subito alcun danno.

Foto di Remko Tanis

Sono passati 33 anni da allora ed oggi vivo qui in questa terra “ballerina” e catalogata come “zona a rischio sismico” ed oggi soprattutto sono mamma, ed in quanto tale non posso che pensare e riflettere ed interrogarmi ancora una volta sullo stato di sicurezza in cui cresce e crescerà il mio piccolo.

Sicurezza” … che bella parola! Deriva dal latino “sine cure” senza preoccupazione!
Una parola!!!

Ma oggi, se ballasse ancora la terra, le nostre case, ma soprattutto le nostre scuole, reggerebbero al ritmo o si piegherebbero su se stesse, come degli stracci troppo bagnati e vecchi? Ci troveremmo di fronte ad un altro disastro annunciato (come -purtroppo- molti ne viviamo negli ultimi tempi)?

Ebbene ho letto e scoperto che in Italia, l’edilizia scolastica è ad alto rischio da tempo. Un edificio su sette ha lesioni strutturali ed uno su cinque presenta distacchi di intonaco.
Ma ho anche letto e scoperto che il Dipartimento Infrastrutture ed il governo regionale della Basilicata hanno adottato un “programma di messa in sicurezza e miglioramento del patrimonio scolastico regionale” finanziato per un importo di oltre 35 milioni di euro assegnati alla Basilicata con delibera Cipe88/2012 (Fondo per lo sviluppo e coesione 2007/2013). Saranno realizzati 101 interventi in molti Comuni Lucani, e precisamente quelli di cui ad un elenco allegato.

Con il detto piano, si dovrebbe concludere (!) il quadro di messa in sicurezza degli edifici scolastici lucani. Sono state svolte indagini, perizie, controlli, pianificazioni, nel contraddittorio di tutti gli enti interessati (questo ho letto sui giornali, e non ho motivo di dubitare che tanto è stato fatto bene ed in trasparenza). I detti finanziamenti si andranno ad aggiungere a quelli già stanziati a favore del Comune di Matera (per l’Istituto Torraca e la Scuola di via Bramante, ITG Olivetti ed il Liceo Dante Alighieri).

Bene, è certamente una bella, bellissima notizia.
E’ chiaro che ora si tratterà di verificare, monitorare, controllare se questi finanziamenti stanziati saranno bene utilizzati ed impiegati integralmente, nella speranza che non si “fermino” in qualche tasca impropria per colpa di qualche scellerato.

La “sicurezza” delle scuole e nelle scuole, però, non è solo ‘”antisismico”…. è anche impianti elettrici ed antincendio efficaci e a norma, è anche maniglie antipanico, agibilità vera e realeQualche giorno fa le mamme raccontavano che molte scuole della nostra città sono “vecchie e malandate”, ci piove dentro… sulla testa dei nostri bambini.

Cerco e cerco in quell’elenco, ma non trovo nessuna scuola materana ammessa al finanziamento, il che presuppone che nell’indagine condotta non hanno riscontrato alcuna “criticità strutturale” nell’ambito di queste scuole.

Ma come?!? Nei comunicati si parlava di “concludere il quadro di messa in sicurezza”?!?
E allora mi viene da dire, con rabbia e disappunto, la “sicurezza”? Non è altro che una bella parola! I finanziamenti non sono mai sufficienti! Eppure parliamo di bambini, di scuola, del nostro futuro.

Noi genitori dovremmo avere la pazienza ed il tempo di far sentire la nostra voce, di non rimanere in silenzio nell’attesa che prima o poi le istituzioni facciano qualcosa, dovremmo avere la volontà di comunicare con loro, di raccontare i disagi, di rammentare lo stato delle cose, di chiedere e chiedere e continuare a chiedere. Ed ancora chiedere, chiedere, chiedere … per i nostri figli.

Ma come? Un comitato magari, che abbia come scopo proprio questo…. la sicurezza dei nostri figliChe cosa è un comitato? Un comitato è un’organizzazione volontaria di persone, che intendono promuovere il perseguimento di scopi collettivi ed esterni ai promotori, utilizzando mezzi finanziari raccolti mediante oblazioni o pubbliche sottoscrizioni.
E’ vero, non possiamo certo proteggerli per sempre, prima o poi affronteranno da soli il mondo, il nostro però, quello che gli lasceremo in eredità. Mi piacerebbe avere la possibilità di potergli dire un giorno “caro amore mio, mamma c’era, ha fatto qualcosa, ha affrontato il problema per te”. Magari …. ci riuscirò.

Buona giornata a tutti.

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