Premaman e non solo: ecco il capo che vi libererà dalle taglie!

Finalmente posso raccontarvi anch’io un’esperienza reale accadutami durante un viaggio a Roma un paio di settimane fa – uno di quei viaggi da “padreconlavaligia” di cui bene ha parlato il Duca qui, e che sempre più spesso capitano anche alle mamme -. Un’esperienza che è stata un incontro, uno spunto, e un appunto sul quaderno: ”la gente deve sapere!” (sic). Cosa c’entri questa esperienza con un articolo che parlerà di moda, e di moda premaman, ve lo spiego dopo. Dobbiamo fare un passo indietro.

Ricordo ancora la sensazione, immensa quanto all’atto pratico anche scomoda, del mio corpo che raddoppiava mese per mese, fino a raggiungere (nella mia testa) la dimensione dei leoni marini, proprio quelli che avevo visto così da vicino laggiù, quando ignoravo di avere una vita in pancia. Non ero un leone marino, ma i miei bei 20 chili li ho messi su, e per me che vivo nella patria del jeans supersupersuperskinny con ballerina non si può certo dire che sia stato facile trovare capi che mi contenessero bene. Col risultato che ho sfondato e sformato tutte le mie canotte S, oppure uscivo con improbabili palandrane taglia L che facevano presupporre un plurigemellare.

Ed eccoci all’esperienza, che più che di moda in sé parla di donne, genio e imprenditorialità. A Roma, non saprei dire neanche come, mi ritrovo ad un certo punto a casa di un caro amico a discorrere di varie amenità con Barbara, architetto, fondatrice insieme a Francesca di un concetto di abito che ancora non avevo mai sentito. Gli architetti fanno abiti? Di più, li progettano. Con tanto di brevetto d’invenzione. Il brevetto di Barbara e Francesca, che mi ha sinceramente emozionato e per cui da quel momento faccio il tifo, è un capo progettato con una missione ben precisa: sdoganare il corpo dalle taglie. Un capo senza taglia? Sì, un capo senza taglia, che si indossa dalla 34 alla 48, o nel caso che citavo prima, dal secondo al nono mese. Lo stesso CAPO!

Immaginate di sovrapporre due cerchi di tessuto dalla diversa consistenza, direi quasi complementare. Uno più strutturato e volumetrico, cucito insieme ad una striscia di tessuto morbidissima in seta elastica. Adesso, ritagliate con la mente un buco al centro dei due tessuti, in cui possiate infilarvici. Ed ecco a voi la RUOTA.

La Ruota nasce dall’esigenza di vestire donne diverse con personalità diverse, e si affida al totale utilizzo creativo di chi la indossa. Non ci sono modi precostituiti per indossarla o taglie in cui entrare: la Ruota segue il tuo corpo in tutte le tue esigenze (e trasformazioni, aggiungerei). Inutile dire che l’ho subito associata al premaman (mentre segnavo nel promemoria: ne voglio 5 per la seconda gravidanza) ma in realtà è un capo che oltre a essere per chiunque, alte-basse-magre-grasse-, è anche per tutte le occasioni. Basta differenziare i materiali e il modello rimane lo stesso. (E’ già in fase di ideazione persino la ruota da sposa!).

Ma come funziona questa fantasticheria? Barbara tornava giusto da un evento a Barcellona con la campionatura in valigia e a quel punto era d’obbligo provare: infilate la testa e le due braccia nel cerchio “magico” e inventate voi! Ecco le combinazioni che ho sperimentato io in dieci minuti: attenzione non ci sono spille, non ci sono cinture, la Ruota ha due asole ed è progettata per chiudersi naturalmente da sé!

Naturalmente quando poi Barbara ha lasciato me e la mia amica Irene sole a giocare (sì, a giocare!!) con i suoi tessuti non eravamo mica così brave! Ma con i tutorial/etichetta e per delle esperte in chiusure impossibili e di fortuna come noi mamme, diventa tutto molto semplice. Ovviamente voglio subito la mini Ruota per Argentina così per due anni sono a posto!!

Intorno alla Ruota sono nati nel frattempo prodotti complementari come giacche, cappotti per l’inverno, borse, e persino una linea da uomo con cravatte che cambiano e gilet che si allung/accorciano. Ovviamente il loro concetto di capo è che non esiste diritto e rovescio: ogni modello è indossabile da entrambi i lati e da entrambi dev’essere esteticamente bello da vedere.  Vi segnalo i più utili per le premamme e per le mamme in genere:

BIGBAG E’ una borsa che si modifica in diverse posizioni. Oltre ad essere fatta in materiale morbidissimo, può essere usata come monospalla o legata in modo da scaricare il peso su entrambe le spalle (di fianco la vedete indossata): ottima quando uno dei due avambracci è occupato a sostenere il peso dei nostri “leggerissimi” infanti ma anche per chi, come me, ogni volta che si piega a raccogliere calzine e scarpine abbandonate in strada dalla furfante, rovescia tutto il contenuto della propria sacca!!!

CAPPOTTO PER L’INVERNO Anche il cappotto naturalmente si modifica seguendovi. In lana cotta, con cuciture a taglio vivo che permettono di accorciare il capo secondo la lunghezza desiderata, ha una fascia in vita che consente diverse combinazioni di chiusure.

Per aiutarci nella scelta del modello riguardo a capi che hanno maniche ed altre componenti in cui sorge il problema “taglia” vero e proprio (giacche, pantaloni, tubini, magliette…) le ragazze propongono due tipi di donna, Audrey e Anita: due figure di donna diverse con esigenze diverse, per cui avremo in sostanza lo stesso capo riprodotto in due versioni, una che restituisce una vestibilità più avvolgente e l’altra più morbida e blanda. A pranzo volete essere la comoda Anita e alla sera un’Audrey ben fasciata dove serve? Scegliete i vostri modelli e trasformatevi a piacimento!

Non vi racconterò altro sul brand Santarella (anche il nome è geniale..) , per esempio non dirò delle monete dei viaggi, dei santini e dei cornetti napoletani, feticci con cui le due fondatrici personalizzano ogni modello e che rendono il capo ancora più esclusivo, così come ci sarebbe da raccontare che il brand ha già fatto innamorare persone di teatro, musica e cinema – persino Woody Allen! – perché non c’è il tempo né lo spazio, ma vi rimando alla loro pagina Facebook dove potete constatare che non ho inventato nulla e vedere altre donnine con la ruota! Al momento la collezione è acquistabile solo durante gli eventi che le ragazze organizzano in giro per l’Italia, perché un prodotto così se non lo vedi non ci credi che esiste!

Audrey & Anita

Ed è per questo che io volevo dirvelo in anteprima, e dirvi che in mezzo al ciarpame che è diventato il nostro Paese, qualche gioiellino imprenditoriale e tutto in rosa ancora da scoprire c’è eccome, il che fa ben sperare… che la ruota giri per tutte! Alla prossima MOM, e viva le Anita e le Audrey che sono in ognuna di noi!

– Ringrazio Barbara e Francesca per le bellissime foto che corredano questo post e la mia socia Irene per il composit delle mie combinazioni! –

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