Archivio mensile:novembre 2013

All I want for Xmas…is you

In generale non mi fido delle persone che dichiarano senza vacillare di non amare il Natale, di non volere dei figli PER SCELTA, di avere tutte le risposte alle domande della vita.

Io il Natale lo amo da sempre pur detestando l’inverno e il freddo (chi mi conosce lo sa BENE).

A Natale di 2 anni fa ero al 4° mese di gravidanza e già parlavo con la mia panza invisibile cercando di coinvolgerla facendo il presepe, l’albero, ascoltando le canzoni trite e ritrite che si ascoltano a Natale e vedendo “Love Actually” per la miliardesima volta.

Mi immaginavo mamma di un piccolo bambino (lo credevo maschio) da forgiare a mia immagine e somiglianza – illudendomi che veramente si potesse fare una cosa del genere.

(Apro un parentesi: le donne che aspettano il primo figlio e parlano di come sarà e di come lo educheranno mi fanno una tenerezza incredibile. Io pure prima di sapere che follia fosse avere a che fare con un essere microscopico completamente dipendente da te eppure così anarchico, con un carattere suo già formato che chissà da dove ha preso, insomma prima di scontrarmi con la durissima realtà, dicevo frasi deliranti del tipo: “no sai, io mia figlia dal primo giorno la metterò a dormire nel suo lettino nella sua stanzetta e quando dovrò allattarla farò io avanti e dietro dal suo lettino. La lascerò piangere finché si abituerà e capirà come funzionano il giorno e la notte. Mia figlia non prenderà il ciuccio” e altre cavolate del genere. Vedevo intorno a me la gente alzare gli occhi al cielo e dirmi “si, si certo. poi mi dirai …”).

Insomma già dal 2011 calcolavo quanti mesi avrebbe avuto mio figlio a Natale 2012 e realizzavo che sarebbe stato comunque troppo piccolo per capire ancora il senso di tutto quello che accade in questo periodo dell’anno.

Quindi già 2 anni fa sapevo che il momento giusto per coinvolgere per la prima volta mio figlio nell’atmosfera natalizia sarebbe stato il 2013, ai suoi 19 mesi. ED ECCOCI QUIIIII!

Mio figlio intanto non è un figlio ma una figlia, è cresciuta incredibilmente BIONDA e prevedibilmente monella. Cammina, corre, parla e canta. Tanto di tutto. Di giorno e di notte. Il suo cervello non si ferma mai. Spesso di notte ripete parole nuove sentite dalle persone o dalle canzoni. Invoca “LIBIO, LEGGELE (libro, leggere) nel sonno e altre cose strane del genere. La vita la eccita e lei non vuole perdere un attimo di niente perciò non dorme quasi mai. Chi la conosce sa che non si separa mai dai suoi libri né a casa né in giro. È tendenzialmente una simpatica intellettuale.

La guardo divertita crescere sana e forte e quest’anno per la prima volta capirò se anche il mo albero di Natale sarà sano e forte abbastanza per resistere agli urti della vita energetici che baby B. mette nel fare le cose.

Lei intanto canta Jingle Bells nella sua lingua anglo-bianchesca, nomina babbo natale tipo 1000 volte al giorno, invoca la neve guardando il cielo, sa dire love actually e in attesa di mettere l’albero, tira le foglie al Ficus.

Mi sembra pronta insomma.

Quanto a me, che dire più di questo? Ho tirato fuori il dvd di Love Actually e sono felice. Stanca morta ma felice. Con un futuro incerto ma felice. Una macchia di umido in casa ma felice. Con una macchina ammaccatissima ma felice. Con una famiglia speciale, perciò felice.

Dal Natale non ho mai voluto niente più di questo.

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Sicurezza delle e nelle scuole

Scusate, se questo mio articolo di oggi è più una riflessione ad alta voce che un testo strettamente tecnico giuridico, ma in in questi giorni si muovono nella mia testa due pensieri. L’uno è legato ad una parola “sicurezza”, l’altro ad una data il “23.11.1980”.

Sono – come sapete già – materana di adozione. Il 23.11.1980, poco meno che decenne, in quel di Putignano, vivevo per la prima volta l’esperienza della terra che balla…. Piccolina, certo, ma ricordo ancora benissimo le immagini del disastro, le case distrutte, le persone senza più un tetto, gli aiuti, la raccolta di cibi, coperte, giocattoli… tutto di “riflesso”: fortunatamente la mia terra non aveva subito alcun danno.

Foto di Remko Tanis

Sono passati 33 anni da allora ed oggi vivo qui in questa terra “ballerina” e catalogata come “zona a rischio sismico” ed oggi soprattutto sono mamma, ed in quanto tale non posso che pensare e riflettere ed interrogarmi ancora una volta sullo stato di sicurezza in cui cresce e crescerà il mio piccolo.

Sicurezza” … che bella parola! Deriva dal latino “sine cure” senza preoccupazione!
Una parola!!!

Ma oggi, se ballasse ancora la terra, le nostre case, ma soprattutto le nostre scuole, reggerebbero al ritmo o si piegherebbero su se stesse, come degli stracci troppo bagnati e vecchi? Ci troveremmo di fronte ad un altro disastro annunciato (come -purtroppo- molti ne viviamo negli ultimi tempi)?

Ebbene ho letto e scoperto che in Italia, l’edilizia scolastica è ad alto rischio da tempo. Un edificio su sette ha lesioni strutturali ed uno su cinque presenta distacchi di intonaco.
Ma ho anche letto e scoperto che il Dipartimento Infrastrutture ed il governo regionale della Basilicata hanno adottato un “programma di messa in sicurezza e miglioramento del patrimonio scolastico regionale” finanziato per un importo di oltre 35 milioni di euro assegnati alla Basilicata con delibera Cipe88/2012 (Fondo per lo sviluppo e coesione 2007/2013). Saranno realizzati 101 interventi in molti Comuni Lucani, e precisamente quelli di cui ad un elenco allegato.

Con il detto piano, si dovrebbe concludere (!) il quadro di messa in sicurezza degli edifici scolastici lucani. Sono state svolte indagini, perizie, controlli, pianificazioni, nel contraddittorio di tutti gli enti interessati (questo ho letto sui giornali, e non ho motivo di dubitare che tanto è stato fatto bene ed in trasparenza). I detti finanziamenti si andranno ad aggiungere a quelli già stanziati a favore del Comune di Matera (per l’Istituto Torraca e la Scuola di via Bramante, ITG Olivetti ed il Liceo Dante Alighieri).

Bene, è certamente una bella, bellissima notizia.
E’ chiaro che ora si tratterà di verificare, monitorare, controllare se questi finanziamenti stanziati saranno bene utilizzati ed impiegati integralmente, nella speranza che non si “fermino” in qualche tasca impropria per colpa di qualche scellerato.

La “sicurezza” delle scuole e nelle scuole, però, non è solo ‘”antisismico”…. è anche impianti elettrici ed antincendio efficaci e a norma, è anche maniglie antipanico, agibilità vera e realeQualche giorno fa le mamme raccontavano che molte scuole della nostra città sono “vecchie e malandate”, ci piove dentro… sulla testa dei nostri bambini.

Cerco e cerco in quell’elenco, ma non trovo nessuna scuola materana ammessa al finanziamento, il che presuppone che nell’indagine condotta non hanno riscontrato alcuna “criticità strutturale” nell’ambito di queste scuole.

Ma come?!? Nei comunicati si parlava di “concludere il quadro di messa in sicurezza”?!?
E allora mi viene da dire, con rabbia e disappunto, la “sicurezza”? Non è altro che una bella parola! I finanziamenti non sono mai sufficienti! Eppure parliamo di bambini, di scuola, del nostro futuro.

Noi genitori dovremmo avere la pazienza ed il tempo di far sentire la nostra voce, di non rimanere in silenzio nell’attesa che prima o poi le istituzioni facciano qualcosa, dovremmo avere la volontà di comunicare con loro, di raccontare i disagi, di rammentare lo stato delle cose, di chiedere e chiedere e continuare a chiedere. Ed ancora chiedere, chiedere, chiedere … per i nostri figli.

Ma come? Un comitato magari, che abbia come scopo proprio questo…. la sicurezza dei nostri figliChe cosa è un comitato? Un comitato è un’organizzazione volontaria di persone, che intendono promuovere il perseguimento di scopi collettivi ed esterni ai promotori, utilizzando mezzi finanziari raccolti mediante oblazioni o pubbliche sottoscrizioni.
E’ vero, non possiamo certo proteggerli per sempre, prima o poi affronteranno da soli il mondo, il nostro però, quello che gli lasceremo in eredità. Mi piacerebbe avere la possibilità di potergli dire un giorno “caro amore mio, mamma c’era, ha fatto qualcosa, ha affrontato il problema per te”. Magari …. ci riuscirò.

Buona giornata a tutti.

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Macchinina fai da te

Una pratica che mi affascina e mi entusiasma è l’arte del riciclo.

Mi affascina solo, perché raramente riesco a trovare il tempo e le attrezzature per darne corpo. Ma questa volta no, ho realizzato una macchinina partendo da un rotolo di carta igienica. Vi posto il passo-passo perché possiate farlo per i vostri figli o perchè quelli più grandicelli possano farlo da soli.

Questa pratica si perde nella notte dei tempi: una volta i giocattoli erano tutti realizzati in casa quindi per i nostri piccoli rappresenta un ritorno al passato e poi c’è il risvolto ecologico, altro importante insegnamento, per non parlare del valore delle piccole cose e della creatività insita in questi semplici gesti.

Ma veniamo al passo-passo. Questo il materiale impiegato:

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–          1 rotolo di carta igienica;

–          4 tappi di bottiglia;

–          1 stuzzicadente da spiedo (o anche due piccoli);

–          Forbici;

–          Punteruolo (io ho usato un bisturi, quello che uso per le mie creazioni dolciarie, ma può andar bene anche un cacciavite);

–          Tempera;

–          Pennello.

Ho forato il rotolo per introdurvi lo stecchino,

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e ho tagliato in due lo stecchino. Con un punteruolo di fortuna ho forato anche i tappi di bottiglia,

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ho ritagliato un cerchio sul rotolo

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e quindi l’ho dipinto (spazio alla fantasia)

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e per finire ho assemblato le ruote….et voilà!

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Divertitevi!

 

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Portare non significa trasportare

mammecanguro

Sono al terzo figlio sono quindi una “mamma esperta” ma vi posso assicurare che non si finisce mai di imparare. Al terzo figlio ho conosciuto il mondo MOM … sì il mondo e infatti mi si è aperto un mondo intorno. Non sono qui a parlare delle mie amiche MOM ma della prima cosa che mi hanno fatto conoscere: la fascia portabebè. Come al solito io mi incuriosisco delle novità e quindi ho fatto un po’ di ricerche dopo aver letto che la fascia non era il marsupio. Premetto che questa mia terza gravidanza è stata fatta e vissuta con l’idea che sarebbe stata l’ultima e quindi il completamento della mia famiglia … poi le vie del Signore sono infinite!!! Allora quando tu hai la convinzione che una cosa sarà l’ultima te la devi godere profondamente perché non la rivivrai più e per questo motivo (e dopo aver letto “E se poi prende il vizio”) avevo deciso, con Marco ancora in grembo (e forse anche un pochettino prima), che questo figlio lo avrei tenuto sempre in braccio che mi sarei goduta ogni singolo respiro più degli altri, se possibile considerando che continuo comunque a tenerli in braccio il più possibile ma crescendo pesano …
Allora tornando alla fascia comincio a leggere un po’ di cose, il vantaggio principale è che hai le braccia libere, con la fascia il bambino torna nel pancione e tu puoi fare tutto quello che facevi in gravidanza e cioè tutto ma con l’ingombro del pancione, questa mi sembra una cosa molto utile avendo io solo 2 braccia e 3 figli, poi ancora vantaggi per le anche che sono nella posizione corretta, vantaggi psicologici per il bambino e di relazione con i genitori, allora decido di comprarla nonostante il flop del marsupio che ho usato solo per pochi mesi e i miei cari intorno che mi dicevano che buttavo soldi per uno straccio …
Quando questo straccio lungo 5 mt arriva a casa comincio a fare esercizio usando Cicciobello, è bello giocare con i bambini, loro vengono trascinati dal mio entusiasmo e si sentono molto vicini a questa cosa e cominciano a usare sciarpe e foulard e a “portare” bambolotti, peluche e qualsiasi tipo di gioco anche i libri. Uso la fascia in gravidanza per alzare un po’ un pancione enorme e pesante e comincio a studiare vari tipi di legatura.

ciccio bello

Marco nasce e pesa 3 kg 820 ed è lungo 54 cm un bambinone. Comincio a giocare con lui e la fascia quando aveva 7 giorni e mi innamoro completamente del portare. Nel momento in cui Marco prende il posto di Cicciobello capisco profondamente che “portare” non ha niente a che vedere con trasportare e che la fascia e il marsupio sono entità non paragonabili …
Marco ha pochi giorni, ha bisogno di me, del mio contatto e sta perennemente attaccato al seno, come è giusto che sia, ma io ho anche gli altri bambini e appena lo metto in fascia si compie una magia … smette di piangere, si accuccia al mio seno e … si addormenta, si addormenta sempre, ogni volta che lo metto in fascia lui si addormenta! E io me lo tengo lì, me lo coccolo, lo abbraccio e lo bacio e lui è sereno vicino vicino al mio mento! Piccolissimo quando piange gli faccio vedere la fascia e lui capisce e già smette di piangere …
I bambini hanno bisogno di stare con la mamma (e col papà) è un bisogno innato, un bisogno primario dopo essere stati per 9 nove mesi in un guscio protettivo dal quale si sentono rumori esterni ovattati mentre è nitido solo il battito del cuore della mamma hanno bisogno di ritrovare questa intimità, non si viziano, non si abituano anzi imparano che la mamma è lì con loro sempre, che posso stare sicuri, che non hanno bisogno di piangere o urlare perché lei è attaccata a loro (oltre ai vantaggi per le eventuali colichette e per il senso dell’equilibrio). Ma la mamma si vizia … essì lei si vizia e come, un’intimità così profonda con il proprio bambino diventa indispensabile, sentire l’odore sotto il naso, accorgersi dopo ogni minima vibrazione del bambino di cosa ha bisogno è un’emozione nuova e della quale si riesce difficilmente a fare a meno. Quando mamma e bambino stanno così bene, sono così felici la cosa comincia a diventare contagiosa e allora Marco comincia ad essere portato dalla zia … che si emoziona nel vedere che un bambino di poco più di 2 mesi sta con lei accucciato per mattinate intere, viene portato dalla nonna, dal padre, da mia cugina/sorella col desiderio di provare quella emozione così intima e tenera!!!!!! … e nessuno pensa più che il bambino si possa viziare perché a una sensazione così bella è difficile rinunciare.
Con la crescita di Marco comincio a sperimentare altri tipi di fascia perché la fascia lunga è comoda per portare il bambini avanti e per i primi mesi è ottima perché permette al bambino di essere presente agli stimoli che arrivano dall’esterno ma se questi sono eccessivi e lo disturbano lui può rifugiarsi nella mamma e addormentarsi dolcemente, col passare dei mesi il bambino diventa più stabile e curioso quindi mettendolo sul lato si amplia la sua visuale e poi portandolo dietro il bambino ha la stessa prospettiva della mamma con il vantaggio sempre e comunque del contatto e del rifugio nella mamma in caso di stimoli troppo forti!

fasce

Non posso fare a meno di portare il mio bambino in fascia è un vizio che non voglio perdere, l’unico rammarico è quello di averla conosciuta solo ora e di non aver portato gli altri due anche se a volte lo faccio o perché Danilo si stanca a camminare o perché gioco con Gaia … a loro piace molto ma sono troppo grandi e pesanti …
P.S. non sapete quanto è più comodo andare al supermercato o a fare shopping con il bambino addosso senza l’ingombro dell’ovetto o carrozzino …
Questo post è pensato per invogliare le mamme a usare la pratica del portare infatti ho inserito qualche piccolo riferimento tecnico che si trova facilmente e in maniera più completa facendo semplici ricerche su internet, ma il mio intendo è soprattutto quello di trasmettere questa emozione così bella che ti permette di comunicare con tuo figlio in maniera serena anche nei difficili primi mesi di vita!!!!

E poi le legature sono così semplici da eseguire ….

legatura

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“E mo’ che ti regalo?”: 14 idee più o meno probabili dai best seller 2013 di Amazon

Prima di Argentina ricorrenze, compleanni e feste comandate erano un’occasione come un’altra per bere qualche drink di troppo e giustificare il mal di testa del mattino. Ma poi diventi mamma, e mentre i drink di troppo scivolano remoti nella memoria (il mal di testa del mattino resta lo stesso viste le notti insonni, ndr) entri nel circuito mamme vero e proprio, e per mamme intendo donne-informate-dei-fatti: le ricorrenze si moltiplicano (battesimo, compleanno, festa di Natale..) e con esse la ricerca dell’oggetto originale, del gadget che non ti aspetti, che magari è anche meno utile di una torta-pannolino ma vuoi mettere con la soddisfazione dell'”Oh-oooooh” di chi lo riceve? (E chi lo riceve, almeno fino ai tre anni, più che il bambino è la mamma del bambino, la quale sorriderà probabilmente davanti all’ennesima tutina, ma poi penserà alla partita di abiti che ha appena ricevuto da cognate, amiche, conoscenti e sotto sotto dirà “ok, ma questo non mi serviva, tra due mesi devo sostituirlo!”). È sempre più difficile accontentare mamme e bambini per cui il mio consiglio è “shockare” o “deliziare” (a meno che non vi si chieda espressamente: “vorrei/mio figlio vorrebbe tanto il prodotto tal dei tali, sai se vuoi comprarmelo tu evito di pensarci da me”).

Questi che porto alla vostra attenzione sono alcuni tra i gadget per bambini e infanti più venduti nel 2013 su Amazon, per cui qualcosa di buono devono avercelo avuto. Il gusto è prevalentemente americano, ma vediamo un po’ cosa potrebbe trovare una sua versione “spaghetti” e cosa invece è così palesemente lontano dalle nostre idee-regalo da farci dire immantinenti “lo voglio!! non so a cosa mi serva ma lo voglio!!” (ehm, quest’ultima sono io…)

Per riassumere quanto andrete a vedere, possiamo dire che il regalo “di tendenza” ruota intorno a due poli fondamentali. Il polo “natural”, che continua a farla da maggiore con tutta le serie di oggetti vintage, il ritorno al passato nei materiali e nelle forme, l’attenzione al biologico e al riciclo. Di contro quella che si va sempre più affermando, che ci piaccia o no, ovvero la tendenza al regalo high tech, da peluches che a momenti ti portano il piccolo al nido fino a misteriose palline comandate via iPhone. Oltre al mezzo, si modifica anche il fine: ovvero il regalo che inizia a “tirare” è sempre più quello con un fine intrinseco educativo, mentre la componente “emozionale” sarà sempre meno una caratteristica dell’oggetto “regalo” e sempre più dettata dalla fruizione dello stesso (realtà aumentata, contenuti digitali e on-demand, robotica, renderanno innovativo ed eccitante anche il più classico ‘giro-giro-tondo’).

Alla prossima Moms, e che la festa cominci!

kids gift

1. CLOCclocktimeK TIMEImparare l’orario non è mai stato così facile! Per bimbi dai 3 anni in su, questo gioco retrò sul tempo che fa tanto british insegna a posizionare le lancette su dei quadranti “muti” secondo le ore segnate da alcune sveglie digitali raffigurate in diverse card. Il gioco può anche diventare una sfida tra piccoli, specie in caso di sovraffollamento bambini come in compleanni e feste di Natale!

ecodough

 

 2. ORGANIC DIDOH Se proprio deve ingoiare il Didoh, che sia organico! Con questa plastilina ecofriendly e al 100% naturale non avrete più paura delle ingestioni dell’ultimo minuto. Bello anche il pack e disponibile persino in versione gluten-free! E viva il bio!

 

tatoos3. WEGALLERY – TATTOO TEMPORANEI Mi piace moltissimo quest’azienda per la capacità di aver sviluppato graficamente da favola un concetto molto semplice. I Wee sono dei disegni di animali e forme, che contengono pattern ripetuti e semplici in bianco e nero in modo da essere decodificati da bimbi anche di pochissimi mesi. Amo le loro raffigurazioni e non per niente le loro card si vendono anche al MOMA. Tra le diverse proposte ho trovato questi simpatici tattoo ecofriendly , applicabili e rimovibili con del semplice baby oil. Utili in caso di giochi di ruolo per feste e compleanni, cenoni e occasioni familiari che da noi comprendono tavolate anche di 20 persone!

soundbox4. SONAGLINI ECOFRIENDLY E COLORATI Una tradizione per il regalo dell’ultimo minuto a nuovi nati e infanti sono i classici  “plasticoni-sonaglio” in varie forme e colori. Questi che segnalo, in legno e materiali naturali, oltre ad essere esteticamente più belli di quelli standard hanno una trasparenza che permette ai piccoli di guardare il mondo attraverso diversi colori. Un primo passo verso i filtri di instagram, per intenderci.

wooden breakfast5. BREAKFAST SET IN LEGNO I vostri pargoli possiedono già una mini-cucina? Aggiungetegli un complemento stiloso come questo fantastico set da colazione interamente in legno, completo persino di macchina espresso. I loro giochi di ruolo non saranno mai così cool!

 

 

skater6. SKATER IN CASA Paura di mandarlo in strada o semplicemente assenza di spazi “verdi” e a misura di bambino nel posto in cui vivete (vedi Milano)? Niente panico: quest’accrocchio tecnologico riesce a simulare esattamente tutti i movimenti di una tavola da skate, comprese giravolte, salti, discese e dislivelli. Il tutto senza far muovere i vostri figli dalla loro camera!

 

microbi giganti7. MICROBI GIGANTI Nel mondo dei peluche troviamo un trionfo del brutto. No bamboline delicate ed orsetti dalla faccia compunta, la moda di oggi sono i mostri, più brutti sono e più i vostri piccoli li ameranno. Tra alieni, bestiole e animali della giungla inesistenti ho incontrato persino i batteri! Questi sono arrivati anche in Italia e personalmente ne ho presi già due (gli stessi che ho preso accompagnando mia figlia al nido: influenza e raffreddore).  Ogni peluche ricalca esattamente la forma del batterio che rappresenta e viene corredato di informazioni dettagliate sulla sua controparte reale. [Ecco come il filone “educativo” sta pian piano espandendosi anche su oggetti dal valore puramente affettivo, come i peluche -fino ad ora l’oggetto emozionale per eccellenza].

luce palle8-9. LUCI “AMICHE” Di luci giocattolo ce n’è un’infinità ed è spesso uno dei regali più utilizzati. Vi segnalo però due simpatiche alternative: una che si trasforma in un gioco, in quanto i bulbi sono vere e proprie palle luminose e staccabili dalla base, che non si riscaldano nè si rompono, adatte per giochi notturni ma soprattutto per i più timorosi del buio – le palle/bulbi sono temporizzate e si spengono dopo 30 minuti dalla “buonanotte!” L’altra proposta è una copia oversize delle autentiche gelatine a forma di orsetto. Utilità discutibile ma come non amarla, la mangerei!

markermaker

10. MARKER MAKER “Mamma, ho scambiato di nuovo i pennarelli con la compagna di banco!” Non più con questo geniale kit permette di personalizzare i propri colori creandoli da zero a seconda della tonalità che si vuole ottenere. Gioco altamente istruttivo, utile per la scuola ma soprattutto creativo e dall’alto potenziale di personalizzazione. Qui vedete meglio come funziona.

tubetoys

11. TUBE TOYS A metà tra i giochi educativi, lo stile retrò e l’ecofriendly, questi fantastici “tubi di cartone” sono capaci di trasformarsi in autentici modellini dei più comuni mezzi di trasporto, dalle macchine ai camion. Chic e amici dell’ambiente, da collezionare uno per uno!

 

magiball12. SPHERO ROBOTIC BALL Questa banale palla di gomma in realtà è un intelligentissimo robot, che viene telecomandato via smartphone o tablet. Scaricando alcune app, è possibile utilizzarla in diverse occasioni di gioco e svago, come vedete dal video: a seconda di quello che le si richiede, la “sphero” si comporterà da segnaposto, segnapunti, cursore, mouse o control remoto, pallina del cane, topolino a molla, automobile radiocomandata, boccia e così via. E va anche in acqua!  [Questo è il mio regalo di natale per una coppia di amici geek, ma anche per noi: non voglio perdermi la faccia di Argentina quando le mostrerò che la mamma sposta le palline con la forza del pensiero – e del telefono- !].

chalktrail13. CHALKTRAIL Artisti in famiglia? Fate del vostro bimbo il nuovo Picasso con Chalktrail, un accessorio contenente gessi colorati che, attaccato alla ruota posteriore della bicicletta, permette vere e proprie opere d’arte su strada grazie alla scia prodotta dal rilascio graduale del colore sull’asfalto. Sicuramente meglio il marciapiede che le pareti di casa!!

 

mem14. MYMMS Idea ottima per compleanni, battesimi e feste natalizie, particolarmente la befana: M&M’s personalizzati per tutti! Questo sito personalizza l’amatissimo cioccolatino con logo, scritte o disegni adattandole per le diverse occasioni. Addio confetti alla mandorla!

 

 

Tutti i prodotti citati sono disponibili per l’acquisto online su Amazon, che in questa sede non sempre ho linkato per rimandarvi alla “casa madre”.

E voi? Cosa regalerete per Natale ai vostri piccoli? Parliamone! 

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Fai ginnastica portandoti i figli con te!

Quante volte lo abbiamo pensato: “vorrei fare del moto, ma con i figli, questo fa parte delle rinunce obbligate”.

Vi racconto la mia esperienza: l’anno scorso ho sottoscritto un abbonamento annuale in una palestra. Fare movimento lo considero una distrazione e un bisogno fisico per la mia salute quindi mi sono lanciata in quest’impegno nonostante i miei due figli. Tuttavia, per ogni ora spesa lì, gravava su di me il peso del senso di colpa di lasciarli alle cure di altri che non fossi io, per fare cosa? Per andare in palestra! (“la vocina del diavoletto”) Per non parlare poi delle volte che vi ho rinunciato a causa delle varie influenze. Quindi, finito l’anno, ho detto basta! Aspetterò tempi migliori, ma con rammarico.

Mom phone cartoon

Un giorno, durante uno dei bellissimi incontri promossi dal gruppo MOM (se non ricordo male è stato quello con la nutrizionista), chiacchierando con le altre mamme, è venuto fuori l’argomento “palestra” perché tutte ne abbiamo bisogno, perché abbiamo la pancia, perché tutto del nostro corpo cede e….potremmo continuare in eterno, perché parlarne ci allena le mascelle e ci da l’illusione che anche solo questo ci tonifica. Però! “Però con i figli non si può!” “E quanto sarebbe bello portarseli dietro!” “E a Matera non c’è una struttura che lo permetta”: una palestra che consenta ad una mamma di allenarsi e contemporaneamente far divertire i propri bambini, perché quel tempo possa essere sfruttato per il benessere nostro e loro, senza sensi di colpa ma con soli benefici di tutti.

Se una mamma da sola è una potenza, potete immaginare cosa sono 5 o 6 mamme accumunate da uno stesso desiderio che si ritrovano a parlarne? Sono scattate le conoscenze personali, i suggerimenti logistici, una promozione marketing degna di una multinazionale (mo’ mi sa che ho esagerato!) per mettere su quanto segue.

istock_000011967689largeL’associazione “Raggio di Sole” di Matera lavora con due brave istruttrici che incontrano le mamme ed i bambini nei giorni del martedì e giovedì presso le sale della Parrocchia dell’Immacolata, in via Cererie alle 18.30 per le seguenti attività:

–          Corso di ginnastica a corpo libero, posturale, aerobica per le mamme

–          Attività di avviamento all’attività sportiva per i bimbi da 3 anni in su

da svolgersi in due locali differenti ma attigui. I bimbi più piccoli possono giocare semplicemente.

Nessuno sbrufferà per un bimbo che vorrà toglierci la palla ginnica o che piangerà senza motivo, per lui solo un buffetto su una guancia e sorrisi, perché siamo tutte mamme e i bambini ci inteneriscono per default. E poi, in questa “palestra speciale” succede anche questo:

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Dunque, non abbiamo più scuse per fare movimento e per dedicarci a noi stesse senza sensi di colpa.

Questi i costi (davvero contenuti!):

Costo di iscrizione €15 a persona (15€ mamma e 15€ bimbo)
Costo del mensile €20 mamma €15 bimbo.

Prevista una settimana di prova gratuita. Per ulteriori informazioni rivolgersi all’istruttrice Stefania Di Lena, questo il suo profilo FB: http://www.facebook.com/stefania.dilena.1?ref=ts&fref=ts

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La mamma è sempre la mamma

Chiedo scusa se il mio articolo  esce un po’ dal tema, ma oggi concedetemelo.

E’ trascorso un anno esatto da quel 18 novembre 2012. Hai scelto un giorno triste di pioggia per volare via.

Sapete, si dice che la mamma è sempre la mamma, ed è vero. Non c’è un’età giusta per fare a meno della mamma.

Quando si è piccoli ed indifesi, ci sono tante cose da imparare. Ma anche quando si è grandi abbiamo tanto bisogno di lei.

E te ne rendi conto, quando, come mi succede ancora ad un anno di distanza, prendo il telefono per chiamarti perché ho bisogno di un consiglio, di una ricetta, anche solo per sentire la parola giusta che una mamma ha sempre per un figlio.

Mi ha trasmesso l’amore per tante cose, ma soprattutto per la cucina. A casa nostra si respirava sempre un ottimo profumo per l’ora di pranzo. C’erano sempre degli invitati, molto spesso auto-invitati. Ma del resto era la sua più grande soddisfazione quella di dare piacere con il cibo.

Io oggi sono una mamma, ma non ho ancora smesso di essere una figlia.

Allora voglio condividere con voi la ricetta che più di tutte me la ricorda, che mi preparava sempre per fare merenda.

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La Brioche

350gr di farina 0, 250 gr di zucchero (non di canna, lei la faceva con lo zucchero bianco), 1/2 bicchiere d’olio, 3 uova, la scorza grattugiata di un limone, una bustina di lievito per dolci, un pizzico di sale, un bicchiere circa di latte.

Unite gli ingredienti in una terrina, fino a formare un impasto morbido ed omogeneo. Rivestite una tortiera con carta forno mettete l’impasto e infornate per 20 min (deve essere dorata) a 180°.

 

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