Mamma mia

Sono nata 34 anni fa sul tavolo della cucina di casa dei miei genitori, in via Salvemini a Matera.

Mio fratello grande è nato sul tavolo della cucina di casa dei miei genitori, in via La Croce a Matera.

Dopo la mia nascita mio padre disse “BASTA! Se mai avremo un altro figlio, andremo a partorire in ospedale!”. Infatti mio fratello piccolo è nato in ospedale.

La madre di mia madre, nonna Filomena, aveva partorito 6 figli belli e sani in casa, sul tavolo della cucina, senza problemi.

Al 7° figlio, pensando che la pratica di partorire in casa fosse ormai superata, decise di andare a partorire in ospedale.

E fu lì, in quella sala parto, che morì dissanguata dando alla luce il 7° figlio, Antonio.

All’epoca fu uno scandalo, un vero caso di mala sanità che mio nonno si rifiutò di denunciare “perché tanto  comunque nessuno me la restituisce più”.

Mia madre, a soli 6 anni, diventò contemporaneamente orfana e adulta.

Lei e le sue due  sorelle “grandi” furono costrette dalla sventura a portare il lutto per anni e a prendersi cura dei fratellini più piccoli.

Fu allora, in quei giorni neri di infanzia distrutta, che maturarono l’idea che partorire in ospedale ti fa morire.

Un pensiero semplice ed assoluto di bambine che è rimasto lì per sempre e che hanno messo in pratica quando è stato il momento.

Sono passati più di 50 anni da allora ma ogni volta che mia madre racconta questa storia o semplicemente trova una foto della sua mamma, piange e io mi struggo al pensiero della vita difficile che hanno avuto, di quello che hanno dovuto affrontare, dello strascico che si sono portati dietro tutta la vita e di cosa voglia dire per dei bimbi crescere senza la propria mamma.

Amo mia madre –  e non glielo dico mai – perché nonostante tutto ha imparato a ridere e a far ridere gli altri e ha trovato la forza già da piccola di sdrammatizzare e rendere le cose semplici.

Credo che questa sia la cosa che più di ogni altra ho imparato e imparo ogni giorno da lei, la mia super mamma.

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11 pensieri su “Mamma mia

  1. melestefa

    lacrimuccia…. al di là della commozione, hai fatto bene a fare questa dichiarazione alla tua mamma, le darai un motivo in più per essersi rimboccata le maniche fin da così piccola per diventare la donna che è ora, in memoria della sua mamma e di tutte le mamme forti del mondo. Perchè noi mamme, sia che lo siamo già o che lo diventeremo, non possiamo permetterci di essere deboli e per qualche chimica sconosciuta, non lo siamo per natura!

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