Archivio mensile:ottobre 2013

Telecamere negli asili nido e nelle scuole: perchè no?

E prima o poi arriva il momento in cui i nostri pargoli varcano la porta di ingresso della scuola.

A parte l’emozione di vederli affrontare, con i loro grembiulini nuovi e ben stirati, questa magnifica esperienza, a parte la curiosità di scoprire e leggere le loro emozioni, a parte l’ansia su come reagiranno e sul come si ambienteranno, inevitabilmente -credo- ci assale l’ansia per la loro sicurezza. “Con tutto quello che si sente in giro..”, quante volte lo abbiamo detto o anche solo pensato!

Children in primary school on the first day of classes in the new school year

Non so voi, ma io ho da sempre il timore dello “schiaffo c.d. educativo”, figuriamoci immaginare ed ipotizzare altre e ben gravi violenze. E’ vero, i casi sono rari (anche se sempre più noti), ma la preoccupazione resta.

Ed, allora, ti interroghi e cerchi di comprendere le “alte motivazioni” che impediscono a te mamma (o papà) di controllare da lontano, magari dal pc, la sicurezza di tuo figlio.

Perchè non si possono installare le telecamere negli asili nido e nelle scuole?

La prima normativa cui fare riferimento è il D.Lgs 196/2003 in tema di tutela e protezione dei dai personali, meglio noto come “codice privacy” ed il regolamento all’uopo dettato dal Garante della privacy, organo deputato alla tutela ed alla protezione della riservatezza, datato 8.4.2010 meglio noto come “privacy tra i banchi di scuola”.

In virtù delle norme ivi contenute, infatti, il trattamento dei dati personali (ivi compresi quelli tratti da telecamere e videosorveglianza, con registrazione o meno) deve essere contenuto e limitato agli scopi effettivi ed alle necessità concrete.

Il Garante della privacy, investito ripetutamente della questione, è stato chiaro e categorico: l’utilizzo delle videosorveglianza nelle scuole è vietato ed illecito. E’ consentito solo nel rispetto delle regole di liceità, necessità, proporzionalità, ma -soprattutto- deve rispondere a specifiche finalità. Solo per aiutarci a comprendere, per esempio, si possono installare per evitare atti di vandalismo, ma solo fuori dalla scuola e devono essere accese solo quando la scuola è chiusa e previa apposizione degli idonei cartelli informativi.

Il controllo a distanza dei nostri figli sarebbe finalizzato ad impedire la commissione di reati ovvero ad accertarne la sussistenza. Compiti questi affidati “esclusivamente” agli organi giudiziari, di polizia giudiziaria, alle forze dell’ordine.

A ciò si aggiunga, un altro e fondamentale divieto, questa volta a tutela, non della collettività, ma dei lavoratori dipendenti. Ai sensi dell’art. 4 comma 2, del c.d. “Statuto dei lavoratori”, infatti, è vietato l’uso di impianti audiovisivi per finalità di controllo a distanza dell’attività lavorativa, salvo casi specifici e che rispondano, anche in questo caso, a finalità predeterminate e secondo una procedura di autorizzazione.

Questa la legge vigente. Ad onore di cronaca, va aggiunto che è stato presentato un disegno di legge in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole, proprio sulla scorta di diverse e sempre più numerose petizioni a firma di genitori, ma anche di insegnanti. Ma è rimasto ad oggi ancora un disegno di legge.

Ebbene, da avvocato posso ed anzi devo capire che la legge è legge e deve essere rispettata, e devo accettare, ed in verità accetto, che -perdurando la normativa oggi vigente- non è consentito a noi genitori “prevenire” la commissione di eventuali reati, (anche se a danno dei nostri figli) ma è solo possibile contribuire fattivamente alla loro repressione con immediate denunce alle competenti autorità.

Ma da mamma? Beh, da mamma non mi resta che affidarmi (come dal primo istante) al buon sano “sesto senso ed intuito di mamma” che guarda negli occhi il proprio figlio ed è capace di leggere e di comprendere anche il “non detto” ed il “non visto” augurandomi di trovarvi sempre serenità e di essere…..infallibile!

Saluti cari a tutte le mamme ed i papà.

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La mia nonna paterna

di Colomba Manganaro

I miei occhi sono uguali a quelli della mia nonna paterna, ogni volta che mi specchio rivedo un pò di lei sul mio volto.

I miei ricordi dell’infanzia sono legati tutti a lei e a quanto amore è riuscito a trasmettermi pur non essendo una donna incline alle tenerezze. Forse erano i suoi occhi che riuscivano a donare carezze ovunque lei posasse lo sguardo e oggi posso dire che insieme a mia madre sono state le persone più importanti della mia vita, loro hanno plasmato la donna che ora sono e nei miei gesti, nelle mie parole c’è il patrimonio immenso che mi hanno tramandato.

Mia nonna è stata sicuramente la miglior cuoca che io abbia conosciuto e credetemi dopo sedici anni nella ristorazione, di cuoche ne ho conosciute tante. Diventando mamma, mi sono accorta di come è difficile preparare qualcosa, con i bambini che cercano di “aiutarti”, ma lei riusciva ad organizzare il lavoro, a convincerti che eri stata tu a preparare la pastafrolla o la crema per la pastiera.

Grandmother's hands

Tutti dicono che è nel dolore che si forma il carattere di una persona, ma io credo che sono gli attimi felici quelli a cui ci aggrappiamo per restare in piedi e lei me ne ha donati tanti.

Sono cresciuta in un piccolo borgo di pescatori, le nostre case d’inverno si riempivano di reti da cucire o come si dice da noi “aggia zarmà i rezz'”. Le spiaggie d’inverno erano deserte e noi bambini giocavamo con i doni del mare. Con la nonna passeggiavamo in riva al mare raccogliendo la legna per la stufa unica fonte di calore, eppure eravamo sempre accaldati probabilmente perchè si stava sempre fuori a scorrazzare.

Mia nonna ha sposato un pescatore e hanno avuto tanti figli, qualcuno è andato via troppo presto lasciando vuoti nell’anima e una foto con il lumino sul comò…

Non ho mai compreso come mia lei sia sopravvissuta a certi eventi ma forse era nata in un’epoca in cui si andava avanti nonostante tutto e ho sempre ammirato la dignità con cui ha gestito i suoi dolori.

Si è spenta circa 2 mesi dopo averle messo tra le braccia la sua prima pronipote: mia figlia Claudia.

In tutti questi anni non c’è stato giorno in cui non abbia pensato a lei ma qualcosa di forte è rimasto dentro me e mi ha accompagnato, mi ha sorretto, consolato e incoraggiato. Chiudendo gli occhi risento l’odore di quei pomeriggi trascorsi con lei, risento la carezza di quello sguardo e la felicità di momenti semplici donati ad una bimba.

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Halloween Creativo!!!!

Bentrovate e bentrovati, tra pochissimo è la festa di Halloween e io e Stefania abbiamo pensato di darvi qualche idea per poter realizzare qualcosa di spiritoso con i vostri bimbi, e per dare un aspetto spettrale alla vostra casa .
Sono tutti progetti semplicissimi che vi faranno passare qualche ora della giornata creando con i vostri figli… forza prendete forbici, colla e carta e si CREA!!!!!!!!
Le idee di Marinella
Girando in rete ho trovato delle idee di semplice esecuzione da realizzare con pochi materiali.
Le zucche
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Ecco la lista dei materiali: un rotolo di carta igienica,carta crespa arancione e verde, cartoncino nero, forbici e biadesivo.
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Ritagliate un pezzo di carta crespa grande abbastanza per avvolgere completamente il rotolo di carta igienica. Fermate la carta crespa inserendola nel foro del rotolo, come vedete nella foto successivo.
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Ritagliate dalla carta crespa verde un pezzo di circa 20×12 cm, e fate tanti taglietti… dovete fare una specie di frangia.
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Arrotolate e inserite la carta verde nel foro del rotolo allargando le striscette ritagliate.006
E ora diamo una faccia alla nostra zucca… dal cartoncino nero ritagliamo gli occhi il naso e la bocca della zucca ed eccola pronta!

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Io ne ho preparato tre… non sono simpatiche?

Il nostro amico Frankie!!!
Per il secondo progetto servono: un cartoncino bianco dimensione A4, (ancora meglio se avete qualcosa di più spesso) cartoncino nero, carta crespa verde, forbici, matita, gomma e scotch carta.

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Prendete il cartoncino bianco e ritagliate gli angoli, come in figura.
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Ritagliate delle lunghe strisce di carta crespa di larghezza 2-3 cm. Partendo dal retro e dal basso iniziate ad arrotolare il cartoncino con le strisce di carta crespa sovrapponendole in maniera da ricoprire tutto il cartoncino.

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Aiutatevi fermando con pezzi di scotch la carta

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Alla fine ecco cosa otterrete

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Slabbrate i lembi della carta crespa

Dal cartoncino nero ritagliamo i capelli del nostro Frankie, e con quello bianco gli occhi e tutto il resto per dare una faccia al nostro simpatico amico. Incolleremo il tutto con del biadesivo.

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Mia figlia ha fatto subito amicizia 

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Le idee di Stefania

La festa di Halloween non mi fa impazzire, non saprei dire cosa ne penso esattamente, non so, sento che non mi appartiene, sarà che non è cresciuta con me come tutte le altre feste, sarà quel che sarà, ma non mi piacerebbe vestire i miei figli da streghe e vampiri, a meno che non siano loro a chiedermelo e magari proverei a sforzarmi a farlo per condividere con loro il divertimento, non che ci veda assolutamente niente di male. Tant’è che mi divertono i bimbi che vengono a suonare alla mia porta, li trovo simpatici nei loro costumi e mi piace dar loro dolcetti per assecondare il loro sano entusiasmo (vedete come io stesso mi contraddico? Ve l’ho detto che neanche io so come esprimermi in merito). Detto questo, trattando una rubrica di giochi, intrattenimenti e feste non potevamo esimerci dal dare dei suggerimenti sul tema.
Ho realizzato delle forme divertenti per donare i dolcetti ai visitatori mostriciattoli e un simpatico modo per allestire la propria casa in caso di festa. Ecco a voi.
La manooooo!
Occorrono dei guanti in lattice, nastri e naturalmente dolcetti. C’è ben poco da spiegare, il risultato è mostruosamente evidente!

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Le Pipiscatole
Per la serie “a volte ritornano” ecco comparire su questi schermi nuovamente i rotoli di cartigenica. Oltre ad essi occorrono un pennarello nero (per un lavoro più preciso sareb01bero più indicati tempere e pennelli, ma siccome io sono tutto fuorchè precisa….), delle forbici, colla o nastro adesivo e quindi i dolcetti. Ho schiacciato un rotolo e poi ho ritagliato gli angoli per creare delle alette che poi andranno ripiegate in modo da avere la nostra scatolina contenitrice di dolcetti. Quindi ho disegnato e colorato il mio pipistrello e con un altro rotolo ne ho sagomato le ali. Bello no???

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Il fantasmino
Occorrono un foglio di carta o cartoncino rigorosamente bianco, un pennarello nero, delle forbici, nastro adesivo e filo di nailon. Bisogna disegnare sul foglio il fantasmino a spirale, quindi bisogna ritagliarlo, realizzare un buchino in alto per farci passare il filo ed infine srotolarlo e attaccarlo al soffitto di casa. L’ho trovato carino e semplice, ai miei figli ha divertito….quel poco che è durato (Antonio lo ha decapitato molto presto!).

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Buona festa di Halloween,
alla prossima
Marinella e Stefania

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Cari Sofia e Stefano, vi scrivo…

di Maria Ruggieri

Figli miei,

vi scrivo perché sappiate quanto amore ha circondato la vostra venuta tra noi e perché in ogni momento della vostra vita siate consapevoli delle vostre radici.

Quando ho scoperto che eravate in arrivo ho ricominciato a scrivere i miei quaderni, che non scrivevo più dall’adolescenza, perché non volevo che qualcosa andasse perduto delle mille e mille emozioni e sensazioni che suscitava il pensiero che eravate dentro di me…
Ho ripreso a scrivere perché un giorno voi, diventati grande, possiate leggere quelle parole e non avere mai dubbi sull’amore che io e vostro padre abbiamo provato per voi fin dal giorno che abbiamo visto le due lineette rosa sul test.
Fin da bambina ho sempre sperato che un giorno sarei diventata mamma, ma che il Signore mi facesse la grazia di diventare proprio la vostra mamma, questo non l’avrei mai sperato…

Sofia, amore mio. Il mio primo vero grande amore, puro, incondizionato… ti ho sognata quando ancora eri solo nei miei pensieri e ho scelto il tuo nome sull’onda delle emozioni che mi aveva lasciato quel sogno bellissimo.. Sei stata desiderata, voluta, cercata con tutte le fibre del mio corpo, della mia mente e del mio cuore e quando finalmente, dopo tanta sofferenza, sei nata ho scoperto di essere una leonessa… avrei fatto qualunque cosa per difenderti da tutto e tutti, volevo che tu fossi sempre serena e felice e ho lottato e alla fine ho, abbiamo, vinto perché tu oggi sei felice, serena, solare ma soprattutto stai dimostrando piano piano, nelle tue piccole cose quotidiane, la splendida personcina che sei.
Sono fiera di quello che stai diventando perché a soli tre anni a volte dai lezioni di vita che non potrò mai dimenticare… mi sono dedicata a te come non avrei mai pensato di riuscire a fare ma è stata la cosa più naturale e bella del mondo, nonostante le notti insonni, le rinunce e le preoccupazioni.
E poi quando abbiamo scoperto che era in arrivo il fratellino, grande felicità per tutti… te compresa! Volevi fare la mammina di Stefano…

Stefano, figlio mio… tu sei il mio figlio maschio e io ancora non mi rendo conto che sei tra noi, nonostante stai per compiere 10 mesi.
Quando ho scoperto che eri in arrivo mi sono ribellata perché pensavo che avrei voluto un’altra femminuccia e che non avrei potuto neanche scegliere il tuo nome, visto che era già deciso… e poi pensavo che era troppo presto e ancora non avevo recuperato le energie per affrontare un altro parto e i mesi successivi alla tua nascita…
Ma tu hai dovuto iniziare subito a lottare per vivere e mi hai dato una grande lezione di vita…
Non sono stata bene mentre eri dentro di me e così tu, così piccolino e indifeso, hai dovuto già sperimentare la fretta. Fretta nel ricoverarmi in ospedale, fretta nel farti nascere prima che fosse troppo tardi… E mi sei stato strappato via troppo presto…
Dovevo ancora abituarmi al pancione che tu eri già tra le mie braccia.
Mi dispiace non aver assaporato come avrei voluto il tenerti dentro di me, il non averti accarezzato forse abbastanza mentre eri nel pancione… ma quando era il momento di farlo perché iniziavo a sentire i tuoi movimenti, ecco che le cose sono precipitate…
Quando sei nato eri più piccolino del bambolotto della tua sorellina ma sei stato un grande piccolo uomo perchè, caparbio, hai lottato per vivere e ce l’hai fatta e ora sei il mio grande amore, coccolone e bello all’inverosimile… e sto recuperando le carezze perdute perché non ti voglio mai staccare da me e ti stracoccolo e bacio e stringo più che posso, e quando il tuo sguardo incontra il mio e vedo i tuoi occhi che brillano e le tue braccia che si sporgono per venire da me, il mio cuore scoppia di gioia.

ruggieriNon pensavo che fosse possibile, per il mio cuore, provare un tale amore.
Non pensavo che si potessero amare due persone in un modo così totale e puro.. con voi tutto è una scoperta e io sono tornata bambina con voi e per voi e non c’è regalo più bello dei vostri sorrisi e del sapervi felici…

La vostra mamma
Maria

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Question time!

“Così piccola già fidanzata? Lo sai che le storie che iniziano così presto poi non durano nel tempo? Ah! Lui è più piccolo di te? Lo sai che i ragazzi maturano più tardi delle ragazze, se sono più piccoli poi…

Quindi non vivete nella stessa città? Sarà impossibile restare insieme, la lontananza mette a dura prova anche i rapporti più solidi, non ce la farete.

Quindi te ne vai in Cina? Ma che vai a fare? Chir ven’n ddò e tu te na ggì ddà! (trad. quelli vengono qua e tu te ne devi andare là). Lo sai che i cinesi puzzano, sputano, mangiano i cani, uccidono i bambini, non usano la carta igienica, lavorano 24h al giorno ecc. ecc.

Ah, quindi sei tornata? Ma che sei andata a fare là? E che ci hai guadagnato? Hai fatto tutto il giro del mondo per trovarti un lavoro a Matera…mah!

E perché non vi sposate ora che avete un lavoro? Che state aspettando?  Ancora per caso fate un figlio prima di sposarvi, mai sia!

COSAAAA? Sei incinta??? Quindi mo vi sposate? Fatelo prima che si veda la pancia dai, senò sta male.

COSAAAA? Non vi volete sposare per ora? Ma sentite a me…sposatevi! Fatelo per la bambina, per la vostra famiglia, per la società, per la religione, per non sovvertire l’ordine naturale delle cose.

Comunque dalla forma della pancia è maschio sicuro. Poi mi darai ragione. Ah! È femmina??? Strano…hai una pancia strana… troppo piccola, ma la bambina cresce? C’ha spazio là dentro??

E dove partorirai? A Materaaaa? Morirai, vedrai! Nooooo! Non dirmi che non vuoi fare l’epidurale! Morirai, vedrai!

Ma cosa dici queste sciocchezze che partorirai prima del tempo!! la pancia è altissima tu manco tra un mese partorirai, addirittura ti senti che partorirai domani! Ma smettila là!

Ah! Quindi è nata il giorno dopo che ci siamo parlate.. a 36+6… strano però!.. la pancia era alta, non sembrava proprio che stavi per partorire.

La bambina è nata prematura, chissà se ce la farai ad allattare. Senti a me, passa al latte artificiale senza che ti stai a sbattere…

Ma perché insisti ad allattare al seno? Guarda come soffri, guarda le ragadi, guarda quante notti in bianco, guarda che estate torrida. La bambina sta sempre attaccata, forse non si sazia, forse il tuo latte non è buono, forse ce n’hai poco, forse non dorme perché ha fame, anzi: sicuramente ha fame. Dalle l’aggiunta send a tua sorella. O almeno dalle l’acqua, la camomilla, la tisana, qualcos’altro oltre la tetta.

E un fratellino quando glielo regalate a questa bambina? Siete già in ritardo… dai dai dai!

Oh, ancora per caso fate un fratellino prima di sposarvi!! Va bene uno, ma due no, eh! Non sta bene!”

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Avete letto il sunto (molto sunto) di una storia vera…. la mia!

Ma so che è anche un po’ la vostra.  😉

 

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Travel and Living (part 1, ossia chi sono i padriconlavaligia)

Adesso tutti insieme firmiano una petizione per costruire una statua al ‘padre con la valigia’. Eroe, gladiatore dei nostri tempi.

Eroe innanzitutto perché si deve fare la valigia – che non è una cosa da poco, soprattutto se si hanno dei figli che tengono occupata la propria compagna. Con il tempo però la valigia si arriva a farla da soli, senza fare troppi casini. Io non ci sono ancora arrivato.

Ogni padre sa che viaggiare è bello (e tutto il resto si si e bei posti si si e abbiamo passato delle belle giornate). Ma ogni padreconlavaligia sa che viaggiare ‘per lavoro’ è un supplizio. Propongo di mettere in testa alla statua del padreconlavaligia una corona di spine.

Diverso dal pendolare, il padreconlavaligia ha il ciclo: vive ciclicamente nei due estremi dello stretto contatto con la famiglia quando è a casa, e dell’amareggiarsi nella lontananza per una o due settimane quando le incombenze lavorative lo richiedono. Spesso.

pack one's bags

I padriconlavaligia a 20 anni vedevano il viaggiare per lavoro come un risultato. Dopo poco il viaggiare è si è trasformato in una cosa figa. Poi in un mezzo di sostentamento. Poi nella distrazione coatta dalle cose che si amano – famiglia ed interessi.

Certo, sono aspetti monetizzabili – ed in una certa percentuale anche monetizzati – ma comportano anche responsabilità aggiuntive che nella loro semplicità rischiano di mandare in crisi qualunque padre.

Ad esempio, il regalo.

Ora, sei partito e sai che tornerai, che ne so, tra 8 giorni. Normalmente sono 8 giorni strapieni, senza tempi morti o liberi per lo shopping, altrimenti ci staresti 6 giorni fuori di casa – o no? E che succede se non hai quindi il tempo di prendere un regalo, magari perché arrivi tardi in aeroporto o perché non hai la pausa pranzo per andare a comprare un regalino in una pausa pranzo?

Dura, ma è ancora il meno.

Occorre fare mente locale delle cose che hai già regalato, di quelle che servono, delle taglie (dunque se quando ero a Londra il bimbo aveva due mesi ma ho comprato una sei mesi, ora che sono passate due settimane, adesso che prendo? 9 mesi, ma la userà in inverno o arriverà a metterla in primavera quando fa più caldo? Vabbè signorina mi dia un libro che non sbaglio e che mi sta partendo l’aereo maledizione. Eh? si si bancomat).

Ci sono viaggi lunghi e viaggi brevi. I viaggi brevi sono forse anche peggio, perché sono evitabili. Poi diciamocelo sarebbero evitabili tutti i viaggi, ma non siamo ancora in un mondo che accetta in via esclusiva il concetto di videoconferenza, di relazioni di business virtuali.

Essere un padreconlavaligia significa avere uno stomaco forte.

Giri per tanti posti, mangi essenzialmente colazioni di albergo. Stili anche una classifica mentale elaborabile alle 7 del mattino, che so tipo Novotel male, Mercure bene, Hilton meglio. Poi mangi panini, toast, tramezzini. Quando va bene. Se va male ti becchi l’indiano organizzato dai colleghi inglesi. Se va malissimo sei in Germania.

Poi torni a casa, e la tua assenza è stata ammortizzata in maniera incredibile da una madre che è riuscita a sopravvivere a due figli da sola. Eroina, nel senso di stupefacente ma non di droga. Stravolta.

Torni a casa e potrebbe anche capitare che non trovi un bel piatto di pasta da mangiare. E’ normale, lei è stanchissima. E’ già tanto che sia sopravvissuta.

Allora magari ti fai un panino, con la fetta di prosciutto che hai lasciato prima di partire. Era ancora lì, sola nel frigo. Sopravvissuta a due bambini anche lei. Ma è messa peggio di tua moglie, se è possibile.

Non fai in tempo a sistemarti che riparte il conto alla rovescia.

Essere un padreconlavaligia significa aggrapparsi alle motivazioni di un viaggio che non vuoi fare ma che devi fare. Magari solo fingere curiosità nel scoprire nuovi posti, le piccole cose, o le grandi differenze.

Ad esempio negli Emirati Arabi la domenica è lavorativa, ho scoperto.

Quindi, parto sabato.

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Fate la nanna – e fatecela fare!

Uno dei problemi più comuni, che poi un problema non è ma rischia di diventarlo per la salute del nostro cervello, è quello della conciliazione della nanna del proprio pargoletto con quella di mamma e papà.
E per “nanna” di mamma e papà non intendo solo il momento magico in cui si può andare a dormire senza timore di dover abbandonare il piumone dopo dieci minuti esatti da quando si è entrati nel letto, ma anche tutti quei momenti in cui i genitori hanno la possibilità di concedersi del tempo per sé stessi, in una ipotetica fascia oraria che va dalle 20,30 alle 7 del mattino.

Ho visto genitori (noi compresi) adottare i metodi più strani per risolvere il problema dei risvegli notturni o peggio dei mancati addormentamenti, dall’Estivill estremo al metodo Hogg (quelli che “sì, ho preso in braccio il mio bambino e l’ho rimesso giù subito dopo per 723 volte consecutive, ma poi ha dormito!”), passando per miracolose goccine e sciroppi o per tentativi insoliti come quello di un ristoratore che conosco, il quale per 4 anni non è uscito di casa in modo da non sconvolgere il difficile compito di dotare di una routine ben definita il loro figlio unico (“ma voi siete usciti al ristorante sabato sera? nooo, ma se le interrompi una notte è tutto da ricominciare”!!) e dormire per almeno 10 ore di fila.

Non sono mai stata una gran dormigliona, ho paura del buio a 28 anni suonati e per addormentarmi ci vogliono almeno 50 pagine di libro, 12 ruzzle e due giri di Facebook, per cui era chiaro che Argentina non potesse essere un ghiro, ma ad un certo punto arriva il fatidico momento in cui trovi la mamma senza occhiaia, questa sorta di animale tropicale, che col suo “ha sempre dormito dalla prima settimana tutta la notte” ti fa piombare nel dubbio atroce che “è una cosa genetica” e che non c’è soluzione. E via nuove ricerche, nuovi metodi, nuove prove.

Ad un certo punto ho smesso di preoccuparmi dei miei e suoi risvegli notturni: ho aderito al metodo DUCDC, di cui trovate ampia spiegazione qui e sono andata a rispolverare una directory di “oggetti impossibili”, alcuni visti dal vivo da altre mamme, altri pescati da Internet, che avevo salvato per gioco o per diletto nella barra dei preferiti mentre cercavo consigli e conforto su ricerche Google dal titolo “non dorme mai bimba 6 mesi” “aiuti per nanna bimbi 8 mesi” “estiville dannoso per bambino?” “dormil/sedibimbo differenze”. Eccone alcuni: certi molto utili o molto belli, alcuni opinabili, altri forse totalmente inventati – ma da investirci subito dei soldi!-. Se aderite al metodo sopra descritto, la lettura vi sarà più facile!

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A) CUFFIE ANTIRUMORE41Lz5M72XxL Le classiche cuffie da lavoro imposte da qualsiasi 626 declinate in tema bambino per isolare ed attutire ogni tipo di rumore. La scoperta è avvenuta al matrimonio della mia migliore amica, quando, in pieno wedding party, il suo piccolo se la dormiva alla grandissima in mezzo a coetanei isterici che con ogni tipo di linguaggio non verbale,  imploravano le proprie mamme di portarli nella culla.

In Inghilterra le danno gratis ai concerti, pensate un po’!

B) CUSCINO PARASPIGOLI PER DORMIRE OVUNQUE Ci sono bimbi (e adulti) che hanno la capacità di addormentarsi ovunque e su qualsiasi superficie, tavoli compresi. Già disponibile nella versione per grandi, questo cuscino “dormi-dove-vuoi” adesso è stato introdotto anche per i piccoli.

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C) BABY SHUSHER Shhhhhhhh!! Shhhhh! Shhhhhh! Se questa è la vostra tecnica, potete risparmiare il fiato. Niente canzoncine, niente nenie: questo device cercherà di riprodurre il magico suono “shhh” al posto vostro, con volume regolabile e riproducibile anche via smartphone! Brevettato dagli Zunker, una coppia di genitori texani che ha rubato l’idea a tutti quanti , qui potete verderlo in azione.

D) LUCINA ALLATTAMENTO Accendere la luce durante la poppata notturna vi è costato cara la pelle? Risolvete appiccicando al reggiseno o camicia da notte questa microluce da allattamento per soli 20 dollari. Il piccolo non si ecciterà più del dovuto e se vi addormentate un allarme a vibrazione vi sveglierà per sistemare voi e lui e tornare a dormire entrambi!

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E) CULLA BELLY Cosleeping no problem! Questo modello di cullaidea di designer italiani, è in grado di trasformarsi ed attaccarsi al vostro letto se e quando lo desiderate, per un allattamento tranquillo senza il senso di colpa di “portarlo nel lettone” né la paura di schiacciare il bimbo addormentandoci.

F) TENDINE PORTABILI Al mattino non dorme? Bene, allora fategli credere che è notte anche di giorno! E se siete fuori e non riuscite in alcun modo ad oscurare la luce del sole, specie d’estate e in case al mare, beh.. c’è sempre una veneziana “attacca e stacca”- (Sì, funziona ad adesivi ed è rimovibile ogni volta che lo vogliate).

G) ANTI JET LAG Le sveglie luminose come questa sono state risemantizzate dalle mamme americane in modo funzionale. Per ovviare a questioni di fuso orario durante viaggi lunghi o del cambio d’ora tra legale e solare, nel tentativo di mantenere invariati i ritmi dei loro cuccioli, settano il sorgere e tramontare del sole all’ora desiderata! Motivo per cui, tappate le finestre per bene e iniziate a far sorgere il sole in camera del vostro piccolo alle 10 di mattina… Buona domenica!

Bounce-n-Sleep-Product-Only-6332-6047H) SDRAIETTA E LETTINO ALL IN ONE Sdraietta o lettino? Tutti e due! Per case con problemi di spazio, o con un arredamento minimale, ecco questo prodotto di design carino e ben fatto che funge da sdraietta e lettino da giorno e che segue i ritmi del bambino permettendovi di stargli vicino senza spostarlo continuamente (e senza alzarvi voi!)

I) CULLIAMOCI! Troppo pesante cullarli? Lettino inchiodato al pavimento? Niente paura! Dall’Olanda arriva questa fantastica sedia a dondolo con culla incorporata, per i vostri momenti di relax a due! P.s. Quando il piccolo cresce diventa una sedia a dondolo vera e propria. Adorabile!

L) SLEEPING CUSCION Il vostro neonatino si sta “ammaccando” la testolina per via della posizione durante il sonno? Aiutate a girarlo leggermente, impedendogli di ribaltarsi allo stesso tempo, con l’aiuto di un peluche al posto dei classici metodi del “cuscino” come in questo caso. In tante fantasie e colori!

M) CRIB DIBBLER 

Crib-DribblerSe non c’è ancora, – perchè io ancora non l’ho scoperto – metterei dei soldi subito per realizzare questa idea. Al di là dell’affinità col “canarino”, non vi sembra assolutamente geniale?

Quando il “draghetto” centrale è arancione il liquido contenuto nel dispenser è caldo…Ed è anche stata pensata una versione weekend!

Dormite sereni!!

 

 

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