Archivio mensile:settembre 2013

Da bambina a mamma…restando piccina nel cuore!

paciocchini
“C’era una volta o forse erano due…c’era una mucca un asinello e un bue….”
Sto ascoltando questa allegra canzone alla radio mentre sono indaffarata tra i carteggi del mio studio…….di là sento il mio cucciolo che gioca con la sua amata nonnina………improvvisamente, questa melodia mi riporta indietro nel tempo…….la vocina del mio bimbo rimane in sottofondo ma la musica mi trascina nei ricordi di un tempo che fu! Mi commuovo,………adesso, nel 2013, sono mamma….ma in quella estate lontana c’era una volta una ragazzina imbronciata e timida, che si vergognava da morire nel fare qualsiasi cosa; una bambina, innamorata persa di Alex Britti, che leggeva “cioè”: mi sembra adesso di sentire l’odore della carta stampata con i visi dei cantanti in voga……gli adesivi da attaccare sul diario……lo zainetto Seven con il portachiavi a forma di “smile”. Quante nottate perse ad immaginare di incontrare l’attore dei fotoromanzi, di scappare con il cantante……………quante giornate a scrivere dediche e pensieri sul diario delle compagne di scuola, promettendo amicizia eterna ed infinita fedeltà!
C’era una volta una bambina paffutella e impaurita che voleva scappare dalla gente e si rifugiava nella casa di Barbie…….una bimba che sognava una vita felice con Ken!
C’era una volta una bimbetta che piangeva perché voleva l’ultima edizione di Ciccio Bello e Sbrodolina bollicina!Una piccola donna fragile, insicura, piena di complessi ….quella bimbetta una volta pianse per 6 ore di file per avere il Dolce Forno………..e che meraviglia incantata il giorno di Natale, quando scarto’ il suo regalo prezioso: un bambolotto pacioccoso che aveva il pannolino e faceva DAVVERO la pipì!!!!!!!!!!!!!Quella bimba aveva il cassetto della sua cameretta piano dei Paciocchini: di ogni colore….era il suo tesoro più grande, inavvicinabile da parte di chiunque!!!
In un turbinio di emozioni, ricordo distintamente quel giorno nel giardino della scuola elementare: giocavamo a nascondino rigorosamente tra femminucce, mettendo al bando i maschietti…….con un femminismo innocente misto ad una convinta cattiveria puerile; la maestra Anna mi chiese: -“Ma cosa vuoi fare da grande?”-…….ed io, con la schiettezza disarmante di una bambina, -“la piccola”-, risposi! Le risate delle maestre risuonano vivide nella mia mente……………..-“però voglio anche fare la mamma”-, aggiunsi!
-“Ma come puoi fare la mamma da piccola??” -incalzò la maestra- Non risposi, scossa dalla eccezione che mi era stata mossa.
C’era una volta quella bambina che con i suoi bambolotti si sentiva felice e serena……Quella piccina impaurita dal modo adesso dov’è?-mi chiedo-E’ qui, dentro di me………….sono diventata adulta, ma quella piccina esiste ancora, gioca ancora, sogna ancora, sorride ancora. Quella bimba però adesso è mamma……ha un bambolotto stupendo da cullare che con i suoi occhioni immensi le ricorda ogni giorno il senso immenso della vita e le permette di vivere con fanciullesca felicità! Quella marmocchia ancora – di tanto in tanto- accarezza la sua collezione di paciocchini: quello che una volta era il suo tesoro nascosto, adesso è un gioco nelle minuscole manine del suo gioiello……mai quella bambina avrebbe creduto di essere tanto felice nel vedere un piccolo bimbo, un maschietto, torturare in ogni modo i suoi pupazzetti! Oggi so che è possibile essere mamma restando bambina nell’anima: sono bambina ogni volta che gioco con il mio tesoro, ogni volta che incrocio i suoi occhi, ogni volta che mi sfiorano le sue piccole dita..in quei momenti tutti i problemi, i doveri, gli impegni da grandi scompaiono e ritorna la spensieratezza dell’infanzia.
Care mamme: c’erano una volta, tanto tempo addietro, un esercito di bimbe capricciose ed idealiste: oggi sono diventate tante donne che – nonostante gli imprevisti della vita ed il suo amaro disincanto- restano, devono restare, sognatrici e piene di gioiosa speranza perché hanno avuto il privilegio di essere chiamate “mamma”!
Ecco, il mio piccolo Stefano mi sta chiamando: -“mamma, mamma, veni!!!!”-. Improvvisamente la canzone in sottofondo scompare…..nella mia mente solo lui…l’amore immenso della mia vita. -“Arrivo, cuoricino di mamma”-….tutto il resto è noia!
Maria Carmela

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Un piccolo passo fuori dalla zona di comfort

Ho iniziato a leggere MOM Mamme Materane all’Opera su Facebook con il solo obiettivo di farmi due risate e quando ancora vivevamo a 1000 km da Matera.

E vi assicuro che me le sono fatte, e continuo a farmele, ma su questo ci tornerò credo su un altro articolo.

A parte i commenti su cosa mangiare a mezzogiorno e le dissertazioni sulla consistenza delle cacche dei figli, MOM è di sicuro un esperimento sociologico unico.

Leggendo MOM ho dovuto riconoscere quanto le donne, ed in particolar modo le madri, sappiano essere autodisciplinate in un ambiente apparentemente libero da regole. Non una voce fuori posto, non una polemica, non una parola detta sopra le righe.

Massima efficienza, focus sull’obiettivo, la condivisione di informazioni utili e futili ma senza tanti giri di parole.

Tempestività, in un mondo dove avere una informazione affidabile o un servizio è difficile – basta scrivere su MOM ed in poco tempo ottieni quanto ti serve.

Da una idea su cosa fare a mezzogiorno da mangiare, a scambi di vedute importanti sui vaccini.

— Tra l’altro io non mi sono mai schierato ma sono favorevole ai vaccini. Grande pace.

Il punto non è questo. —

Ora, se avessimo mai fatto un blog per padri, avremmo combinato un delirio unico.

A parte il fatto che non avremmo un beneamato da dirci, che già abbiamo poco tempo figuriamoci se dobbiamo stare a parlare con altri padri.

Perché noi padri risolviamo i problemi. O meglio individuamo i problemi, ne parliamo con le nostre compagne, che poi scrivono su MOM e le MOM risolvono il problema.

E poi facciamo polemiche su tutto, a partire dal calcio per finire alla formula uno passando dal rugby.

Parliamo dal barbiere delle cose di cui si parla dal barbiere. Parliamo negli spogliatoi di calcetto. Parliamo con un amico. Ma non con gli altri Padri.

Essere padre è visto da ogni padre come una dimensione intima e un po’ con un protagonismo da via crucis. Non se ne parla facilmente.

Noi padri forse sembriamo ‘animali sociali’, ma sappiamo anche noi che in realtà una delle due parole è di troppo.

Però, alla fine, al momento opportuno, restiamo noi ad aiutarvi.

Quando anche le MOM spengono il pc, ci siamo noi ad ascoltarvi.

E non saremo perfetti nel fare le cose come le fate voi, ma noi sappiamo giocare come bambini.

Arrabbiarci come bambini, ridere come bambini.

Abbiamo le fissazioni, come i bambini.

Ci emozioniamo per un gol come fossimo bambini. Guardiamo i cartoni animati come i bambini.

Ci basta poco per essere felici.

Come i bambini.

E voi, i bambini li amate tanto, no?

il vostro affezionatissimo Duca d’Auge

p.s. Mè, che fate a mezzogiorno da mangiare?

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Cominciamo….dalla scatola!

Salve a tutte oggi inauguriamo la nostra rubrica: “Feste, Giochi e Creatività” speriamo che possiate trovarla interessante e utile per le vostre attività con i bambini. Noi cercheremo di darvi qualche idea che possa aiutarvi. Buona lettura

Marinella e Stefania

 Cominciamo….dalla scatola!

Stefania:

Al compimento del primo anno del mio bambino, i suoi padrini, nonché suoi zietti (mia sorella e fidanzato), si sono lambiccati il cervello per trovare il regalo perfetto! Cerca che ti ricerca hanno scelto una fantastica casa con palline, la descrizione on line dell’oggetto cita “Una struttura che si apre e si chiude a scatto in pochi istanti. La confezione è completa di una dotazione di 200 palline (diametro cm 8), per una situazione di gioco totalmente protetta”.

Inutile dirlo, sia lui che sua sorella maggiore si divertono da matti a giocarci (soprattutto a vuotarmi le palline per casa che poi ritrovo dappertutto e che puntualmente precipitano a cascata giù per le scale del piano inferiore….grrrrr!) eppure, spesso il loro interesse è catturato da….la scatola di cartone!

Li ho osservati. I decfoto (2)ibel delle loro risate superano di gran lunga quelli di ogni altro gioco. Quella scatola ha “mutato sembianze” sotto la regia della maggiore e con la collaborazione del prezioso piccolo adepto: è diventata una coperta, un vestito, un tappeto volante, una trincea, un nascondiglio….li ho osservati con un sorriso ebete sul volto. Che poi penso: mia sorella e il suo fidanzato hanno cercato tanto il loro fantastico regalo (spendendo anche un bel po’ di soldini) quando a loro bastava la scatola!

Questa osservazione lascia ovviamente il tempo che trova, ma il senso di questo post è: avete mai provato a lasciare nelle mani (e alla fantasia!) di vostro figlio una scatola di cartone? No? Allora provateci. E se avete 5 minuti, accomodatevi sul divano e godetevi lo spettacolo.

 

Marinella:

La riflessione di Stefania mi ha fatto molto pensare. La creatività e la capacità di divertirsi dei nostri bimbi davvero ci sorprende per la loro semplicità e spontaneità. Ma noi possiamo anche dare un contributo per stimolarli e divertirci insieme a loro.

Le scatole attraggono la loro attenzione perché è irrefrenabile per loro la curiosità di vedere cosa si nasconde dentro alla scatola. Questo avviene sin da quando sono piccolissimi. Dobbiamo sfruttare questa loro curiosità.

Ecco alcune idee semplicissime.

Innanzitutto le scatole potete sempre abbellirle e decorarle con loro… incollando sopra carte colorate, ritagliando fori, colorandole ecc ecc. e poi iniziate a giocarci.

Preparate una serie di scatole, (l’ideale sono le scatole della pasta, dei cereali ecc) e nascondete dentro diversi materiali e oggetti: carta, sassolini, pezzi di stoffa, pezzi di costruzioni, piccoli pupazzi, tutto quello che vi viene in mente. Le scatole sono chiuse e i bimbi devono indovinare il contenuto solo ascoltando il rumore che fa l’oggetto mentre agitate la scatola.

Per i più piccoli anche il semplice maneggiare le scatole li diverte. Il tatto e la vista sono il loro modo per interagire con esse. Mia figlia è sempre stata attratta dalle scatole del dentifricio… e ora che è più grandicella le usa come bacchette per suonare su ogni superficie.

Le scatole potete usarle come contenitori per i loro puzzle, per i pezzi delle costruzioni, per i pupazzetti… e giocare insieme a “mettere in ordine”, magari se la scatola è bella e accattivante loro lo prendono come gioco e il salotto torna in ordine almeno per cinque minuti!!! Provate per esempio a giocare separando in scatole differenti i pezzi delle loro costruzioni dello stesso colore.

Quante volte abbiamo infilato in testa le scatole dei panettoni e dei pandori? Se li ritagliate  da una parte li potete trasformare in caschi e copricapi. Magari con il loro aiuto potete colorarle e decorarle attaccando sopra quello che volete.

Questi sono semplicissimi suggerimenti e spunti e magari voi ne avete tanti altri… commentate e fateci sapere come usano le scatole i vostri bimbi per i loro giochi?

Alla prossima

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A te che dormi

Poter riacquistare, per un istante,
il viso dell’infante
un attimo prima di arrendersi al sonno,
allungherebbe l’esistenza.
La lotta con la veglia,
per la conoscenza dell’ultimo dettaglio,
quantunque sia forbice, arancio o canovaccio
per noi talmente comune da dimenticarcene.
Il rantolare a picchi, il sapore di latte
dentro il fiato,
la mano tesa, cercando un limite
dentro il contenitore del caso.
E poi il viso, sempre lo stesso:
l’occhio aperto a metà,
il naso diritto, il torace sollevato,
e sulla bocca di seta
la fiera espressione del soldato.
foto

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Lettera a mio figlio.

A MIO FIGLIO

(scritta nel secondo mese di gravidanza)

E ci sei figlio del cielo!

Nascosto, in silenzio, quasi a non voler disturbare questa mia debole vita tu, forte, ci sei e a breve sentirò il tuo battito d’ali dentro di me! Sarai con me finchè vorrai restare e nulla ti chiedo che tu non voglia sin da ora. Ascolta, figlio mio, non faccio promesse, perché da uomo che sbaglia e cade spesso, potrei non essere in grado di mantenerle.

Ascolta! Nonostante me, devi vivere! Devi tornare a compiere ciò che è stato interrotto un tempo, devi vivere perché al mondo ci sono cose meravigliose che hai visto e tornerai a vedere in una nuova forma ma nella stessa essenza. Tieniti forte a me, nutriti di me, usami come tuo guscio, ma vivi, vivi nonostante me e le debolezze dei miei anni.

Stai entrando nella mia vita in punta di piedi, e quasi non riesco ancora a sentire quella gioia grande che dovrà zittire il dolore di tutti questi anni di attesa. Quanti anni? Tutti gli anni che ho! Meglio sarà gioire un po’ per volta, come in un crescendo e sentirti arrivare pian piano, in modo da avere il tempo di allontanarmi dalla mia vecchia vita terrena e legarmi attraverso te alle mie vite passate e a quelle future.

Ti ricordi? Ci siamo incontrati così tante volte in sogno che alla fine non potevi non arrivare! Quanto ti ho chiamato! E quante volte ti ho perso, donato ad altri per aspettare ancora, ti ho tenuto infinatemente piccolo in una mano, ti ho visto steso sotto un lenzuolo bianco ritornato al Padre per compiere il tuo destino. Ed ora ci sei! Ed è un segno grande per me che nessuno può comprendere.

Ti aspettiamo con il cuore in mano. Ma sia quello che tu vuoi. Se deciderai di rimanere con noi o se ritornerai di nuovo a giocare con gli angeli, sarai e sei il figlio del Cielo.

La tua mamma, Tina.

FIGLIA DEL CIELO (Parole tratte da I Veda Mantramanjari)

Giorni notti, Buio Luce, Notti Albe, Danza senza fine
Aspetta ancora
Resta qui mentre sorge l’aurora
Rinasce il mondo, col primo sole
Appare lei e risplende più bella che mai
Non ha confini Figlia del cielo.
Aspetta ancora
Resta qui mentre sorge l’aurora !
Rinasce il mondo col primo sole
Appare lei e risplende più bella che mai
Non ha confini
Figlia del cielo

(I Veda sono i più antichi documenti dello spirito umano di cui siamo in possesso.)

fonte: http://tinafesta.wordpress.com/2010/08/16/lettera-a-mio-figlio/

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INSOMNIA

Lo rifaccio: metto la sveglia.  Sperando che almeno domani mattina serva.. Gli occhi mi pesano come macigni e mi addormento con il telefono in mano…

Dopo un’ ora eccola là, puntuale come sé stessa: “aaaaah!” (urlo di bambina).

Mi alzo e vado a controllare cosa succede. Realizzo che non è niente, forse un sogno, forse l’impellente desiderio di sentire una mia carezza. Le rimetto il ciuccio, la metto a pancia sotto e me ne ritorno a letto. Svengo. Dopo un altro po’ arieccoci: “maaaammaaaa, acqua!”.

Mi trascino tipo zombie fino alla cucina. Riempio l’acqua e nel frattempo i decibel salgono: “acqua, acquaa, acquaaa, acquaaaaa!” “(Madò, poveri vicini di casa)..ARRIVOOOO!”.

Le do da bere, le rimetto il ciuccio, la coccolo un po’ e spero solo che il sonno la colga nella sua forma più potente. (Penso sempre alla storia di mia zia che da piccola, nei Sassi, sedata da mia nonna con la “papagna”  dormì per 3 giorni senza che nessuno se ne preoccupasse….incredibile quanto siano cambiati i tempi!!)

Mi rimetto a letto stando attenta a non produrre il minimo suono, praticamente non respiro e mi stendo con il passo più felpato che la mia condizione di moribonda mi consente.

Accanto a me praticamente un uomo sordo… Stento a riaddormentarmi. Abbandono il pensiero di sedare mia figlia, ma per la testa continua a frullarmi un nome…ESTIVILL!

Dopo un altro paio di episodi che ucciderebbero i nervi di una qualunque persona non-madre, suona la sveglia dell’uomo sordo. (“certo potevi mettere una suoneria un po’ meno aggressiva!!”). Lei finalmente dorme ma io ormai mi dichiaro sconfitta.

Mi alzo, disattivo la mia inutile sveglia che sarebbe suonata tra 50 minuti, lavo il bagno, pulisco per terra, vedo delle ditate sul vetro: le tolgo, rimetto in ordine i suoi infiniti libricini, mi lavo, cerco invano di coprirmi le occhiaie (e nella testa un unico pensiero: CLIO MAKE-UP, aiutami tu!) e mi siedo per fare colazione. Mentre sto per intingere il mio primo biscotto nel latte la sento. Prima piano poi sempre più forte: “mamma, mammaa, mammaaa, mammaaaaaaaa”. Vado a prenderla, mi aspetta in piedi aggrappata alla sbarra del lettino.. quel sorriso schignato e sincero di sedicimesenne in un attimo mi copre le occhiaie, mi ridà energia, cancella dalla mia mente Estivill, Clio e la fatica di un’altra nottata folle.

La amo, no matter what!

 

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Mercatino Invernale MOM – 12 Ottobre 2013

MERCATINO INVERNALE DELLE MOM – MATERA

SABATO 12 OTTOBRE – ORE 17,00 – 19,00Immagine

Ecco il nuovo appuntamento con il Mercatino MOM dedicato ai piccoli ed alle mamme in attesa. Il mercatino avrà luogo anche in questa occasione nel giardino di LIbro Mania, in Via Lucana a Matera.

In caso di pioggia i mercatino si effetterrà all’interno della libreria.

Ogni MoM che intende espporre la propria roba deve munirsi di tavolino, stuoia o altro appoggio per poter allestire la propria “bancarella”. E’ necessario presentarsi in loco alle 16,30 per l’allestimento.

Qualora si volessero donare giochi o capi di abbigliamento a MoM per la creazione di un fondo cassa per sostenere le iniziative organizzate dal gruppo, sarà presente una mamma che si prenderà in carico gli oggetti e ne gestirà la vendita a prezzo simbolico fino a fine mercatino. L’invenduto verrà donato a famiglie bisognose e al CAV (Centro Aiuto alla Vita) di Matera.

Con l’acquisto di alcuni oggetti e capi di abbigliamento sarà possibile contribuire al finanziamento di alcune sezioni di scuola dell’infanzia.

Il mercatino di MoM è anche on line su fb al seguente link https://www.facebook.com/groups/365977756806942/

La partecipazione è libera: liberamente, potete ringraziare chi ci ha ospitato acquistando un libro o regalandogliene uno che non vi serve più.

Info Tina 335 81 85 461

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Attenzione!

Per chi avesse intenzione di partecipare al mercatino MOM ecco alcuni suggerimenti:

Mettete da parte solo gli indumenti per bambini o preman invernali, non serve portare tutta la roba che avete. Controllate bene lo stato delle cose: a volte anche se le robine sono state messe da parte dopo un’attento lavaggio si ingialliscono. Anche se non avete il tempo di rilavare è bene conoscere in quale condizione sono.
I pezzi piccoli potreste metterli insieme ed offrirli in stock (calzine, body interni, etc).
Lo stesso dicasi degli abitini molto usati.
Per oggetti ingombranti il mio consiglio è quello di utilizzare il gruppo https://www.facebook.com/groups/365977756806942/ per aggiungere foto e far vedere quello che offrite.

Cercate alcune cose in particolare? Scrivetelo nei commenti al presente articolo.

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